Serve una risposta per i lavoratori di Ottana

«Ci sono comunità in cui si vive peggio che in altre: ciò che sta accadendo nel centro Sardegna ed in particolare nel polo di Ottana ha dell’incredibile. 130 lavoratori e quindi 130 famiglie esclusi dalla mobilità in deroga concessa ed erogata ad altri. Lavoratori che hanno concluso la mobilità ordinaria nel 2015 e che stanno aspettando risposte che, ad oggi, benché legittimati, non riescono ad avere. Ottana è un sito che paga più di altri il prezzo del fallimento di un certo modello industriale. Un sito che è l’unico a non esser stato ricompreso nelle aree di crisi complesse per le quali viene prorogata la mobilità atutto il 2018. Una beffa.
Il silenzio calato improvvisamente sulla vicenda dei 130 lavoratori impone una decisa presa di posizione. Sono trascorsi 5 mesi dall’ultima riunione del comitato di monitoraggio, tempo più che congruo per consentire all’Inps la liquidazione delle posizioni anche dei 130 lavoratori, al pari di tutte le posizioni già prese in carico e già liquidate dall’istituto.
Non è banale ricordare che le indennità di cui stiamo parlando rappresentano il confine tra la dignità e la mortificazione della persona in quanto misura destinata al sostegno di chi, senza colpa, ha perduto il lavoro. Che la politica IMPONGA le risposte adeguate a chi ha il dovere di darle perché al danno della perdita del lavoro non si aggiunga la beffa di una esclusione che sarebbe da tutti letta come incomprensibile».
Gianfranco Congiu, Capogruppo del Partito dei Sardi, nel corso della seduta congiunta con il CAL, Consiglio delle Autonomie Locali.

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