Solidarietà del Partito dei Sardi ai dirigenti indipendentisti catalani ingiustamente processati


Si apre domani a Madrid il processo contro 12 leader dell’indipendentismo catalano fra cui la presidente del Parlamento catalano Carme Forcadell, il vicepresidente del Governo Oriol Junqueras, i leader dell’ANC (Jordi Sanchez) e Omnium Cultural (Jordi Cuixart), due delle maggiori organizzazioni civiche a supporto del diritto all’autodeterminazione.

Si tratta di un processo ingiusto che tenta di criminalizzare il percorso pacifico, non violento, istituzionale portato avanti dai dirigenti indipendentisti, colpevoli solo di aver promosso un referendum sull’indipendenza per cui avevano chiesto un mandato al proprio popolo ottenendo la maggioranza parlamentare.

Un percorso referendario che peraltro avevano sempre voluto negoziare con lo Stato spagnolo, come già aveva fatto la Scozia con la Gran Bretagna, e che tutt’oggi ha il supporto dell’80% della popolazione catalana.

In un momento in cui in Sardegna siamo impegnati in un’importante campagna elettorale e siamo giustamente concentrati sulle nostre sofferenze e vertenze, prima fra tutte quelle che riguarda il nostro mondo agropastorale, vorrei che non ci dimenticassimo che vicino a noi, dentro l’Europa, il diritto dei popoli all’autodeterminazione viene calpestato e la possibilità di esprimersi pacificamente davanti ad un potere che si ritiene sordo o ingiusto viene repressa. Non si tratta dunque di una questione solo spagnola e catalana ma si tratta di una questione che ci riguarda tutti, come sardi e come europei.

Per questo a nome del Partito dei Sardi ci tengo ad esprimere ancora una volta la più profonda solidarietà e vicinanza, politica ed umana, ai dirigenti indipendentisti oggi sotto processo sperando che tutte le forze istituzionali, politiche e sociali sarde possano fare altrettanto.

Dare solidarietà all’indipendentismo catalano significa infatti, oggi più che mai, difendere in generale il diritto alla pacifica mobilitazione e autodeterminazione delle persone e dei popoli; significa difendere anche in Sardegna la possibilità per ciascuno di noi, a partire dai nostri pastori, di far sentire in forma non violenta le proprie ragioni, difendendosi dalle slealtà di Stato e dalle nuove forme di autoritarismo che si annidano dietro i “decreti sicurezza” del nazionalismo italiano; significa continuare a costruire un percorso di protagonismo delle isole e delle nazioni storiche europee, come abbiamo provato a fare in questi cinque anni dando sostegno istituzionale alla Catalogna e creando una solida collaborazione con la Corsica e le Baleari in vista non solo del riconoscimento dei nostri interessi e dei nostri diritti attuali ma anche della costruzione dei futuri Stati Uniti d’Europa, fondati sull’equità, la solidarietà, la democrazia.

Solidariedade a s’indipendentismu cadalanu.
Bivat sa democratzia e su deretu a s’autodeterminatzione!
A innantis!

Franciscu Sedda
Presidente Nazionale Partito dei Sardi


A innantis!



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