Novità da Roma sull’idrogeologico

Strade e sicurezza: 1) verso la chiusura la 554 bis tra Gannì e Terra Mala; 2) verso l’apertura il terzo stralcio della 131 intorno a Serrenti. Bando multilinea: richieste di aumento della dotazione

di Paolo Maninchedda
Ieri si sono svolte a Roma, nella sede della struttura di missione di Italia Sicura, due riunioni, una tecnica e l’altra sia tecnica che politica, sull’imminente Dpcm del ministero dell’Ambiente che servirà da criterio per la ripartizione delle risorse recentemente stanziate dal Cipe (1 tranche da 600 milioni) per la mitigazione del rischio nelle aree metropolitane.
La Sardegna aveva dato parere negativo sulla bozza di Dpcm in sede di Conferenza Stato-Regioni.

La richiesta alla Giunta sull’Agenzia delle Entrate

di Paolo Maninchedda
Nei giorni scorsi abbiamo chiesto all’Assessore del Bilancio Raffaele Paci di portare subito in Giunta il disegno di legge sull’Agenzia delle Entrate. L’Assessore conosce la nostra posizione che si sostanzia nella proposta di legge popolare presentata e nella disponibilità, ampiamente dimostrata in questo anno, a discutere secondo altre impostazioni, a fornire ulteriore documentazione, a praticare la strada della gradualità, a cercare il più ampio consenso in maggioranza.

Ieri: aumentata la soglia di reddito per accedere alle case popolari, stanziati 5 milioni per ristrutturare i palazzi di palazzi di Sant’Elia, modificate le regole per gli inquilini incolpevoli.

Oggi ascoltiamo Olbia sull’idrogeologico

di Paolo Maninchedda
Ieri molte decisioni pratiche, di quelle che, nelle intenzioni, dovrebbero aiutare a vivere meglio chi sta peggio. Abbiamo portato a 14.162 euro all’anno il limite di reddito per l’assegnazione delle case popolari (prima era 13.578), e i due criteri del reddito pro-capite da 1477 a 1544 (attributivo di 2 punti) e da 2462 a 2568 (attributivo di un punto). Niente di eccezionale, sia chiaro: semplicemente si sono adeguati i limiti all’incremento Istat del costo della vita…

Pagati tutti i debiti dell’Assessorato verso Comuni e Enti. Un passo avanti sul Posada e il Cedrino. Selargius crede di essere definanziata e non lo è

di Paolo Maninchedda
È un primo effetto del venir meno del Patto di Stabilità: con la liquidità proveniente dal 2014 abbiamo pagato nei primi mesi del 2015 circa 50 milioni di euro di debiti della Regione verso enti e Comuni. Oggi l’Assessorato dei Lavori Pubblici, dopo tanti anni, è allineato al 2015, cioè erogherà i pagamenti del 2015 con i soldi messi a bilancio nel 2015. In sostanza, non abbiamo più debiti ‘recenti’ (rimangono le perenzioni, che sono una brutta bestia) e non dovremmo (il condizionale è d’obbligo) cumulare residui.

La sinistra italiana e lo specchio fascista

di Paolo Maninchedda
Ieri la concomitanza di eventi e di toni tra la manifestazione e le parole della Lega Nord e quelle di Casapound hanno smascherato un tratto latente e costante della società italiana: il profondo radicamento dei contenuti peggiori che animarono il fascismo. Vogliamo elencarli: razzismo, violenza, nazionalismo belligerante, autoritarismo, qualunquismo.
Peggiori della manifestazione di Casapound, le dichiarazioni del ministro degli Interni della Repubblica italiana, che con la banale premessa con cui ha dichiarato di non condividere una parola di quelle pronunciate da Salvini e dai neofascisti, ha poi candidamente dichiarato che avevano tutto il diritto di manifestare liberamente. Ci mancherebbe pure che non lo avessero, ma il tema degno di un ministro degli Interni della Repubblica Italiana era valutare l’inneggiamento ripetuto alla figura di Mussolini

Siamo sempre in otto

In tanti scommettono contro la nascita di un grande Partito della Sardegna, il cui laboratorio è il rapporto tra il Partito dei Sardi, Centro Democratico, SeL e altri.
Qualcuno è talmente irritato da proporre ai consiglieri regionali l’ingresso trionfale in altri partiti. Però il dato è sempre lì: gli otto consiglieri regionali dei tre partiti si parlano, si difendono, propongono insieme.

L’Agenzia Sarda delle Entrate è una cosa seria

L’Agenzia Sarda delle Entrate si farà. E si farà attraverso una legge organica. E si farà non appena concluso l’iter della finanziaria.
Il tentativo del centrodestra di riprendere in aula l’emendamento presentato da Partito dei Sardi, Sel e Centro Democratico per mettere in imbarazzo la maggioranza è palesemente fallito. Il centrodestra non ha avuto nemmeno il coraggio di votare segretamente l’ASE.

Come si sta di fronte al governo italiano? Dritti

di Paolo Maninchedda
Quello che trovate in calce a questo post è il verbale della Conferenza Stato-Regioni di ieri, dedicata ad esprimere un parere su una bozza di Dpcm predisposta dal Governo sul rischio idrogeologico. Potete leggere che la Sardegna, da sola, ha espresso parere negativo. Il motivo è presto detto: quando venne in Sardegna il sottosegretario alla Presidenza Del Rio, il Presidente Pigliaru gli disse che il fabbisogno della Sardegna per mitigare il rischio idrogeologico era di 1,2 miliardi di euro. Successivamente la Regione Sardegna si era confrontata con la Struttura di missione Italia Sicura e aveva capito che il Governo piuttosto che finanziare le Regioni dotate degli strumenti di pianificazione e dei piani di fattibilità per intere aree soggette al pericolo e alla mitigazione, avrebbe invece finanziato i progetti esecutivi comunque disponibili.

Antonio Gramsci, il Partito dei Sardi e il mutuo infrastrutture

Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

“L’isola di Sardegna fu letteralmente rasa al suolo come per un’invasione barbarica: caddero le foreste – che ne regolavano il clima e la media delle precipitazioni atmosferiche – per trovare merce facile che ridesse credito, e piovvero invece gli spogliatori di cadaveri, che corruppero i costumi politici e la vita morale. Nel viaggiare da Golfo degli Aranci a Cagliari qualche vecchio pastore mostra ancora i monti di nudo granito scintillanti al sole torrido e ricorda che un tempo erano ricoperti di foreste e di pascoli; le piogge torrenziali, dopo lo sboschimento, hanno portato al piano e al mare tutto lo strato di terra utile”.

Così scriveva Antonio Gramsci sull’Avanti! il 23 ottobre 1918 riferendosi alla Sardegna messa in ginocchio dallo Stato italiano e dalla borghesia piemontese nel cinquantennio che andava dal 1860 al 1910

La maledizione dei conguagli: una prima risposta sulle case Area

di Paolo Maninchedda
Come tutti sappiamo, la crisi colpisce in vari modi. Uno di questi è l’aumento delle tariffe, degli affitti e in generale di tutto ciò che è regolato da contratti che prevedano meccanismi di adeguamento dei prezzi o dei canoni al valore dei beni e dei servizi o al reddito della famiglia. Fatto è che difficilmente, in fase recessiva, le tariffe e gli affitti vengono adeguati in diminuzione, più spesso i ritocchi (si tratta di un eufemismo) sono in aumento.

Le banche, i favori, l’arme e i dolor

Oggi il mitico e sempre vergine Sole 24 Ore racconta della banca veneta sotto inchiesta per avere privilegiato nel credito alcuni clienti piuttosto che altri.
Non è la prima volta che accade in Italia. Tutte le banche sono fallite o hanno avuto turbolenze per i favori e i denari prestati a taluni piuttosto che ad altri.
È accaduto anche in Sardegna. Anzi, in Sardegna accade che ai poveracci si tiri il collo e ai grandi indebitati si stendano i tappeti rossi.
Mi capitò negli anni passati di leggere stralci di un’ispezione della Banca d’Italia che multava il consiglio di amministrazione di una banca per i crediti erogati ad alcuni clienti, ovviamente ben rapppresentati o tutelati negli organi direttivi della banca stessa. Ovviamente, il clima di riservatezza omertosa che circonda il sistema finanziario internazionale non ha consentito che i fatti divenissero oggetto di confronto politico pubblico.

Il Sulcis, la Sardegna e la sovranità fiscale

di Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi
Ieri a Carbonia si sono discusse tante idee importanti. La maggior parte di queste erano accomunate da un sentimento semplice e potente: dateci la possibilità di fare, di sviluppare opportunità di lavoro, di creare ricchezza. Salvando il buono del passato, costruendo nuove possibilità per il futuro. Per farlo, hanno detto in tanti, abbiamo detto noi del Partito dei Sardi, serve una fiscalità giusta, serve una fiscalità nostra. Serve avere il potere di gestire la fiscalità.

Il Sulcis: da simbolo della crisi a laboratorio di sviluppo

Coordinamento per il Sulcis Iglesiente del Partito dei Sardi
Il 13 febbraio si è svolto, presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia, l’incontro promosso dal Partito dei Sardi del Sulcis Iglesiente tra la popolazione, i lavoratori, gli imprenditori e gli amministratori del Sulcis e il Segretario nazionale del Partito Franciscu Sedda insieme al Presidente del Partito dei Sardi e Assessore regionale ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda.