PdS: «Catalogna subisce repressione. Le istituzioni sarde esprimano solidarietà e dicano sì a democrazia e autodeterminazione»

Il Partito dei Sardi chiama le istituzioni sarde alla solidarietà al Governo Catalano e dice no alla repressione della democrazia e dell’autodeterminazione.
Lo Stato spagnolo ha definitivamente passato il segno. Dopo aver perquisito stamperie, giornali, ministeri; dopo aver denunciato parlamentari e sindaci; oggi si è arrivati all’arresto di 15 funzionari della Generalitat, il Parlamento della Catalogna. Queste azioni sono indegne di un qualunque Stato democratico, tanto più perché nascono dalla volontà di negare ad un popolo la possibilità di esprimersi democraticamente sul proprio futuro istituzionale.
Piaccia o non piaccia allo Stato spagnolo, la Catalogna ha guadagnato democraticamente questa possibilità. Lo ha fatto con anni di oceaniche mobilitazioni popolari, lo ha sancito con il voto democratico e con quello parlamentare, lo testimonia l’adesione al referendum della maggioranza dei sindaci, dei partiti e della società civile. La grande maggioranza dei catalani vuole esprimersi e decidere sull’indipendenza – per essere libera di dire NO o SÌ.
Per tutto questo il Partito dei Sardi non solo esprime ancora una volta la sua vicinanza e solidarietà al Governo e alla società catalana, ma chiede a tutte le componenti della società sarda – a partire dal nostro Governo, dal Parlamento Sardo, dall’Associazione sarda dei Sindaci, i Partiti, i Sindacati, le associazioni di qualunque forma – di esprimere formalmente e coralmente il sostegno e la vicinanza al percorso di autodeterminazione democratica della Catalogna.

No alla repressione! Sì alla democrazia e all’autodeterminazione!

A innantis! Endavant!

Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

 

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