Agricoltura: avevamo ragione

Non molto tempo fa, denunciammo il grave danno inflitto alla Sardegna dall’agenzia governativa italiana Agea. Era il caso del celebre refresh, l’aggiornamento della banca dati ministeriale su cui poi si calcolano i contributi in agricoltura. In quell’occasione il bosco sardo, che non ha mai impedito il pascolo delle greggi, è stato censito come bosco alpino e la superficie interessata dall’ombra esclusa dal calcolo delle estensioni contributabili. Un danno enorme sia finanziario, cioè soldi in meno, che burocratico, moltissime pratiche in anomalia.
Nei giorni scorsi i giornali…

Il fisco non è mai leale

Continuiamo a emanciparci dal clima di diffusa mistificazione della realtà e di sua radicale ideologicizzazione propagandistica, tipica delle campagna elettorale, parlando di questioni concrete.
Resto fermamente convinto che sia il ceto politico italiano che quello sardo non hanno alcuna coscienza delle reali strutture dei poteri dello Stato.
Vedere molti potenziali candidati e tanti leader di partito parlare solo di soldi da spendere e non di ricchezza sostenibile da produrre per sostenere i servizi e i diritti; vedere molti uomini politici privi delle informazioni minime sull’articolazione dei poteri dello Stato, significa vedere la classe dirigente compiacersi della sua cecità sul potere che realmente incide sulla vita quotidiana delle persone.
Per noi del Partito dei Sardi, avere cultura di governo significa avere anche un’adeguata cultura rispetto ai poteri che sono in grado di trasformare la realtà e di migliorare la vita delle persone.

Sanità, leggi e nuove prepotenze

di Augusto Cherchi
Mi attribuisco più difetti, ma anche qualche buona pratica: quando mi chiedono un parere, studio sempre l’argomento con mente critica; quando una legge viene approvata dal Parlamento Sardo mi aspetto che venga applicata, da tutti, nessuno escluso, senza se e senza ma, anche se non piace; magari si può fare di tutto per modificarla, ma intanto si applica e non la si disattende!
Da mesi continuo a dire che in Sanità esiste un problema di applicazione delle leggi votate dal Consiglio …

CAGLIARI. Toponomastica femminile: se ne parla in Commissione con i bambini e le bambine della Santa Caterina

Nell’Aula consiliare del Municipio di Cagliari, 29 alunni e alunne della 5^ A della Scuola elementare Santa Caterina, giovedì scorso sono stati invitati in audizione dalla Commissione consiliare permanente Personale e Affari generali per presentare i progetti realizzati sulla toponomastica “Viaggio nel quartiere Castello” e “Viaggio nel Villaggio Pescatori”.
I progetti, realizzati dalla stessa classe in seconda e terza elementare, sono nati dall’esigenza di dare una risposta alla domanda: “Che cos’è, secondo voi, la toponomastica?”. E, partendo dall’ubicazione della Scuola Santa Caterina, i giovani studenti hanno cominciato le ricerche proprio dalla toponomastica delle strade e delle piazze del quartiere Castello.

Gianfranco Congiu: No ad uno stato centralista. Lo dice Minniti, non noi

Apprendiamo che nel vertice di Nuoro il Ministro Minniti si è dichiarato favorevole ad un ripensamento del modello statuale centralista, non essendo più attuale né rispondente ai bisogni e alle diverse esigenze civili e politiche presenti nei territori inclusi nel perimetro della Repubblica italiana.
Il Ministro ha poi avuto parole di particolare apprezzamento per le politiche e i comportamenti del sindaco di Macomer rispetto alle strategie di legalità verso il tragico fenomeno dei migranti…

In risposta al Segretario del PD sardo, Giuseppe Luigi Cucca

Caro Segretario Cucca,
stia sereno, non chiediamo l’esclusiva sui valori autonomisti perché siamo indipendentisti. Siamo sardi che in forma nonviolenta, democratica e legale perseguono il diritto del popolo sardo a decidere liberamente del proprio futuro. Se a lei questo pare “eversivo” allora siamo alla morte della politica e del diritto. E anche al requiem dell’idea stessa di popolo sardo. Ma credo, voglio credere, che il suo sia solo uno sfogo dettato dall’amarezza di un accordo non concluso.

Dunque, torniamo al punto, perché non ha risposto alle domande…

Davanti all’abbraccio fra Renzi e Rivera, che fa il PD sardo?

Oggi più che mai la scelta del Partito dei Sardi di non fare alleanze al ribasso col Partito Democratico alle elezioni italiane si dimostra non solo un fatto di dignità ma persino di preveggenza.
In questi minuti, infatti, Matteo Renzi fa bella mostra di sé su Twitter abbracciato ad Albert Rivera, il leader di Ciudadanos (vedi foto).
A questo punto vorrei chiedere agli amici del PD sardo se si rendono conto che il loro leader italiano è abbracciato al leader del nuovo centrodestra spagnolo, al leader di un partito che nega il risultato di democratiche e libere elezioni ed è fra i più strenui promotori della repressione e incarcerazione dell’indipendentismo nonviolento e progressista catalano. Alla faccia dell’Europa dei popoli, dei diritti, della democrazia.
Mi chiedo e vi chiedo, cari amici del PD sardo, se avete qualcosa da dire…

Gianfranco Congiu: Nessuna fuga in avanti sul Piano straordinario del lavoro

«Caro Presidente, in qualità di capogruppo della forza politica che ha contribuito ad animare il dibattito consiliare sul Piano Straordinario del Lavoro, avendone scritto la struttura portante sulla quale si è innestata la proposta dell’esecutivo, votata in Finanziaria, facendo seguito alle recenti interlocuzioni con l’assessore al bilancio nell’ambito delle quali abbiamo individuato alcuni temi meritevoli di approfondimento (ruolo degli enti locali e/o delle unioni; verifica delle capacità di assunzione degli stessi; struttura dei bonus regionali; pericolo di sovrapposizione con i bonus nazionali; profeti e cantieri innovativi), avendo appreso dalla stampa che fervono gli incontri nei quali pare si stiano predisponendo i dettagli del piano, ebbene se questo determinismo è il preludio per un rush con fuga in avanti, ti chiediamo un incontro urgente per verificare l’operatività in concreto del Piano e la rispondenza alle esigenze di celerità della spesa che mi pare anche tu abbia condiviso durante il dibattito in aula.

Moirano convocato. Tricolore manifesto: prostitute (rosso), razze (bianco), verde (vaccini)

Oggi l’onorevole Augusto Cherchi, uno dei pochi che non si inginocchia di fronte al Direttore generale dell’Ats né al Direttore generale dell’Assessorato alla sanità, chiederà il rispetto della legge che prevede che S.M. Moirano vada nel Parlamento sardo a riferire del suo operato e vada in Commissione sanità a giustificare l’organico programmato dell’Ats.
Poco o molto che sia, il Partito dei Sardi vuole tenere la luce accesa sulla sanità…

Francesco, impedisci lo schifo o finiamola qui

Gli organi di stampa danno notizia dell’annuncio da parte dell’imperatore sanitario Moirano dell’imminente assunzione nella ATS sarda di circa 2000 persone.
Cito testualmente dalle agenzie di stampa: «Questo sara’ l’anno delle stabilizzazioni in sanità, delle assunzioni e della rimozione totale del blocco del turn over. (…) Dopo un anno di duro lavoro possiamo dire che l’Ats non è piu’ la semplice somma delle 8 precedenti Asl», ha aggiunto il direttore generale Fulvio Moirano, «bensì un’azienda unica che proprio in questi giorni ha deliberato la nuova dotazione organica fatta da circa 16mila dipendenti: quasi duemila in più degli attuali dipendenti a tempo indeterminato. Ciò vuol dire che nel corso del 2018 centinaia di precari potranno essere stabilizzati e tanti giovani medici, infermieri, professionisti sanitari e tecnici potranno essere assunti in pianta stabile (complessivamente tra le 600 e le 800 unità)».
Mi rivolgo al Presidente della Giunta.
Non ti sfugge sicuramente il sapore rancido…

Per l’obiezione di coscienza natzionale

di Franciscu Sedda
La campagna elettorale italiana è appena iniziata e già si sente forte il desiderio che finisca. Personalismi narcisisti, tatticismi esasperati, sparate assurde, abolizione di tutto e del contrario di tutto, paura del confronto, demonizzazione dell’altro e del diverso: la bella e intramontabile campagna elettorale all’italiana.
Basterebbe questo per capire perché il Partito dei Sardi ha chiamato i sardi, i singoli e le forze politiche, ad un’obiezione di coscienza nazionale sarda. Perché non ha senso, in quanto sardi, votarsi al gioco al massacro dell’italianità.
E invece il rischio è che ancora una volta la campagna elettorale italiana in Sardegna si trasformi nella versione aggiornata e sofisticata della Prima Guerra Mondiale: «Sardi! Armatevi, partite (e morite) per salvare ‘la Patria’!».

Zona franca: perché non basta

Ormai è una costante: ogni volta che si avvicinano le scadenze elettorali, la zona franca ritorna di moda.
Personalmente sono stato tra i primi che se ne sono occupati e da assessore ho contribuito non poco a finanziare le opere della perimetrazione di quella di Cagliari.
Detto questo, bisogna avere il coraggio anche in campagna elettorale di dire sempre la verità, non come sta accadendo in Italia con sparate veramente ridicole e pericolose pur di intercettare il pubblico delle fake news.
La Zona franca è un nome sbagliato per un bisogno giusto.
Il bisogno giusto è questo…

Polo di Ottana. Il PdS chiede lo status di area di crisi complessa

Nella mattinata di oggi è stato approvato all’unanimità dal Parlamento Sardo un ordine del giorno del Capogruppo del Partito dei Sardi, Gianfranco Congiu, con il quale si affronta la situazione dell’area industriale di Ottana. Considerata la gravità della crisi, precipitata con la notizia dell’avvio anticipato della procedura di licenziamento per 50 lavoratori, il documento consiliare impegna il presidente della Giunta ad avviare le procedure per il riconoscimento dello status di area di crisi complessa per il polo industriale di Ottana…

Obiezione di coscienza nazionale della Sardegna

Ieri, in una delle giornate più belle e difficili per il Partito dei Sardi (questo il documento approvato), ho usato questa espressione: obiezione di coscienza nazionale della Sardegna.
L’obiezione di coscienza scatta quando le norme costringono a fare ciò che la coscienza non può accettare.
La legge elettorale italiana impone…

Il Documento Politico approvato dal Direttivo Nazionale

Il Direttivo Nazionale del Partito dei Sardi ribadisce i contenuti del proprio documento del 4 gennaio u.s. e riafferma che essi sono rivolti a tutte le forze democratiche, non violente e non razziste che vogliano concorrere a un mutamento storico profondo del sistema politico sardo, capace di ridurne la frammentazione, le paure, i personalismi e di aumentare, con una nuova coscienza collettiva e una nuova cultura di governo, i poteri, la libertà e i diritti del nostro popolo così come la produzione di capacità, lavoro e ricchezza sostenibile e diffusa per la nostra gente…