Salvini, o della provocazione

In una comunicazione malata di attenzione a vincere è la provocazione.

Il campione mondiale di questa strategia, ne abbiamo avuto diverse prove, è ovviamente il presidente americano Donald Trump, capace, con i suoi tweet incendiari contro (e con) Kim Jong-un, di rischiare un’escalation atomica pur di mantenere (o sviare) il centro dell’attenzione. Un altro campione è certamente Matteo Salvini, arrivato a provocare i giudici impegnati sul caso della nave Diciotti chiedendo che se la prendessero con lui. Posto poi, una volta iscritto nel registro degli indagati, gridare alla vergognosa persecuzione nei suoi confronti.

Parlando del Ministro degli interni italiano più che davanti alla trumpiana arma di distrazione di massa pare di trovarsi davanti alla provocatio nella sua più schietta radice latina…

Tutti in movimento, dopo di noi

È bastato ribadire la nostra linea congressuale che il mondo politico è entrato in agitazione.
Lo ripetiamo: noi siamo per costruire una vasta coalizione fondata e orientata sugli interessi nazionali dei sardi.
Capiamo che sia difficile capirci perché si è abituati a schierarsi sui confini del dibattito politico italiano, ma noi non rinunciamo a tentare di offrire ai sardi un luogo più avanzato di quelli cui si è stati abituati.
Abbiamo detto più volte che non ci interessano i porti da cui si parte: ci interessa una rotta interamente calibrata sui temi di più libertà, più poteri, più diritti e più ricchezza per la Sardegna.
Noi siamo oltre gli arroccamenti e gli isolamenti, i veti incrociati e tutte le pratiche che impediscono ai sardi di riconoscersi vicendevolmente e di unirsi.
Questa posizione ha aperto un dibattito prima stagnante e ne siamo soddisfatti.

Fisco: la persecuzione dei piccoli

I dati sul contenzioso raccontano la resistenza legale (quella più diffusa, invece, è lavorare in nero) dei piccoli di fronte all’incombenza del Fisco italiano.
In Sardegna sono pendenti presso le Commissioni tributarie provinciali 4.050 ricorsi. Di questi, 3.114 (pari al 76,8%) sono nella sola Commissione tributaria di Sassari. C’è da farsi una domanda: o a Sassari c’è veramente gente che lotta e si difende o c’è una persecuzione fiscale in corso che ha generato una ribellione legale.
Ma come vanno a finire i ricorsi?
Mediamente il 30% dei contribuenti se la scampa nel primo grado di giudizio. Un altro 10% vince nel secondo grado. (…)
Il Fisco mediamente vince una volta su due, cioè il Fisco sbaglia una volta su due.
Non è uno Stato, è una monetina lanciata in cielo.

Il PD come il cane dell’ortolano: non fa e non lascia fare

di Gianfranco Congiu
La nascita dell’Organismo Pagatore è momento cruciale per l’intera agricoltura sarda al punto che l’obiettivo politico dato dal Presidente Pigliaru, dietro nostra richiesta, ne prevedeva l’attivazione a dicembre 2017.

Perché tanto lassismo? Se il PD ritiene di archiviare il caso, derubricandolo ad una intemperanza di una forza politica verso un assessore regionale, si sbaglia e non coglie nel segno. Ci preoccupa che di fronte alle severissime procedure scandite dal Regolamento Albo Operatori Economici per il pre-riconoscimento degli Organismi pagatori (MIPAAF 2018) l’assessorato dell’agricoltura sia terribilmente in ritardo.

Sappilo Salvini, qui vincono i sardi balenti

La storia di Cala Gonone ci ricorda che ci sono sardi imbecilli e razzisti, che vogliono fare gli italiani salviniani e per questo dicono «Niente birra da quello lì che è nero», e ci sono sardi balenti, come Dionigio e Mamadou, che sanno qual è il valore e la ricchezza della diversità e sono i migliori testimoni della Sardegna futura. La bella notizia, l’unica vera notizia, è che da noi vincono Dionigio e Mamadou.

Governo sardo intervenga sul Ministro Toninelli: basta con lo strapotere ANAS, vogliamo partecipare al governo delle infrastrutture

Serve una società sarda delle infrastrutture che metta fine allo strapotere immobilizzante di ANAS e dia un’efficace politica infrastrutturale alla Sardegna e pari opportunità di lavoro alle nostre imprese.
Il monito non è l’ennesimo richiamo indipendentista di noi del Partito dei Sardi, che di questa battaglia abbiamo fatto una delle missioni della legislatura fino a far approvare l’articolo 7 della Legge Appalti, ma è emerso dall’Assemblea della Confindustria del Sud Sardegna, per bocca del suo presidente De Pascale.
Ora questo “sfogo”, che fra le altre cose ha ricordato come ANAS si trattenga per legge circa il 10% dei finanziamenti relativi alla Sardegna, dovrebbe essere inteso, meditato e fatto divenire azione politica forte, radicale, al più alto livello istituzionale.

Giovedì a Cagliari: primo test di rivolta fiscale. Con un post scriptum per il Qatar

Giovedì prossimo, a Cagliari, in Largo Felice 2, nel Palazzo Civico, facciamo un primo test di mobilitazione urbana contro il fisco italiano ingiusto.
Sappiamo bene che cosa stiamo facendo. Mentre in queste settimane molti soggetti politici cercano il Messia che faccia loro vincere le elezioni, noi continuiamo a preparare un’anima per le prossime elezioni.
Per noi le prossime elezioni sarde sono l’inizio di una pacifica guerra, la prima combattuta dai Sardi per i Sardi. Noi non partecipiamo all’arruolamento nel Centrodestra o nel Centrosinistra o nel Movimento 5 Stelle. Noi proponiamo a tutti i Sardi, qualunque sia la loro militanza attuale, di firmare un patto costituzionale sardo, di produrre l’unità dei Sardi, l’evento stroico più necessario e più inatteso, intorno agli interessi nazionali dei Sardi: poteri, libertà, fisco, trasporti, istruzione, ricerca, cultura ecc.
Noi proponiamo un’alleanza mai vista, oltre gli schemi e le abitudini, un evento storico.

Cinesi in Sardegna che pagano le tasse a Bergamo

Stiamo continuando a censire tutte le situazioni, dagli investimenti del Qatar a quelli della Cina, che determinano rendite per la Lombardia da attività svolte in Sardegna. Rendite, non lavoro o ricchezza, ma gettiti prodotti da soluzioni amministrative di privilegio, non da lavoro e rischio di impresa.
Oggi prendiamo in mano lo scabroso sistema degli impianti fotovoltaici in Sardegna. Si sa tutto delle follie degli impianti di Giave e Narbolia (cui eravamo, siamo e rimarremo profondamente contrari), ma si sa meno degli altri; utilizziamo per esemplificare la vicenda di due impianti di Nuoro e di Bitti …

Con i cinesi e con chiunque, statisti non camerieri

Se io da assessore ai Lavori Pubblici avessi incontrato dei portatori di interesse e li avessi accompagnati a vedere luoghi e opere, per esempio i porti, prima dell’aver pubblicato una chiara manifestazione d’interesse che chiarisse per tutti le intenzioni della Regione, credo che mi sarei seriamente trovato di fronte a problemi con l’autorità giudiziaria, e a ragione.
Prima le regole, poi la competizione tra gli interessi legittimi.
Che cosa intende fare la Regione Sardegna con il suo vastissimo e bellissimo patrimonio insistente su aree demaniali?
Che cosa intende fare con i suoi porti?

Urbanistica: la febbre e i conflitti di interesse

Noi del Partito dei Sardi siamo sempre stati e sempre saremo disponibili a fare e votare buone leggi.
Sull’urbanistica, poi, siamo pronti da tempo.
Per occuparsi di questa complessa materia, occorre prima di tutto, per chi è o è stato nelle istituzioni, un codice comportamentale.
Regola numero 1: se si è nelle istituzioni o si ha un potere di indirizzo politico per scrivere leggi in delicati settori come l’urbanistica, bisogna non essere proprietari di aree sensibili e/o trasformabili. Non si possono vestire contemporaneamente i panni di colui che produce ricchezza e di colui che regola il mercato. Sono due ruoli entrambi legittimi, ma devono rimanere nettamente distinti e distinguibili.

Lingua sarda o statue di Mont’e Prama: una nazione si costruisce sommando

di Franciscu Sedda
Una nazione si costruisce sommando le sue diversità, non sottraendole o mettendole in conflitto.
La coscienza popolare ha fatto suo il termine “Giganti” per le statue di Mont’e Prama. Gli intellettuali preferiscono “Eroi” per adeguarsi a terminologie e ipotesi scientifiche. Che si fa? Ci si scontra, invece di sommare. Ci si divide quando ci si potrebbe unire e rafforzare: “I Giganti di Mont’e Prama, eroi di Sardegna”. O viceversa. “Gli eroi di Mont’e Prama, giganti di Sardegna”…

Uniti vinceremo e riusciremo a cambiare quello che non funziona!

di Augusto Cherchi
Se non si capisce un dato di fatto banale, diventa difficile anche spiegare l’evidenza.
Ci provo:

  • è evidente il caos organizzativo che regna in ATS (Azienda di Tutela della Salute);
  • è evidente il disegno sanitariocentrico di riorganizzazione dei servizi, con i due Hub del nord e del sud che attraggono personale e servizi e con la periferia che vede accrescere le sue difficoltà ad erogare servizi se non a conservarli;

Sanità in Sardegna: tempo scaduto

Da troppo tempo parliamo di argomenti che, infastidendo l’Assessore della sanità e il suo staff, ottengono solo l’effetto delle spalle che si sollevano in segno di sufficienza, salvo poi far cadere le braccia ai pazienti che non risolvono problemi gravi e concreti e aumentare il nostro senso di sfiducia nei suoi confronti.

Delle difficoltà degli anestesisti ci si accorge solo ora, mentre noi da anni andiamo ripetendo che è un problema concreto che non si risolverà sicuramente nei prossimi anni (meno che mai in tempi brevi) finché si continuerà a ignorarlo come fatto finora. La Regione Sardegna ha necessità di formare anestesisti sardi, che rimangano in Sardegna (oggi troppi specialisti si formano in Sardegna e poi vanno a lavorare altrove). Per fare ciò occorre…

Rallenta la spesa reale delle famiglie: occorre un vero confronto con il governo italiano per aumentare i nostri poteri ed evitare che i nostri comuni muoiano

di Gianfranco Congiu

Istat: rallenta la spesa reale delle famiglie e si aggravano i divari territoriali.
Occorre un vero confronto con il governo italiano per aumentare i nostri poteri ed evitare che i nostri comuni muoiano.

Qualche giorno fa abbiamo alzato il sipario sugli effetti della “persecuzione fiscale” italiana in Sardegna. Ieri l’Istat ha reso noto che la spesa reale delle famiglie, nel corso del 2017, ha subito un preoccupante rallentamento. Dall’esame dei dati emerge che nel confronto tra città metropolitane, città non metropolitane e aree interne, i peggiori indicatori di spesa riguardano proprio le aree interne. Non c’è da stupirsi…

Una domanda al signor Onorato

Ho appena sentito l’intervista su Videolina all’armatore Onorato in cui ha dichiarato che il trasferimento di CIN-Tirrenia a Milano è per facilitare la fusione con Moby, che sarebbe difficile tenendo le due società separate a livello di sede legale. Fatto ciò la società tornerebbe in Sardegna.
Ora o sono io che non capisco qualche passaggio o il signor Onorato vuole farsi beffe dell’intelligenza mia e di tutti i sardi all’ascolto.