Passerà Mattarella (e Di Maio, Salvini, Berlusconi, Renzi, Grasso…) senza fermare

Domani il Presidente della Repubblica italiana verrà in visita in Sardegna.
Se fossi io a doverlo incontrare lo tratterei con lo stesso atteggiamento di freddezza e distacco con cui Gilles Simeoni e Jean-Guy Talamoni hanno recentemente trattato il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, in visita in Corsica (vedetevi il video).
Temo invece, come ormai accade da settant’anni in Sardegna, che domani sarà l’occasione per video e foto di gruppo con larghi sorrisi, volti emozionati, parole di ringraziamento.
Ora se il rispetto istituzionale, o se si preferisce la buona educazione, è dovuta a chiunque – siamo gente civile noi sardi – non trovo motivi per dover festeggiare o ringraziare un potere da sempre altro, distante, indifferente (quando andava bene), sleale (nella maggior parte dei casi) nei confronti della Sardegna: un potere che nello Statuto, in chi lo ha voluto e interpretato, ha trovato non un argine ma un alleato. Se ci fossi io, dunque, troverei il modo per dar il segno che, nonostante lo Statuto sia nato contro la nazione sarda – senza al suo interno la lingua, la cultura, gli interessi dei sardi – noi oggi vogliamo rappresentare finalmente la storia e i diritti di un popolo e di una terra differente dall’Italia: un popolo e una terra che non ha motivi per gioire né per ringraziare della Presenza del Presidente della Repubblica italiana.
Ora immagino che con grande faciloneria o ipocrisia molti penseranno che il problema è degli attuali governanti sardi.
Vorrei chiedere fin d’ora a tutti costoro – prima di scaricare sui social la loro falsa coscienza – di guardarsi allo specchio. E magari in quello specchio intravvedere (o ricordare) il modo emozionato, plaudente, estasiato con cui hanno accolto i vari Di Maio, Di Battista, Salvini, Meloni, Berlusconi, Renzi, Bonino, Grasso e chi più ne ha (di leader italiani) più ne metta.
Perché è la stessa identica cosa. È lo stesso identico meccanismo che riproduce l’attesa di un salvatore dall’esterno, di un padre (ipotetico) a cui rendere omaggio per non si sa bene cosa, di qualcuno che si prenda cura di noi perché noi sentiamo di non poter bastare a noi stessi, di non potercela fare con le nostre forze, di non volercela fare cooperando fra di noi, migliorandoci da noi, stando nel mondo come dovremmo starci noi. Un popolo con un’antica storia di nazione e un necessario futuro indipendente.
Detto questo, vada come vada, resta una certezza: «passerà anche questa stazione, senza fermare», per dirla con Faber. Passerà Mattarella, passeranno Di Maio, Di Battista, Salvini, Meloni, Berlusconi, Renzi, Bonino, Grasso. Il treno delle elezioni italiane passa sempre in Sardegna ma ferma sempre in Italia.
E quando il treno sarà passato, quando sul terreno rimarranno i cadaveri delle speranze frustrate, delle promesse irrealizzabili, delle ambizioni di carriera personale messe sul conto della Sardegna, lì in mezzo a tanta desolazione, resterà in piedi chi con onestà, anche a questo giro, ha chiesto a tutti i sardi di unirsi per far sentire finalmente la propria voce davanti all’Italia. E non trovando risposte positive o interlocutori seri si è tenuto in silenzio sul bordo. Pronto a farsi albero nel deserto, porto nel mare in tempesta, mano tesa verso chi anche stavolta è caduto nel fosso dell’illusione italica.
A innantis!
Franciscu Sedda
Presidente Nazionale Partito dei Sardi

1 comment for “Passerà Mattarella (e Di Maio, Salvini, Berlusconi, Renzi, Grasso…) senza fermare

  1. Santino
    29 marzo 2018 at 18:40

    Sono d’accordo di tutto quello letto e spero e mi auguro che i Sardi abbiano il bene della Sardegna. Io trovo meraviglioso il popolo sardo perche’rispetta e ricorda le sue tradizione. Mi auguro con tutto il cuore che il popolo sardo politico lavora solo ed esclusivamente per il bene dei Sardi e la Sardegna.

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