Sa Die sia nuovamente una festa nazionale

angioy
di Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

La giunta ha approvato ieri la delibera che stanzia il finanziamento per la celebrazione de Sa Die come proposto dal Partito dei Sardi attraverso un emendamento approvato in Consiglio durante discussione della Finanziaria.

Per il Partito dei Sardi è importante a questo punto che gli eventi e le manifestazioni collegate alla giornata rispecchino il suo intento originario, vale a dire quello di festa nazionale del popolo sardo, momento per ricordare gli eventi della Sarda rivoluzione e più in generale per riflettere sul passato, il presente e il futuro della sovranità nazionale dei sardi.

Bene dunque il coinvolgimento delle scuole perché dai bambini passa la formazione di una nuova coscienza collettiva del popolo sardo. Benissimo l’utilizzo del sardo nella comunicazione dell’evento per ribadire il suo status di lingua nazionale dei sardi. Ma attenzione ad evitare ciò che è successo in anni passati quando a Sa Die sono stati associati eventi o personaggi estranei sia alla Sarda rivoluzione che ai valori di sovranità della Sardegna. E tantomeno si è stati capaci di guardarli sotto una luce nuova, realmente nazionale. Della nazione sarda, per la nazione sarda.

Sa Die non è una sagra né un evento di marketing. Il suo valore è quello di una festa nazionale che ricorda uno dei più importanti momenti rivoluzionari della storia della nazione sarda. Un momento in cui migliaia di sardi combatterono per una Sardegna più giusta e libera. Un momento in cui tanti sardi morirono o furono costretti all’esilio dalla repressione sabauda per aver inneggiato a una Sardegna sovrana, libera dall’oppressione feudale, fatta a Repubblica . Questo è il senso che dobbiamo onorare e celebrare il 28 di Aprile.

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