Uccidiamo il mostro conservatore

IMG_1284Come era prevedibile, dopo il decisivo passaggio dell’approvazione della legge per l’Agenzia Sarda delle Entrate in Commissione Bilancio, un conservatorismo trasversale ha preso forma. È il conservatorismo che attraversa istituzioni e organi d’informazione, sinistra centro e destra, e prova a bloccare la Sardegna ogni volta che si prova a fare qualcosa di realmente grande, ogni volta che ci si trova davanti ad un passo avanti realmente decisivo. Molto spesso questo conservatorismo non ha nulla di esplicitamente politico. È paura dell’ignoto. È disistima verso se stessi. È, come scrive anche Paolo Maninchedda nel suo intervento di stamattina, frutto di piccolo debolezze umane (l’ansia di visibilità, l’invidia, il riaffermare per orgoglio la propria piccola quota di autorità) che possono anche essere compatite ma non possono e non devono fermare il cambiamento.

Ci sono poi le ipocrisie di chi in privato ti dice «la legge non va bene perché è troppo forte» e in pubblico dice «la legge non va bene perché è troppo debole»; e quelle di chi non ha mai fatto nulla per creare una fiscalità giusta per i sardi (e magari ammicca agli evasori fiscali, che non sono i tanti di noi che soffriamo per un regime fiscale italiano ingiusto) e oggi prova a dipingere l’ASE come un mostro; e ancora ci sono le ipocrisie di chi magari da un lato vanta l’intervento e il posto pubblico e poi paventa chissà quali sprechi per la costituzione di un ente che nasce con un costo di un paio di milioni di euro (con quei soldi oggi non ci fai manco una via in centro a Cagliari!) per far sì che lo Stato italiano non ci sottragga più negli anni miliardi di euro.

Anche qui bisogna compatire ma soprattutto perdonare e ribadire. Questa legge è di tutti e per tutti. Questa legge è dei sardi e per i sardi. Questa legge è per costruire una Sardegna più forte, più prospera, più giusta, più libera.

Per questo abbiamo sempre detto, noi che l’abbiamo posta come nostro primo punto di programma, che non solo era ed è aperta al contributo migliorativo di tutti ma che eravamo pronti a lavorare in silenzio, nel buio, per lasciare che tutti se ne sentissero partecipi. Perché si arrivasse ad un pronunciamento il più possibile unitario del Parlamento sardo.

E così abbiamo fatto. E anche per questo l’iter è stato un po’ meno veloce di quanto avremmo voluto.

Per questo io spero che ognuno voglia e sappia mettere a freno – e magari persino uccidere una volta per tutte – il mostro conservatore che gli abita dentro, che ci abita dentro.
Uccidiamolo. Costruiamo tutti insieme, fino all’ultimo giorno, una legge che apre gli orizzonti della sovranità tributaria dei sardi a 360 gradi; creiamo le condizioni perché il percorso di attuazione sia  ragionato e virtuoso, come deve sempre essere la costituzione e l’azione di un ente pubblico; dimostriamo che dopo 70 anni di delega sappiamo prenderci come popolo la responsabilità sulla nostra ricchezza e il nostro futuro. Diamo prova che siamo usciti dallo stato di minorità per entrare nell’età dell’emancipazione.
Smettiamola di aver paura dei mostri – o di crearceli da soli per poter correre da qualcun altro a chiedere aiuto – e diventiamo grandi.

A innantis!

Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

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