Niente baci con la lingua biforcuta

di Riccardo Mura
Nei prossimi giorni il Parlamento sardo discuterà il progetto di legge sulla lingua sarda licenziato dalla Seconda commissione… e nelle trincee del movimento linguistico sardo già si affilano i coltelli. Non poteva essere altrimenti: questa legge è in buona parte una reazione a quanto fatto dalle ultime legislature e da S’Ufìtziu de sa Limba Sarda dal 2006 al 2014. In particolare, il pomo della discordia è lo standard linguistico della Limba Sarda Comuna (LSC) e la concezione unitaria della lingua sarda, di cui la LSC è figlia.
Io credo che il testo in discussione…

Altro che contratto all’italiana. Il cambiamento facciamolo alla sarda

Ma se alla fine, dopo aver fomentato odio e diprezzo reciproco, in Italia tutti possono allearsi con tutti, come dimostra la vicenda del “contratto” che i 5Stelle stanno provando a stringere con Lega e PD, non è più serio e onesto fare come abbiamo fatto noi del Partito dei Sardi dicendo fin da subito «siamo diversi ma se c’è una convergenza sugli interessi nazionali dei sardi possiamo allearci (esclusi fascisti e razzisti) per portare avanti un programma di governo innovativo»?

Non si può chiedere di liberare i corpi e di imprigionare le idee. In risposta alla mozione presentata dall’on. Tedde e Forza Italia

Liberare i corpi ma imprigionare le idee. È questo che viene fuori dall’interessante mozione presentata oggi da Marco Tedde a nome di Forza Italia in merito alla Catalogna.
Da un lato Forza Italia spinge – positivamente – perché il nostro Governo e il Presidente Pigliaru chiedano all’Europa di mediare fra Spagna e Catalogna, di riaffermare l’inviolabilità dei diritti civili dei politici catalani arrestati e con essi il diritto all’autodeterminazione della Catalogna.

Esigiamo risposte chiare su lavoro e sanità

Il Gruppo del Partito dei Sardi non parteciperà ad alcun vertice di maggioranza sino a quando non verranno date risposte chiare rispetto a temi cruciali come la crisi del lavoro nel centro Sardegna e al disastro della sanità.
Sulla sanità assistiamo ad uno sconfortante nulla di fatto rispetto alla denunciata iniquità del nuovo sistema tariffario per le prestazioni veterinarie (che colpisce duramente il settore primario e le esportazioni); alla protratta disattenzione verso patologie altamente impattanti come il diabete e le patologie tumorali; ad un piano di rientro che non produce i risultati attesi, con obiettivi dati ai direttori generali che difficilmente potranno essere rispettati e con un disavanzo che cresce in maniera preoccupante.

In Sardegna la Vicepresidente della Commissione Pesca del Parlamento europeo: stato di salute della filiera ittica e aspettative per un’emancipazione del settore dal giogo dell’agricoltura

Martedì prossimo sarà in Sardegna Renata Briano, eurodeputata e Vicepresidente della Commissione Pesca del Parlamento europeo. Interverrà al Convegno di Olbia “Filiera Ittica in Sardegna: stato dell’arte e prospettive”, evento nato da una idea del FLAG Nord Sardegna e partecipato da tutti i portatori d’interesse del settore.
È importante che una deputata del Parlamento Europeo venga in Sardegna a parlare di Pesca: conoscerà una realtà distante da altre.
Nonostante l’Isola manifesti una naturale vocazione e propensione per questa attività, l’economia sarda non registra un elevato grado di dipendenza economica dalle attività della filiera ittica

Ce la faremo, anche noi Sardi

We shall over come cantava Martin Luther King e continua a cantarlo nei cuori di noi tutti che eravamo bambini quando lo ammazzarono e ricordiamo i volti tesi dei nostri genitori, gli occhi lucidi, la paura incombente.
Continua a cantarlo anche oggi, quando la stampa conservatrice si impegna nella macchina del fango post mortem ossessionata dalle sue pulsioni sessuali, descritte dell’Fbi di Hoover come incontenibili e orgiastiche, quasi che ancora si creda di poter distruggere un uomo seppellendolo sotto la pesantezza della sua debolezza. Se i tanti eroi e santi della nostra storia avessero dovuto aspettare di essere perfetti per fare del bene, oggi il mondo sarebbe più malvagio.
Anche noi Sardi ce la faremo.

Ottana è Sardegna

Non lasceremo mai solo il sindaco di Ottana che ha deciso di dimettersi perché non può più rappresentare da solo il bisogno del suo paese.
Diciamo da almeno un decennio che i sindaci dei paesi amministrano la miseria senza soldi, rappresentano loro malgrado lo Stato italiano che si è voltato da un’altra parte, che impedisce loro di utilizzare gli avanzi di amministrazione, che impone loro il bilancio armonizzato ma non lo applica a se stesso, sono costantemente subordinati dalla Regione al privilegio burocratico ed economico delle città isolane (grande ingiustizia che devasta la Sardegna fino a farla annichilire).
Non lasceremo mai solo il sindaco di Ottana.

Auguri e notizie

Ieri ho parlato con alcuni analisti (uno dei quali pensa realmente come Jack Ryan, il personaggio dei romanzi di Tom Clancy) sui possibili governi italiani.
Primo scenario: stessa maggioranza Centrodestra – Cinquestelle che ha egemonizzato le elezioni dei vertici delle due Camere del Parlamento. La criticità di questo scenario è il premier: entrambi gli schieramenti lo rivendicano per il proprio leader. Le distanze programmatiche vengono minimizzate, ma sono notevoli. In un clima quale quello attuale, da campagna elettorale infinita, caratterizzato da slogan e manipolazioni, da fattori simbolici considerati strategici e irrinunciabili per la credibilità di fronte agli elettori, non è uno scenario semplicissimo…

L’italiano in Sardegna è una lingua straniera, la politica peggio: è estranea

I disturbi dell’apprendimento generati dalla condizione di diglossia e di dilalia presente in Sardegna rendono frequentemente impreciso l’uso dell’italiano, perché inevitabilmente si parla in italiano ma si pensa antropologicamente in sardo. Forse può aiutare il presente, fare un piccolo glossarietto politico che sia di vantaggio per tutti.
Centrosinistra Trattasi di una vecchia formula politica esaurita, come la simmetrica e contraria Centrodestra, e archiviata il 4 marzo 2018. Come tutte le espressioni del passato, spesso suscita rigurgiti nostalgici, ma socialmente non è più né riconosciuta né riconoscibile. È quindi diventata una parola con un significato storico, ma con un senso esaurito.

I nostri agnelli e quelli altrui. Compriamo sardo

Ieri sui social diversi pastori hanno postato foto dell’arrivo in Sardegna di agnelli vivi non sardi.
Nei centri commerciali delle città e nelle macellerie dei paesi diviene più probabile a Pasqua e a Natale comprare carne non sarda. La ragione è presto detta: noi produciamo agnelli prevalentemente sotto Natale, meno a Pasqua. In Italia si macellano poco più di 400.000 agnelli nel periodo pasquale e se ne importano altrettanti, perché il fabbisogno, in costante diminuzione, è di circa 800.000 capi. Una parte di queste importazioni raggiunge anche la Sardegna.
Come possiamo difenderci? Come possiamo aiutare chi alleva e vende in Sardegna?
Il Consorzio per la Tutela dell’IGP Agnello di Sardegna cerca di ripetere, da tempo, che dobbiamo stare attenti all’etichetta.
L’educazione alimentare dei sardi è una questione nazionale…

Le dighe e le centrali sul Tirso sono ritornate nella mani dei sardi

Ieri è stata firmata la transazione tra l’Enel e la Regione Sardegna (nella fattispecie l’Enas) che ha riportato le dighe e le centrali elettriche sul Tirso nella mani della Sardegna.
Quando sono diventato assessore, sostenuto dal Partito dei Sardi che allora non aveva preso neanche il 3% dei consensi, questa battaglia non era nella testa di nessuno. Nessuno ci credeva e quando abbiamo iniziato a perseguirlo non mancarono critiche e ironie.
Oggi il risultato è sotto gli occhi e nelle mani di tutti.
Avere due centrali idroelettriche e aver ipotecato in giudizio tutte le altre significa avere in testa gli interessi nazionali dei sardi.

Convertitevi!

Indipendentismo è cambiare se stessi e avere fiducia nella possibilità che tutti i sardi possano cambiare. Poi, certo, non bisogna essere illusi o ingenui: per questo serve militare in partiti indipendentisti che crescendo in credibilità e consenso trascinino tutta la Sardegna verso il cambiamento. Ciò detto è interessante vedere come davanti alla possibilità che qualcosa cambi e si “sardizzi”, quantomeno nel nome e nella forma – è il caso dell’ipotesi emersa ieri, che l’attuale PD regionale si trasformi in un partito sardo della sinistra federato col PD italiano – scatta in molti un moto d’incredulità, quasi di fastidio, a dimostrazione che non si crede che le cose possano cambiare in direzione di un orizzonte nazionale sardo.
Questo senso di sfiducia finisce per annebbiare le menti.

Sull’ipotesi della nascita di un partito sardo di sinistra federato col PD italiano

Dall’interno dell’Assemblea del PD arriva la notizia che si lavora alla costruzione di un partito sardo di sinistra federato col PD italiano. Bene. Finalmente inizia a passare l’idea che in Sardegna tutti i partiti, anche quelli che non sono (ancora) indipendentisti, devono essere sardi, difendere gli interessi dei sardi, avere nel dialogo con i cittadini sardi il primo (ma sarebbe meglio l’unico) punto di riferimento. Vedremo se il PD saprà andare in fondo a questa strada, diventare una cosa nuova, un nuovo partito sardo

Oggi inizia una nuova stagione per tutta la marineria sarda. Non più figli di un Dio minore

Grazie a un emendamento proposto dal Partito dei Sardi, la legge sulla pesca approvata dal Parlamento sardo si è arricchita di un articolo che impegna l’Assessore competente a presentare un disegno legge per l’istituzione di una Direzione Generale della Pesca, Acquacoltura e Politiche del Mare.
L’emendamento segue la mozione 232 votata dal Consiglio il 20 aprile del 2016.
Riteniamo che sia decisivo che la Sardegna si doti di una struttura dedicata alle politiche del mare ed è necessario farlo subito. Dobbiamo rendere più autorevole la Sardegna sia nella programmazione dei fondi strutturali, sia nella loro rimodulazione.

No al taglio del servizio di vigilanza armata nelle guardie mediche

No al taglio del servizio di vigilanza armata nelle guardie mediche.
Siamo in grado di pagarla con i risparmi generati da un approccio più etico alla prevenzione e cura del diabete.

Il servizio di vigilanza armata delle ex Guardie Mediche (oggi postazioni di Continuità assistenziale) è un presidio di sicurezza che non solo garantisce l’incolumità personale dei medici, ma assicura l’erogazione di un servizio sanitario territoriale nelle ore in cui l’assistenza a chi soffre è maggiormente critica. Per questa ragione, contestiamo un approccio al problema eminentemente economico