Ciò che i 5Stelle sardi hanno detto ma che non vorrebbero che voi sapeste

Le dichiarazione fatte ieri da Mario Puddu, incaricato di coordinare la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle in Sardegna, sono rivelatorie. A margine di un’assemblea Puddu ha infatti dichiarato al TG la disponibilità del M5S ad aprire ad alleanze con, riporto a memoria, «i movimenti autonomisti – o indipendentisti, che poi è la stessa cosa visto che gli obbiettivi sono gli stessi – esclusi quelli che hanno governato con PD e PDL».

È una presa di posizione che fornisce un involontario sostegno a quanto noi indipendentisti del Partito dei Sardi diciamo da tempo: senza volerlo, infatti, Puddu dice tre cose importanti, che ovviamente il Movimento 5Stelle non vorrebbe che si sapessero.

Lavoro: chi esulta, chi ragiona e chi prima non c’era

Ieri il Parlamento sardo ha approvato il Piano straordinario del lavoro di 126 milioni di euro. I titoli dei giornali e le dichiarazioni di diversi esponenti politici sono un po’ sopra le righe.
Le modalità attuative, che sono tutto, sono ancora da definire. La struttura di coordinamento è la Cabina di regia che non innova le procedure e i soggetti delle politiche attive, ma le coordina.
La diminuzione dei disoccupati in Sardegna non è dimostrabile che sia legata alle politiche attive messe in campo finora, piuttosto che alla ripresa economica del sistema Italia.
Resta un punto: la manovra è uscita dalla Giunta senza il Piano straordinario del lavoro. Chi ha chiesto e ottenuto il Piano straordinario del lavoro sono stati il Partito dei Sardi, Liberi e Uguali e la CGIL…

Finanziaria. Gianfranco Congiu: priorità alle zone interne

Voto unanime del Parlamento sardo sull’emendamento orale proposto da Gianfranco Congiu, Capogruppo del Partito dei Sardi con il quale si esige la priorità nella programmazione delle risorse a vantaggio delle aree interne: «Nella fase di programmazione delle risorse si applicano le disposizioni di cui all’art. 3, comma 2, legge regionale n. 2/2016»…

Il ministro immemore Pinotti. Noi sappiamo, noi ricordiamo

Nell’offensiva mediatica del Ministero della Difesa e, mi spiace dirlo, della Giunta sarda, volta a far sembrare giusto un accordo che invece è ingiusto, subordinato e imbarazzante per i sardi e per la storia, quale quello negoziato segretamente da Pigliaru e alla firma lunedì prossimo, interviene oggi il ministro della Difesa Pinotti, con un’intervista alla Nuova Sardegna.
Breve premessa: l’informazione in Sardegna ormai non va più alle fonti, ma racconta le opinioni dei protagonisti

Sul tema del lavoro la maggioranza ci segue? Ne siamo felici

Dal Parlamento Sardo Seduta n. 268 di mercoledì 13 dicembre 2017

L’intervento di GIANFRANCO CONGIU (Capogruppo del Partito dei Sardi):
(…) dal dibattito che è emerso durante i lavori preparatori, e mi riferisco a tutte le riunioni nelle quali in audizione abbiamo ascoltato tutti i settori della società sarda, emerge forte e chiara un’esigenza che al pari di quella finanziaria non può essere sottaciuta, la velocità della spesa. Immettere nel circuito finanziario le risorse, utilizzare delle procedure spendibili, utilizzare dei sistemi procedurali che ci consentono di far arrivare bene e in fretta le risorse è un tema analogamente spendibile in un momento come questo ed è strutturalmente decisivo e importante…

Un accordo in ginocchio e la salute non tutelata. Gian Piero Scanu e l’asteismo

Continuiamo a giudicare molto negativamente l’intenzione della Giunta sarda di firmare l’Accordo sulle servitù militari predisposto disgraziatamente e in modo segreto e disgraziato con il Ministero della difesa.
Oltre agli aspetti di imbarazzante subordinazione psicologica che l’Accordo rivela nei presupposti e nei risultati voluti dalla Giunta, c’è un punto gravissimo che non può essere taciuto: il totale silenzio sulla bonifica dei poligoni, sulla accertata pericolosità dei materiali utilizzati, sui 25.000 colpi sparati a Teulada.
È scandaloso che nell’accordo tra la Sardegna e il Ministero della Difesa non venga mai citata la relazione della Commissione Scanu.
È scandaloso che non si parli di riduzione dell’estensione dei poligoni.
È scandaloso che non si parli di salute e di bonifiche.
È un accordo che fa male alla storia.

Finalmente risolto il problema del dragaggio del Temo

Finalmente risolta la questione del dragaggio del Temo nel tratto che riguarda la città di Bosa.

La Giunta ha infatti tenuto fede all’impegno di risolvere il problema e, su proposta dell’assessore dei Lavori Pubblici Edoardo Balzarini, ha approvato la delibera che permette di destinare 1.500.000 euro al Comune di Bosa per il dragaggio del fiume Temo dalla zona del Ponte Vecchio fino alla foce, per ristabilire la piena fruibilità del porto fluviale…

Non abbiamo votato l’Accordo sulle servitù militari perché è pessimo

Questa è la bozza del documento proposto all’approvazione del Direttivo Nazionale del Partito dei Sardi.
Consideriamo, per le ragioni illustrate nel documento, l’Accordo sulle servitù militari tra la Giunta Sarda e il Governo italiano un pessimo episodio di subordinazione politica da cui prendiamo con serenità le distanze: prevalentemente per concessioni già concesse nei precedenti accordi, e comunque attualmente solo promesse e molto condizionate, si è dimenticata la storia, la salute dei sardi, l’autorevolezza delle istituzioni.

Chiamiamo le cose con il loro nome: colonizzazione

È curioso che a questo punto del dibattito nessuno abbia pronunciato la parola che più di altre rappresenta ciò che è accaduto e che accade in Sardegna da oltre 40 anni: la colonizzazione di un territorio.
Nel 1956 la Sardegna non solo è stata occupata militarmente, non solo ampi spazi del suo territorio sono stato sottratti alla sua sovranità: tutto ciò è avvenuto con la contestuale privazione dei diritti e la marginalizzazione delle sue comunità…

Perché non voteremo mai il nuovo accordo sulle servitù militari

Leggo che il Presidente della Regione considera profondamente sbagliata la posizione del Partito dei Sardi sulle Servitù Militari.
Noi consideriamo preliminarmente sbagliato che si eleborino accordi strategici in gran segreto, li si illustri, senza consegnare i testi, dieci giorni fa, e solo dopo reiterate insistenze si rendano disponibili i testi solo a partire da venerdì scorso.
Noi consideriamo preliminarmente sbagliato un metodo, erroneamente ripetuto in questa legislatura, di produrre scelte strategiche sempre con tempistiche drammatizzate dell’ultimo minuto e sempre sul confine ‘prendere o lasciare’. Noi vogliamo difendere gli interessi legittimi della Nazione Sarda come avviene tra persone civili, cioè coi tempi del confronto e del ragionamento.
La bozza di accordo tra la Regione Sarda e il Ministero della Difesa non verrà mai votata dal Partito dei Sardi.(…)

Nessun colloquio con Fassino

Leggo sul giornale di un imminente colloquio tra me e Fassino. Non ne ho alcun sentore.
Parlo spesso con Giuseppe Luigi Cucca, segretario del Pd della Sardegna, perché siamo amici e perché abbiamo la testa sul collo. Ma di Fassino ho squilli di tromba da almeno un mese ma niente di concreto all’orizzonte.
Tuttavia non vorrei che si diffondesse un’immagine sbagliata della nostra posizione politica: il Partito dei Sardi non sta aspettando nessuno. La legge elettorale non è stata fatta per garantire un governo, è stata fatta per garantire la rappresentanza ad alcuni e negarla ad altri. È una legge all’italiana: quando non si può vincere, si trucca la partita. Tra le vittime designate vi è la Nazione Sarda, impossibilitata a rappresentare unitariamente e complessivamente i suoi interessi legittimi.
Noi, per reagire a questo stato di cose, abbiamo proposto una Convergenza nazionale dei sardi sui propri interessi…

Bisogna chiedere le dimissioni del Presidente dell’Anas

L’onorevole Roberto Giachetti non è un parlamentare qualunque o un qualunque parlamentare; è il vicepresidente della Camera dei deputati della Repubblica Italiana, nonché il candidato sindaco del PD alle ultime elezioni amministrative di Roma, ma anche conoscitore delle questioni dell’amministrazione giudiziaria della Sardegna.
Sicuramente sollecitato da suoi amici o conoscenti galluresi ha presentato il 6 novembre questa interrogazione al Ministro Delrio sui vergognosi ritardi dell’Anas nel ripristino della Strada Provinciale 38 della Gallura, laddove si consumò la tragedia di Monte Pino.
La risposta del Governo è affidata alla firma del Sottosegretario di Stato Nencini (e alla sola firma, perché sono sicuro che se venisse intervistato su due piedi sull’interrogazione Giachetti, non ricorderebbe di averla firmata) ed è questa.
Che cosa dice il Sottosegretario: …

Perfetti sconosciuti

Ieri si è registrato uno scambio di dichiarazioni tra l’onorevole Cappelli e il Presidente della Giunta sul nuovo accordo sulle servitù militari.
Si è appreso da questo scontro che la Giunta intende presentare l’Accordo al Consiglio il 12 dicembre.
Come è stato ben chiarito nella riunione dei capigruppo convocata sul tema dal Presidente, il Partito dei Sardi non sa nulla di questo accordo, se non il sommario elenco delle opere che potrebbero essere oggetto di dismissione dal demanio militare, peraltro non fornito, ma solamente illustrato in quella sede.
Nella riunione dei Capigruppo, Gianfranco Congiu ha chiarito…

Un’occasione per l’autonomia energetica della Sardegna

I dati sulle domande presentate dicono che avevo ragione: circa 200 domande presentate. Richieste totali pervenute sulla misura dell’efficientamento energetico (Misura 4.1.1.) per circa 70 milioni e 30 milioni invece sulle reti (Misura 4.3.1). Invece le risorse stanziate, con grande scetticismo degli esperti del Por sulla reale possibilità di impegnare e spendere queste risorse, sono 18 milioni sull’efficientamento e 26 sulle reti. Accertato che avevamo ragione a chiedere una forte incentivazione dell’efficientamento energetico, adesso che il bando si è rivelato vincente anche nel chiamare capitale privato, ci auguriamo che la Giunta voglia stanziare le risorse per coprire interamente il fabbisogno. Sono soldi ben spesi, fanno risparmiare sulla spesa corrente, muovono investimenti e lavoro e, soprattutto, rendono la Sardegna energicamente più autosufficiente e ecosostenibile.