Piano neve e fiere: che la Giunta eviti scelte schizofreniche

La Giunta sarda, su proposta dell’Assessora dell’Ambiente Donatella Spano, ha emanato le regole per la spesa dei fondi ai Comuni montani impegnati nel Piano Neve. Si tratta di 500 mila euro per far fronte alle microspese (carburante, manutenzioni, bolli assicurativi per i mezzi spazzaneve forniti dalla Protezione civile, catene e altro) che generalmente vengono anticipate dai Comuni. Un emendamento apposito alla finanziaria (proposto dal PDS) ha scritto la norma. L’esecutivo regionale oggi ha scritto le regole procedurali che ne consentono la spesa. Sono regole chiare, semplici, che permettono la spendita pressoché immediata di una provvista finanziaria utile e attesa.

L’esatto contrario rispetto alla delibera n. 8/39 del 20 febbraio scorso, Misure a favore delle fiere zootecniche di Arborea, Macomer e Ozieri, in cui la procedura di spesa messa a punto dall’Assessore dell’Agricoltura è a dir poco lunare, quasi fantascientifica.

Si tratta di 100 mila euro (da spalmare sui tre comuni coinvolti nell’organizzazione delle più importanti fiere zootecniche dell’isola) e che, come nel caso del Piano Neve, servono per far fronte a microspese generalmente anticipate dai comuni. Ebbene, qui l’assessorato ha proposto una procedura particolarmente complessa e per certi versi inedita, frutto di un’applicazione del regolamento UE 702/2014 in materia di aiuti nel settore agricolo e forestale. Non entro nel merito delle scelte tecniche, ma il risultato sarà che le somme difficilmente potranno esser spese.

Si chiede infatti che i Comuni si accreditino presso il Registro Nazionale Aiuti di Stato (una novità per tutti in quanto istituito solo a luglio 2017) e che si occupino di tutta la complessa procedura (comprese le verifiche propedeutiche alla concessione delle somme) in armonia con il Registro SIAN dedicato agli aiuti de minimis.

Difficilmente i Comuni sono attrezzati per gestire partite finanziarie così complesse, tra l’altro messe a punto dall’Assessorato a ridosso delle manifestazioni.

Siamo sicuri che non si potesse fare diversamente?
Alla fine mi chiedo: cosa c’è di razionale in tutto questo?

Gianfranco Congiu, Capogruppo del Partito dei Sardi

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