Primarias: un click per la Nazione, un euro per la rivolta fiscale. Il coraggio viene dall’estero

Ieri abbiamo avuto il coraggio di parlare di Primarias in un Centro Commerciale, mentre la gente entrava, usciva, guardava e si poneva domande.
Oggi sarò a La Maddalena a parlare di Carta de Logu, cioè della legalità come risposta alla guerra.
Oggi sulla stampa è evidente l’impatto che ieri ha avuto il lancio della nostra ‘Rivolta fiscale’.
La spiego in poche parole.

Primarias: stasera alla Corte del Sole di Sestu si parla di una legale rivolta fiscale

Stasera inizia un lungo percorso per cambiare il sistema fiscale della Sardegna.
È dura, ma così non si può più andare avanti. Il fisco all’italiana, ingiusto e oppressivo, è uno dei fattori determinanti della povertà della Sardegna. Stasera cominciamo a studiare come combatterlo legalmente.
Do alcune notizie politiche. C’è molta diplomazia in campo tra i partiti a vario titolo indipendentisti, federalisti, socialfederalisti, ecc, ma anche…

Primarias: come si vota

Come si vota per la Nazione Sarda?
Ecco il video che lo spiega. Fatelo girare.
Votare per la Nazione Sarda fa nascere la Nazione.
È accaduto come se a un uomo sia stato impedito di dire il proprio nome per secoli; è accaduto come se sia stata data cittadinanza alla più bella terra del mondo e non ai suoi abitanti. Bisogna far sapere al mondo che questa terra è abitata da una Nazione.

Primarias: Nazione, libertà e ricchezza

Bisognerebbe dire con chiarezza che si ha paura della libertà delle Primarias – Primarie nazionali della Sardegna.
Si ha paura proprio delle regole che le caratterizzano: apertura, universalità, segretezza e non ricostruibilità del voto, modernità.
Vota chiunque e nessuno può buttare schede nelle urne, nessuno è costretto a mettersi in fila nei seggi delle sedi di partito, lo spoglio e i verbali sono automatici. Votano i sardi all’estero iscritti all’Aire.
Votano i sardi in Italia.
Tutto chiaro, libero, indipendente e trasparente.

Il primo referendum sulla Nazione sarda

A dicembre sarà possibile votare on line per dire se riteniamo che la Sardegna sia o non sia una Nazione.
L’Italia non può fermare questo referendum promosso dal Partito dei Sardi ma voluto da tutti, ma è chiaro che se esiste anche la Nazione sarda, non esiste solo la nazione italiana come vuole, dogmaticamente, la Costituzione italiana.
Questo referendum sarà per la Sardegna ciò che la marcia del sale è stata per l’India. Alla fine gli inglesi se ne andarono.
Il referendum sulla Nazione sarda è rivoluzionario e noi lo sappiamo e lo vogliamo.
Potranno votare tutti, compresi i sedicenni.

Un’altra Sardegna: vinciamo se siamo differenti

La vittoria dei Verdi in Assia dimostra che non è vero che alle elezioni vincono sempre i marchi politici alla moda.
La stessa cosa sta capitando a noi del Partito dei Sardi. Più manteniamo la nostra differenza, più cresciamo nei sondaggi. Più rimaniamo l’unica forza politica che realizza processi autenticamente democratici e trasparenti, più veniamo riconosciuti. Oggi questa differenza consiste anche nell’avere un programma di governo diverso, fondato sull’unità dei sardi e sulla loro capacità di assumersi nuove e più importanti responsabilità anziché affidarsi alla solita richiesta di grazia al governo italiano ‘amico’.

Votiamo tutti. Cabadderis contra barones

La Sardegna sarà, con le Primarias – Primarie Nazionali Sarde, l’unico territorio della Repubblica italiana dove per la prima volta si sperimenterà un voto on line aperto a tutti. Non un voto riservato agli iscritti di questo o quel partito, ma a tutti. Sappiamo bene che questo espone al rischio del voto di persone ostili al progetto che vogliano intossicarne il risultato, ma è anche vero che se qualcuno sollecita altri a partecipare, poi è un po’ difficile richiamarlo per dare il voto elettorale per una coalizione o un candidato diverso da ciò che è uscito dalle primarie. Il voto strettamente controllato è della malavita, non delle relazioni politiche. Le Primarias così organizzate fanno paura…

Vademecum sulle Primarie nazionali della Sardegna – La Sardegna decide

Mettiamoci e mettiamo tutto in discussione.
La riunione di Abbasanta e quella successiva di Bauladu ha avviato il processo delle Primarias – Primarie Nazionali della Sardegna.
Questi grandi eventi di partecipazione o sono profondamente democratici o non sono.
Il Comitato, dopo Bauladu, ha predisposto i documenti preparatori.
Adesso inizia per dieci giorni il débat public su questi testi. Nessuno lo ha mai fatto.

Il silenzio dei vigliacchi

Se Tito Boeri dice che “quota 100” (la scelta del governo di mandare in pensione chi raggiunga cifra cento tra anni di contribuzione e età anagrafica) costa 100 miliardi in più di debito, Salvini dice: “Via Boeri dall’Inps“.
Se l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia avvia un procedimento disciplinare contro Rocco Casalino, il portavoce del premier Conte, per le frasi violente usate verso i tecnici del ministero delle Finanze, il Movimento 5 Stelle dice: “Sciogliamo l’Ordine dei Giornalisti“. Se Rocco Casalino…

Nazione sarda senza padroni, resistenza senza tromboni

Forse bisogna rifare Abbasanta, aprirla a tutti quelli che in questi giorni ci invitano a non mollare, farla insieme ad altri che lo vogliano fare, trasformarla in una sala della Pallacorda. È infatti chiaro che si fa finta di ignorare (o addirittura si ignora) il suo contenuto politico, la nazione sarda, e invece si enfatizza il metodo, cioè le primarie.
Non lo permetteremo.
La nazione sarda è per noi il paradigma di un modo di vedere il mondo: più umano, più libero, più responsabile, più giusto.
Mi spiego. La nazione sarda è immagine e contenuto di un nuovo ordine delle cose.
Il contenuto di Abbasanta non è banalmente un programma di governo, che pure c’è, ma dopo; è un processo legale di rivoluzione profonda dei poteri, dei diritti, delle possibilità.
È l’idea della nazione sarda (cioè dell’esistenza di una distinta e distinguibile comunità di valori e di interessi che vuole i poteri necessari per difenderli e interpretarli) che consente a chi la declina in se stesso e nella storia di avere un punto di vista differente.
Ma differente da chi e da che cosa?

Primarie nazionali, Telecom e Qatar

Entro questa settimana, gli amministratori presenti ad Abbasanta costituiranno il comitato dei garanti delle primarie. Chi volesse candidarsi, ovviamente non ne farà parte. Occorre fissare la data della presentazione delle candidature e le regole del voto. Sarebbe bello fare anche le primarie per le candidature a consigliere regionale, ma non so se sia possibile realizzarlo tecnicamente. Una volta lo facemmo a Macomer ed ebbe un grande risultato. Occorre anche dare tempo a chi non capisce che tempo non ce n’è più. Insomma, bisogna mettere in moto quel sentimento nazionale che è spirato a Abbasanta, partire e avere un ritmo tale da consentire partecipazione in itinere.
Ciò che fa discutere di più è proprio il carattere nazionale delle primarie proposte…

#Primariesarde

Oggi L’Unione fa tutto giusto, e la ringrazio per avermi intervistato, ma sbaglia l’occhiello.
Noi non possiamo unire il centrosinistra e gli indipendentisti.
Siamo umili e sappiamo che per i miracoli non abbiamo ancora studiato a sufficienza.
Noi vogliamo unire i sardi in un’esperienza nazionale. Certo che a noi farebbe molto piacere che alla primarie di fine novembre si candidassero Massimo Zedda o Silvio Lai o Gianfranco Ganau o Renato Soru, insieme a Pier Franco Devias, Gavino Sale, Paolo Mureddu o Anthony Muroni.
Sarebbe bellissimo e molto utile.
Ma ci farebbe piacere che si potesse candidare anche…

Abbasanta 23/9: l’intervento di Paolo Maninchedda

Benvenuti. Sapete tutti che quello di oggi non è un convegno.
Non siamo qui per approfondire la conoscenza di questo o quel tema.
Questa è una riunione politica per parlare di temi politici: libertà, diritti, poteri, equilibri, produzione e distribuzione della ricchezza, di elezioni, di governo, di poteri.
Solo che le persone quando si riuniscono diventano qualcosa di diverso da ciò che erano prima, da sole.
Quando gli stamenti sardi si riunirono nel triennio rivoluzionario del 1793-1796, all’inizio erano nient’altro che un vecchio parlamento cetuale di preti, baroni e funzionari regi; quando si trovarono insieme, pretesero di essere un parlamento che faceva leggi.
Quando si divisero, invece, si uccisero a vicenda…

Quando la pezza è peggiore del buco

Ci chiediamo cosa sia cambiato nel centrodestra nelle ultime 24 ore, ossia da quando un’inedita trasversalità centrosinistra – centrodestra ha di fatto salvato l’Assessore della sanità da un certissimo voto di censura politica sulla mancata attuazione della Rete Ospedaliera.
Cosa è cambiato?
Mah… di certo il rimedio che si cerca di mettere in campo con una nuova mozione di sfiducia evidenzia ancor più nitidamente che se solo 24 ore fa si fosse ragionato sul senso dell’ordine del giorno, senza far prevalere la voglia di oscurare una battaglia che era ed è di tutti, avremmo dato tutti impulso e slancio decisivi all’avvio di quella Rete Ospedaliera da noi votata un anno fa e ancora al palo.