Sanità in Sardegna: tempo scaduto

Da troppo tempo parliamo di argomenti che, infastidendo l’Assessore della sanità e il suo staff, ottengono solo l’effetto delle spalle che si sollevano in segno di sufficienza, salvo poi far cadere le braccia ai pazienti che non risolvono problemi gravi e concreti e aumentare il nostro senso di sfiducia nei suoi confronti.

Delle difficoltà degli anestesisti ci si accorge solo ora, mentre noi da anni andiamo ripetendo che è un problema concreto che non si risolverà sicuramente nei prossimi anni (meno che mai in tempi brevi) finché si continuerà a ignorarlo come fatto finora. La Regione Sardegna ha necessità di formare anestesisti sardi, che rimangano in Sardegna (oggi troppi specialisti si formano in Sardegna e poi vanno a lavorare altrove). Per fare ciò occorre aumentare le borse di studio regionali, come hanno fatto negli anni scorsi altri assessori della sanità, e non fare come si fa ora, finanziandone solo una a Cagliari e una a Sassari. Se poi si ritiene che il problema siano le deroghe ministeriali, si sarebbero dovute chiedere gli anni scorsi, quando noi ponemmo la questione.

Sollevando l’argomento in una riunione a Sassari ci siamo sentiti dire, invece, che il problema era l’organizzazione delle sale operatorie. Spero che finalmente si sia convinto che non era e non è così.

Ma il problema degli anestesisti è solo uno degli argomenti che hanno fatto precipitare la nostra fiducia nei suoi confronti. Sui diabetici, quando è venuto in Consiglio regionale su una nostra mozione, ha fatto promesse che non ha mantenuto e la Sardegna continua oggi ad essere l’unica regione d’Italia (pur essendo la prima al mondo per incidenza di diabete tra 0 e 14 anni) che non eroga i dispositivi sottocute per il controllo della glicemia che eviterebbero continue punture a chi (bambini compresi) deve controllare la glicemia decine di volte al giorno. In quell’occasione l’Assessore ha dichiarato che la regione Sardegna stava distribuendo un particolare dispositivo (eversense) sottocute che si sostituisce ogni 6 mesi; in realtà un suo funzionario ne aveva bloccato l’acquisto alcuni mesi prima e quel blocco permane tuttora, con motivazioni dubbie sotto il profilo morale, etico e scientifico.

Nelle prossime settimane l’Assessore tornerà in aula sollecitato da altre nostre mozioni su altre gravi criticità che, come ci ha abituato, genereranno ancora sufficienza nelle sue risposte.

Sappia che noi non siamo più disponibili a concedere fiducia al suo operato!

Gianfranco Congiu, Consigliere e Capogruppo del PdS nel Parlamento sardo

 

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