Subito una legge per la tutela della caccia e delle biodiversità della Sardegna

Sul tema della caccia monta in queste ore la ciclica polemica che si ripropone ogni anno. Noi del Partito dei Sardi riteniamo che sia urgente e non più rinviabile una nostra legge in materia.

Non ci interessano polemiche sterili. Ci interessa contrastare in modo serio, razionale e costruttivo l’applicazione alla Sardegna di scelte e modelli fatti da altri e per altri e poi applicate pedissequamente alla nostra realtà.

Rigettiamo regole che vengono pensate altrove ma appaiono inadeguate alla Sardegna, alla sua biodiversità, ai suoi flussi faunistici. Oggi ci troviamo, ad esempio, davanti a decisioni italiani inique come quella che impedisce la caccia al tordofino al 31 gennaio e fa subire a una porzione importante del nostro popolo, come i 40.000 cacciatori sardi, regole discriminatorie rispetto all’intera Europa, senza considerare che i flussi faunistici migratori che investono la Sardegna sono differenti da quelli che investono la penisola italiana. Una nostra legge quadro avrebbe il pregio di introdurre una regola differente. Oggi, invece, la criticità non può essere affrontata che con una richiesta di deroga.

In generale, dobbiamo dunque concretamente difendere la nostra sovranità per poter difendere l’interesse generale della Sardegna, dei sardi, del nostro territorio.

Il tema della caccia è un tema delicato e importante perché è connesso alla gestione dell’ambiente e all’equilibrio della nostra biodiversità, un unicum a livello europeo. Un unicum legato all’impegno e alla sensibilità di tanti, fra cui le tante persone di valore nel mondo venatorio e delle campagne, che danno in modo volontario e disinteressato un contributo alla lotta alla peste suina, all’attività antincendio, alla difesa delle specie autoctone, contribuendo alla salvaguardia del nostro territorio.

Ciò che il Partito dei Sardi lamenta è dunque una gestione superficiale del tema della caccia e dell’attività venatoria. Per questo il Partito dei Sardi è convinto che la Sardegna deve dotarsi di una sua legge sulla caccia e sulla tutela e gestione delle biodiversità e delle risorse naturali rigenerabili, partendo dal richiamo in commissione e in aula di tutte le proposte che sono state depositate in questi ultimi anni per poterne fare sintesi, partendo dalla proposta di legge già presentata da Modesto Fenu e altri e da noi sostenuta.

Ciò che ci ispira è il rafforzamento di una collettiva responsabilità ambientale, sul modello nord europeo (vedi Germania), dove è riconosciuto al mondo venatorio il “ruolo pubblico di gestione ambientale”. Un modello peraltro anticipato proprio dalla Sardegna con la legge n. 32 del 1978 che ha introdotto l’idea del “prelievo sostenibile” che oggi ispira l’intera Europa in materia.

A dimostrazione che i sardi hanno una sensibilità alla protezione faunistica e ambientale che abbiamo disperso applicando modelli italici che hanno dato risultati inaccettabili, non hanno bloccato pratiche illegali, hanno consentito la distruzione del territorio, la crescita esponenziale e ingestibile degli ungulati (con conseguente incremento di distruzione di coltivazioni e incidenti stradali), l’inserimento di specie portatrici di malattie che poi diventano endemiche.

È tempo di un grande patto fra sardi per scrivere una nostra legge sulla biodiversità e di gestione razionale della fauna selvatica che ci faccia diventare, ancor più di oggi, un modello di cura dell’ambiente, delle sue specie, della sua ricchezza, della sua bellezza.

Franciscu Sedda
Gianfranco Congiu
Augusto Cherchi
Pier Mario Manca
Roberto Desini
Sandro Unali
Modesto Fenu

1 comment for “Subito una legge per la tutela della caccia e delle biodiversità della Sardegna

  1. Elio
    20 Gennaio 2017 at 16:57

    Per non parlare del problema cinghiali: danni alle colture e al bestiame, incidenti stradali e serbatoio di peste suina africana.

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