L’impegno per la Costituzione della Repubblica di Sardegna

Una Costituzione della Repubblica di Sardegna da condividere con i cittadini nelle prossime settimane. Obiettivo: approvarla in occasione del congresso in programma a fine settembre. Il testo è stato adottato oggi ad Arborea, all’Assemblea nazionale degli iscritti al Partito dei…

Solidarietà ai lavoratori del gruppo WIND-3

Il Gruppo del PdS in Consiglio regionale è solidale con le ragioni dello sciopero promosso dai lavoratori del gruppo WIND-3.
Condividiamo le ragioni di merito (violazione dei patti assunti dalle aziende Wind e 3 in occasione del via libera ottenuto dal governo per la fusione) ma abbiamo qualcosa da dire anche sul metodo proposto dall’azienda.
È inaccettabile che di fronte ad una prestazione lavorativa

24 giugno: Assemblea Nazionale degli iscritti al Partito dei Sardi

di Franciscu Sedda
Sabato 24 giugno il Partito dei Sardi terrà un’Assemblea Nazionale. Sono invitati a partecipare tutti gli iscritti e le iscritte.
L’Assemblea ha tre punti all’ordine del giorno:
– Relazionare, dibattere e deliberare sulla situazione politica nazionale;
– Condividere i positivi risultati alle amministrative;
– Organizzare il 1° Congresso Nazionale del Partito dei Sardi.
L’Assemblea si terrà presso l’Horse Country Resort di Arborea.

Il Partito dei Sardi cresce ancora

di Franciscu Sedda
A Oristano e Selargius le liste con il nostro simbolo, a scrutinio non ancora concluso, si attestano al 6%.

Coloro che amano criticarci seduti dietro un pc, incapaci di metter su liste e farsi carico della fatica della democrazia, ossessionati dalla presenza sulla scena del Partito dei Sardi, diranno che dovevamo prendere di più. Li ringraziamo, perché così dicendo confermano che l’unica questione che è rimasta sul tavolo non è “Il Partito dei Sardi cresce oppure no?” ma “quanto cresce il Partito dei Sardi?”. Che è come dire, estendo il ragionamento sul medio periodo: “Quanto tempo ci vorrà perché il Partito dei Sardi divenga il primo partito in Sardegna?”.

Del resto il valore della nostra crescita si misura ancor più che sulle percentuali sulle qualità che queste percentuali esprimono nel contesto politico sardo:

Il più grande problema della Sardegna si chiama Stato italiano

di Franciscu Sedda
Il più grande problema della Sardegna si chiama Stato italiano.
Lo abbiamo detto per tre anni. Da ultimo lo abbiamo ripetuto mercoledì, quando abbiamo formalmente chiesto al Presidente Pigliaru e ai nostri alleati di rendersene conto e agire di conseguenza. Da sardi. Con gesti forti, mobilitando il nostro popolo, facendo capire che questa situazione non è sopportabile.

Oggi persino il Presidente Pigliaru è costretto a parlare di “persecuzione” davanti all’ennesima impugnazione platealmente pretestuosa ed arrogante della finanziaria 2017 democraticamente votata dal Parlamento sardo.

Bene, è una persecuzione. Ma da questa situazione di persecuzione non si può uscire continuando ad agire come si è fatto finora: aprire infiniti tavoli separati dopo ogni slealtà; credere che il problema sia l’ottusità di qualche funzionario ministeriale; pensare che le vittorie su alcune partite siano il frutto di una “leale collaborazione” piuttosto che il risultato di richieste sacrosante dopo 150 anni di indifferenza e di saccheggi.

Il documento del Partito dei Sardi per il Presidente Pigliaru

Mosso dalla volontà di confermare l’impegno assunto con il mandato elettorale, di contribuire al rilancio dell’esperienza di governo e ancor più di dare risposte ai bisogni e alle aspettative dei sardi, il Partito dei Sardi chiede al Presidente – e con lui alla Giunta e alla coalizione – di assumere un atteggiamento competitivo nei confronti del governo e dello Stato italiano.
Crediamo infatti che la difesa degli interessi economici della Sardegna e l’affermazione dei nostri diritti collettivi democraticamente espressi sia al di sopra di tutto e vada testimoniata con gesti visibili e concreti.
Per questo proponiamo al Presidente quattro azioni da portare avanti nell’immediato:

La posizione del Partito dei Sardi

Ecco l’intervento di Franciscu Sedda alla conferenza stampa di stamattina:

Permettetemi di iniziare con alcuni ringraziamenti. Intanto un grazie a Paolo per tutto il lavoro fatto finora e per quello che farà in futuro. E perché sappia una volta di più che davanti alla sua scelta personale ha tutta la nostra comprensione e il nostro sostegno.

Grazie a tutte le persone del Partito dei Sardi, simpatizzanti, attivisti, dirigenti, per la reazione matura e coesa dimostrata in una situazione non semplice. Mentre altri si comportavano da sciacalli i nostri hanno volato alto come falchi.

Un grazie al Presidente Pigliaru per aver voluto spendere immediatamente parole di stima per quanto fatto da Paolo e dal Partito dei Sardi. Parole che sono un buon viatico per iniziare un dialogo ma che devono trasformarsi, dobbiamo trasformare insieme se vogliamo che questa esperienza politica continui insieme, in gesti concreti e forti per i sardi e per la Sardegna.

L’Italia non è il nostro destino

di Franciscu Sedda

Leggo che l’Assessore Paci ritiene che senza riforme in Italia la Sardegna non possa ripartire.
Un po’ come dire che se l’Italia si butta in un fosso allora la Sardegna è costretta ad andarle appresso!
La verità è che le riforme dell’Italia per la Sardegna si chiamano accantonamenti dei nostri soldi, impugnazioni delle nostre leggi, misconoscenza della nostra insularità, arroganza attraverso enti di Stato, sovrintendenti, prefetti.
La verità è che noi dobbiamo ora più che mai fare a meno dell’Italia, facendo riforme nazionali nostre, sarde, per non vanificare quel po’ di lavoro faticosamente fatto dal nostro Governo in questi anni.
Questa è la verità. Che piccolo è chi piccolo si sente. Perduto è chi si vuole perdente.
Non è questo il destino dei sardi.

Solidarietà del Partito dei Sardi a Doddore Meloni

Da circa un mese un cittadino sardo sta attuando uno sciopero della fame e della sete in difesa di un ideale politico, di una idea di libertà dei sardi e della Sardegna. Il tutto nel silenzio e nell’indifferenza generali.
La Segreteria Nazionale e il Gruppo del Partito dei Sardi nel Parlamento Sardo, quotidianamente impegnati…

Da Minciaredda a Fluorsid. La lotta per l’ambiente e l’indipendenza

di Franciscu Sedda
Nel 2003 come iRS portammo alla luce la “collina dei veleni” di Minciaredda, dove la SIR/Syndial aveva per anni seppellito porcherie di ogni tipo. Fu la coscienza indipendentista e l’amore per la nostra terra a darci la forza di fare un gesto pieno di rischi: difficile dimenticarsi il rumore degli elicotteri mandati dallo Stato che dalla notte prima ci pedinavano, l’odore acre del benzene che esalava mentre la ruspa squarciava l’abisso della nostra terra martoriata, gli sfoghi sulla pelle e le nausee dei giorni successivi, il rischio denuncia per invasione di proprietà privata e tanto altro. Fu un gesto che ebbe la forza di accendere i riflettori su di un fenomeno su cui tutti – istituzioni per prime – preferivano chiudere gli occhi.

A distanza di anni, dopo mille peripezie, inchieste, commissioni, sentenze di “disastro ambientale”, il percorso per bonificare quell’area è avviato con 250 milioni di investimento a carico di Eni. Chi inquina paga.

Verso una politica estera della Nazione sarda

di Franciscu Sedda
I grandi obbiettivi si raggiungono attraverso lunghe battaglie e accumulando molte vittorie. Nei giorni scorsi un evento ha segnato quella che per il Partito dei Sardi e per l’indipendentismo è una vittoria triplice su un campo fino a tre anni fa impensabile.

Le richieste avanzate da Sardegna, Corsica, Baleari sono state approvate da una risoluzione del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea che ne ha riconosciuto la legittimità. In particolar modo avanza l’idea che isole come le nostre abbiano diritto a regole diverse rispetto agli altri territori dell’UE in materia di spesa delle risorse e di deroga alle restrizioni relative agli “aiuti di Stato”… CONTINUA

O con la Sardegna o con manolesta

di Franciscu Sedda
24 ottobre 2017. Segnatevi la data. Perché sarà un altro momento decisivo nella battaglia fra lo Stato italiano e la Sardegna. Il giorno infatti la Corte Costituzionale italiana dibatterà a Roma in udienza pubblica il ricorso contro l’Agenzia Sarda delle Entrate. Non ci sono dubbi che la RAS e il nostro Governo saranno schierati a difesa della legge che mira a riportare a casa i nostri soldi e ad affermare la voglia di camminare senza dubbi e senza paure verso la sovranità tributaria e fiscale della Sardegna. Perchè deve finire il tempo in cui lo Stato italiano trattiene indebitamente i nostri soldi, come ancora accade con gli accantonamenti. Per questo chiediamo a tutti di difendere l’articolo 3 della legge ASE impugnato dall’Italia. Per questo la grande sfida è mobilitare il popolo sardo, sollecitare le forze vive della nostra società perché si lascino alle spalle piccole beghe per unirsi e concentrarsi su un grande obbiettivo collettivo perseguito da anni con il contributo di tanti.

Perché diciamo no al “regionalismo differenziato”

di Franciscu Sedda
Perché diciamo no al “regionalismo differenziato”? Perché il documento firmato a Cagliari il 28 aprile scorso dai Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni a Statuto speciale e delle Provincie autonome parte dal presupposto implicito che la Sardegna sia una regione d’Italia mentre la Sardegna è una nazione storica differente dalla nazione italiana. In quanto tale, quando la Sardegna pone il problema del superamento dell’attuale organizzazione dei poteri, lo fa – lo deve fare – non per riformare l’Italia ma per affermare davanti all’Italia la necessità del popolo sardo di avanzare sulla strada dell’esercizio dei suoi diritti nazionali e della sua prospettiva di autodeterminazione nazionale all’interno del quadro europeo.

COMUNICATO
L’autonomismo è morto.
No al neoregionalismo ad autonomie differenziate per la Sardegna

Cagliari, 28 aprile 2017
COMUNICATO STAMPA
«L’autonomismo è morto. No al neoregionalismo ad autonomie differenziate per la Sardegna»

«Non tutte le forze politiche del Consiglio regionale sono d’accordo con l’idea di neoregionalismo ad autonomie differenziate, per questo chiedo con quale mandato il presidente Ganau abbia sottoscritto ieri un documento di linee guida sulle prospettiva di riforma del regionalismo. Linee guide che nessuno in Consiglio conosce, e che ci avrebbe fatto piacere vedere prima dell’approvazione da parte del Coordinamento dei presidenti delle Assemblee delle Regioni a Statuto speciale; vedere e possibilmente discutere in aula, nel rispetto delle prerogative istituzionali del Consiglio». Così si è espresso questa mattina il presidente del Gruppo consiliare Partito dei Sardi, Gianfranco Congiu, intervenendo nel corso del seminario sull’autonomia che si è svolto nell’aula del Parlamento della Sardegna, a Cagliari.