La politica non dovrebbe scherzare col fuoco. Neppure con l’acqua

Leggo delle polemiche sui livelli della Diga di Maccheronis.
Leggo delle polemiche a Olbia sul Piano Mancini.
Dico due parole volendo dare una mano alla mia gente, non volendo polemizzare con nessuno. Non mi interessa polemizzare. Il guaio, per me, è che quando descrivo le cose per come sono, cioè dico la verità, che è un presupposto essenziale per il buon governo, si scrive che polemizzo. Pazienza.
La Diga di Maccheronis è una diga terribile. Ha un bacino di raccolta troppo ampio. Ogni volta che piove molto, è come se si stappasse un lago e lo si riversasse in un piccolo imbuto, a valle del quale ci sono paesi abitati, non certo abbandonati.

Pastori senza soldi e senza risposte. Corte dei Conti sui banchi di scuola

Continuiamo a fornire una lettura divergente dei fatti che l’attualità politica produce, sperando in questo modo di concorrere a formare uomini politici nuovi e sempre più adatti alla funzione di cui la Sardegna ha più bisogno: il Governo.
Ieri La Nuova Sardegna ha promosso su Facebook un confronto in diretta tra l’Assessore e la Coldiretti sui temi dell’agricoltura. I dati utilizzati sono quelli pubblicati da noi. Nessuno li ha contestati. Ne consegue che il Partito dei Sardi sta svolgendo una funzione di conoscenza e di tutela degli interessi legittimi degli allevatori che nessuno sta svolgendo. Continueremo a farlo, ma le domande restano tutte lì, irrisolte: come si intende far recuperare al sistema delle imprese sarde i 22 milioni di euro direttamente sottratti dal refresh al sistema Sardegna? Cosa si intende fare per gli allevatori di vacche, scomparsi dal novero degli allevatori sardi?

L’insulina dov’è? Governare è decidere. Grazie a Luciano Uras

Oggi La Nuova pubblica l’inserto sulle 500 aziende che funzionano in Sardegna.
Tra le altre cose si legge che, dopo la Saras, la prima azienda in Sardegna è Abbanoa.
Recentemente, in un’intervista, mi hanno rinfacciato che si tratterebbe dell’azienda più odiata in Sardegna.
Sarà. Però io l’ho trovata dinanzi al tribunale fallimentare; l’ho trovata attaccata da tutti e, con questo pretesto…

Uniti si vive meglio e si diventa più ricchi

Giovedì prossimo la Legge sugli appalti predisposta quando ero ancora assessore dei Lavori Pubblici e concordata con le forze sociali e imprenditoriali verrà esaminata dalla Commissione Lavori Pubblici e poi, il 20 febbraio, sarà esaminata dal Parlamento sardo.
Come si è riusciti a far sì che una legge così importante e dimenticata entrasse in aula?
Lo spiego e lo racconto, ma è semplice.
Ci si è riusciti perché ancora nel ceto politico sardo vi è chi capisce l’importanza dell’unità sugli interessi nazionali legittimi dei sardi.

Centri di Elaborazione Nazionale e nomine

Ai sensi dell’art. 15 del Documento organizzativo del Partito sono costituiti i seguenti Centri di Elaborazione Nazionale:

  1. Riforme – Enti locali – Federalismo interno
  2. Infrastrutture – Assetto del territorio – Trasporti
  3. Educazione e Scuola
  4. Paesaggio e Urbanistica
  5. Agricoltura
  6. Ricchezza della Sardegna – Mercati – Fisco
  7. Sanità

Gianfranco Congiu: Subito in Aula la legge sugli appalti

Salutiamo favorevolmente la decisione del Presidente del Consiglio Ganau, che ringraziamo, il quale con procedura d’urgenza ha convocato per domani la Conferenza dei Capigruppo. Si va, quindi, verso una ripresa dei lavori d’aula evitando che la campagna elettorale paralizzi oltremodo…

Il diritto al rovescio alla Maddalena: la Sardegna non ha diritto ad alcun risarcimento

Proviamo a tenere desta la coscienza e a non arrenderci al degrado che affligge i nostri i tempi, ma in particolare modo la Repubblica italiana.
Bisogna ricordare che la Regione Sarda è proprietaria delle aree dell’ex Arsenale della Maddalena.
Bisogna anche ricordare che, anche grazie alla mediazione fatta da me con la sottosegretaria Boschi, assistito dall’avvocatura distrettuale dello Stato, siamo riusciti a mandar via il gruppo Marcegaglia dall’Arsenale a un valore dimezzato rispetto a quello stabilito dal lodo arbitrale.
Bisogna infine ricordare che tutta l’area è in condizioni miserevoli per colpa di come vennero fatti i lavori…

Esempi di società senza governo. Pastori e muratori vittime, politici deboli, burocrazie fortissime

La più grande rivoluzione utile per la Sardegna sarebbe un buon governo.
Può sembrare paradossale associare i termini ‘rivoluzione’ e ‘buon governo’, ma è verissimo che in Sardegna ciò che manca non è l’ennesima ribellione o l’ennesima protesta, ma una forte, competente e efficace azione di governo.
Invece è più diffusa la specializzazione nella conduzione di cortei di piazza che la capacità di saper gestire e orientare i poteri legittimi verso i diritti e gli interessi legittimi.
Il primo requisito richiesto a un onesto uomo di governo è la consapevolezza dei poteri di cui potrebbe disporre.
Ecco, in Sardegna i candidati alle elezioni politiche italiane fingono di non sapere o non sanno di quale potere o poteri andranno a disporre se venissero eletti.

Gianfranco Congiu: inopportuno e disdicevole lo stop ai lavori “causa elezioni”

A un mese dalle elezioni politiche italiane, davanti al grave rischio di un blocco dei lavori del Parlamento sardo, Gianfranco Congiu, Capogruppo del Partito dei Sardi è categorico: «Chiedo che le Commissioni riprendano la loro attività ordinaria, in particolar modo sui temi prioritari».
Per l’Assemblea sarda non sono programmate più sedute fino a dopo il voto del 4 marzo e «una norma complessa come quella della lingua sarda»

La Rai dei comizietti e l’ignoranza diffusa. La legge elettorale truffa

Come fa informazione in campagna elettorale la televisione di Stato?
Rinunciando all’informazione.
Vedere un telegiornale in questi giorni è disarmante per una persona normalmente attenta e civile.
Si è costretti a sentire i comizietti preconfezionati. I giornalisti fanno una piccola introduzione inutile poi cedono il microfono a un rappresentante di partito, il quale ha studiato una dichiarazione da trenta secondi netti, buttata a memoria e recitata di fronte ai microfoni televisivi.
Tutto qui.
Questa è l’informazione dello Stato italiano.

Le ragioni dei pastori 2: tanto denaro promesso, poco denaro erogato

Continuo nel lavoro (che dovrebbero fare altri, ma che non fanno) di illustrare le motivazioni profonde che danno ragione allo sciopero elettorale dei pastori, sempre che vogliano continuare a farlo.
In campagna non ci sono soldi.
Perché?
Il Piano di Sviluppo Rurale stanzia per il 2014-2020 una cifra molto consistente: 1 miliardo 308 milioni e 406 mila euro.
La Sardegna risulta addirittura essere una delle Regioni più virtuose in Italia per la spesa delle risorse.

Le ragioni dei pastori: l’imbroglio del refresh

Ieri l’Assessorato all’agricoltura della Sardegna ha diffuso un comunicato in cui parla di refresh e in realtà si occupa d’altro. Per quanto sempre di agricoltura si tratti, bisogna costantemente tenere distinte le pere dalle mele, specie se la confusione genera danni ingenti per le imprese sarde.
Cominciamo col dire che a nostro avviso il Governo sardo non ha risolto proprio nulla sul refresh e che esiste e persiste un danno finanziario molto grave a carico dei pastori della Sardegna.
Ma per dimostrarlo occorre avere pazienza e intelligenza, perché è una di quelle situazioni nelle quali le parole purtroppo imbrogliano.

Il Gruppo del Partito dei Sardi sostiene la protesta delle campagne

La protesta dei pastori sardi, delle aziende agricole sarde, del mondo delle campagne sarde è legittima e sacrosanta. Intendiamo difenderla e sostenerla.
Per il Partito dei Sardi questa campagna elettorale sarà un’occasione di obiezione di coscienza rispetto al voto, un’occasione di NON VOTO ma, nel contempo, anche una grande occasione di rilancio di temi per noi cruciali, purtroppo imbrigliati dentro un contenitore elettorale che non ci appartiene.

Quando passa l’occasione e si è distratti

L’ufficio elettorale regionale ha dato la sveglia alla politica sarda. Ha bocciato l’ammissibilità del referendum sull’insularità (…) Noi abbiamo ben chiaro il contrasto tra gli interessi nazionali dei sardi e gli interessi nazionali italiani e abbiamo sempre detto che avere cultura di governo in Sardegna significa avere coscienza della natura degli interessi nazionali dei Sardi, altrimenti ci si propone per governare i sogni, non la realtà. (…) Il problema è avere chiaro chi è il destinatario di questo messaggio. I Sardi stanno parlando forse a sé stessi? Hanno forse bisogno di dirsi che vivono su un’isola? Evidentemente no. Il messaggio è rivolto all’ordinamento italiano e europeo.
Il messaggio vuole iscrivere la Sardegna nell’agenda politica e istituzionale italiana e europea.
Bene, si deve sapere chiaramente che ciò accade solo in un modo: serve una grande esperienza civile, legale, pacifica e democratica, così divergente rispetto all’ordinario da porre un problema internazionale. Per esistere nel mondo, si deve esistere collettivamente, non singolarmente o per parti. Per esistere nel mondo bisogna saper dimostrare di essere uniti su qualcosa. Se la seconda isola del Mediterraneo facesse uno sciopero elettorale, una obiezione nazionale di coscienza… (Leggi)