Sul vertice in Provincia: piano di rilancio di Nuoro o del Nuorese?

Apprendiamo dalla stampa di un improvviso “vertice” tenutosi ieri in Provincia a Nuoro e promosso dai consiglieri regionali Saiu (Lega), Mula (Psd’Az) e Talanas (FI) “per avere notizie sullo stato dell’arte in merito al Piano di Rilancio del Nuorese“. Colpisce il fatto che non siano stati coinvolti né i rappresentanti degli Enti Locali, né i sindacati, né Confindustria, ossia quei soggetti istituzionali che compongono la Cabina di Regia e che sono i garanti della esecuzione del Piano e delle sue ricadute nei territori. Così come colpisce il fatto che, oltre alla Regione, fossero presenti solo il Sindaco di Nuoro, il Presidente della Camera di Commercio e il Presidente della Provincia, ossia tre soggetti portatori di istanze specifiche: il Comune di Nuoro proponente interventi di riqualificazione della zona Ex Artiglieria, plesso Ex Mulino Gallisai, svincolo Prato Sardo e Università, la Camera di Commercio con il Distretto Culturale e la Provincia con Visit Nuorese, Museo MAN ed edilizia scolastica.
Ricordo che quel Piano, firmato il 9 ottobre 2017, prevede 22 progetti con ricadute anche nei territori del Montalbo, Marghine, Barbagia, Mandrolisai, nel Parco di Tepilora e nelle comunità di Siniscola, Orosei, Galtellì, Lula, Posada, Mamoiada, Macomer, Orani. Dimenticarsi dello spirito di condivisione e allargamento a tutti gli ambiti provinciali del Nuorese che aveva animato quella stagione programmatica, significa ripristinare uno schema Nuorocentrico, con un capoluogo parricida con gli altri territori.
Non c’è che dire, proprio un bell’esordio.

Gianfranco Congiu
Portavoce del Partito dei Sardi

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