Attendiamo carte

Sia detto senza offesa per nessuno, ma oggi dalla lettura dei giornali si capisce per chi tifano i giornalisti ma non si capisce praticamente nulla di ciò che è realmente accaduto ieri nella riunione della Direzione del Pd.
Noi del Partito dei Sardi, che non abbiamo posto diktat a nessuno e non intendiamo né porne né riceverne, abbiamo varato un documento dopo ripetuti contatti voluti dai vertici del Pd. Poiché il momento è di quelli che segnano la storia, chiediamo cortesemente che ci si risponda con un altro scritto, sia che si tratti di un documento che di una mail riassuntiva della posizione condivisa dall’organo del Pd. Nei momenti delicati occorre non fraintendersi e io stesso non posso ripresentarmi al Direttivo Nazionale senza una notifica scritta ed ufficiale della posizione del Pd.

Il Documento del Direttivo Nazionale del Partito dei Sardi

Il Direttivo Nazionale del Partito dei Sardi:
– ribadita la disponibilità del Partito dei Sardi al dialogo con tutte le forze politiche presenti in Sardegna, eccetto quelle che esprimono posizioni razziste o violente;
– censurata la natura antidemocratica della legge elettorale italiana che rende impossibile l’elezione per i partiti sardi che si presentassero da soli alle imminenti elezioni italiane nei collegi proporzionali;
– confermata la volontà di lavorare, anche nell’occasione delle elezioni italiane, per ricomporre le fratture che tengono disunito il popolo sardo (rendendolo meno forte davanti allo Stato italiano) ed evitare che se ne generino di nuove proprio durante e per la competizione elettorale;
– ribadita l’esigenza di difendere e valorizzare l’esperienza di un indipendentismo di governo capace di dare risposte concrete alla attese di serenità, prosperità e libertà dei sardi, in modo da educare alla responsabilità, rafforzare la fiducia nelle proprie capacità e combattere la pedagogia della ‘paura del futuro’ che porta alla consegna di sé a chi si ritiene più forte e più capace;
– desideroso, come sancito dal Congresso Nazionale, di aprire orizzonti di “convergenza nazionale” fra i sardi per le prossime elezioni sarde, costruendo un percorso graduale e legale di aumento delle libertà, dei poteri, dei diritti e della ricchezza della Sardegna e dei Sardi, sottoscrivibile da forze sia indipendentiste, che autonomiste, democratiche e liberali;

Cosa c’entra Giave con la lotta per una fiscalità giusta e sarda

La fiscalità in Sardegna è ingiusta e noi sardi dobbiamo manovrarne le leve per creare una partecipazione fiscale più leggera e ben distribuita, in cui non ci siano né tartassati né imboscati, che consenta invece di produrre più ricchezza ecosostenibile e diffusa. Questo il Partito dei Sardi ha sempre detto e fatto. Lo ha detto denunciando l’omogeneità del regime fiscale interno alla Repubblica italiana a fronte di investimenti infrastrutturali storicamente squilibrati fra Sardegna e Italia. Lo ha fatto portando avanti l’annoso iter di perimetrazione delle zone franche doganali della Sardegna. Lo ha fatto chiedendo nel Parlamento sardo la commissione per le ZES, le zone economiche speciali. Lo ha fatto soprattutto costruendo l’Agenzia Sarda delle Entrate, il passo più decisivo e concreto

Autoritarismo, bugie e sacchetti di plastica

Oggi il Tribunale Supremo spagnolo, che sa di franchismo già nel nome, decide se continuare a tenere in carcere Oriol Junqueras, leader di ERC, la sinistra repubblicana di Catalogna. Proprio ieri il pavido Consiglio d’Europa ha segnalato la Spagna come esempio di mancanza di separazione fra potere politico e giudiziario. La storia pare già scritta. E il rischio concreto è che brave persone, padri di famiglia, insegnanti, attivisti nonviolenti come Junqueras, Forn, Sanchez e Cuixart continuino a stare in prigione con la sola colpa di essere indipendentisti, vincenti, amati dal loro popolo. Di tutto questo, nella poverissima campagna elettorale italiana che inizia a suon di sacchetti biodegradabili e fake news, ovviamente non c’è traccia. Perché i diritti civili, e dunque il vero senso dell’Europa, sono cosa troppo seria e complicata

La democrazia digitale diretta: fine della segretezza del voto

Il 21 dicembre il Garante della Privacy ha emesso questo provvedimento relativo ai siti del Movimento 5 Stelle. Precisato che il provvedimento parte dalla violazione da parte di hacker dei siti del Movimento e quindi si muove per tutelare i dati delle persone che avevano aderito alla piattaforma del Movimento, ciò che a noi più interessa è che l’indagine ha rivelato un fatto che anche intuitivamente poteva essere comunque già immaginato: la conoscenza da parte del gestore delle opzioni di voto degli iscritti espresse durante le consultazioni promosse in rete. Questo il testo della parte rilevante

Attenzione alla mistificazione. Indipendenza e insularità sono cose serie

Non bastava l’idea sbandierata ai quattro venti che con il riconoscimento dell’insularità nella Costituzione italica i sardi stessero finalmente reclamando e affermando la propria italianità (con tanto di rimbrotto agli indipendentisti, poco allettati dall’idea di vivere nei “Caraibi d’Italia”, da parte di Beppe Severgnini). Non bastava. Ora, mentre scorrono immagini di tricolori in tripudio – ovviamente mescolati ai quattro mori, che vanno bene per tutte le stagioni – sento dire al telegiornale che l’iniziativa è il preludio all'”indipendenza economica” della Sardegna.
Attenzione! Attenzione! Attenzione!

La difficile stagione delle decisioni

Dopodomani il Direttivo nazionale del Partito dei Sardi dovrà cominciare a prendere una serie di decisioni che non riguarderanno solo le elezioni politiche italiane, ma più in generale il modo di tenere vivi gli ideali, difendere la Sardegna, guardare sempre allo sviluppo e alla giustizia.
Non sarà semplice.
Le elezioni sono state organizzate in modo…

Il nostro 2018

I nostri auguri per il 2018 sono i nostri impegni per la Sardegna.
Noi ci impegniamo a non sprecare il tempo del nostro impegno politico.
Noi ci impegniamo a ottenere sempre il possibile per raggiungere il giusto.
Noi ci impegniamo a unire i Sardi, a non usare mai né un linguaggio né una teoria che li divida.
Noi ci impegniamo a togliere dai cuori la paura dell’indipendenza della Sardegna.
Noi ci impegniamo a costruire e guidare la più ampia convergenza…

Due parole a Gentiloni

Ieri il Primo Ministro italiano Paolo Gentiloni ha voluto rimarcare di essere ‘nel pieno dei suoi poteri’. Oggi Claudio Martelli sul Messaggero ci ricorda che il pacioso Gentiloni è un immagine buona per i creduloni e titola il suo pezzo: “Paolo il freddo”.
Se il Governo italiano è nel pieno dei suoi poteri c’è una cosa da fare subito.
Dall’estate 2015 il Governo italiano è in possesso del report, elaborato dalla Giunta sulla base degli studi del Crenos, sui costi dell’insularità e sulla possibilità di aprire…

Dove vota chi ha una coscienza?

Diceva il dottor Schweitzer che la coscienza tranquilla è un’invenzione del diavolo.
Noi non abbiamo la coscienza tranquilla in vista delle prossime elezioni politiche italiane.
Ci pare che la Sardegna, i suoi diritti, i suoi bisogni e le sue attese siano assolutamente messi in un angolo.
Ci sembra che ci competa il dovere di offrire un luogo dove votare a chi non si rassegna ad essere obbligato a votare per confermare uno stato delle cose già definito, e cioè una sorta di triumvirato tripartitico che dirà che cosa vuole fare solo dopo le elezioni, non prima come vorrebbero al elgge e la ragione.
Noi vorremmo che le elezioni fossero il luogo dell’inatteso

Ci interessa sapere e saper fare

Oggi il ministro italiano Calenda viene intervistato dalla Nuova Sardegna e fa l’elogio dell’industria 4.0, cioè dell’industria pulita, ecosostenibile, con rilevante e stabile impatto occupazionale, alta produttività e buoni margini. Ovviamente dice anche che tutto questo non solo è possibile in Sardegna ma che è anche già in corso, giacché sarebbe in funzione a Porto Torres e a Portovesme.
Chi ha verificato che la ripresa della produzione dell’alluminio nel Sulcis è ecosostenibile? Ancora nessuno.
La chimica verde è realmente e integralmente partita? È realmente sostenibile?

Catalogna e Sardegna: indipendenza, governo e libertà

In Catalogna hanno vinto gli indipendentisti.
Non ci si faccia fuorviare dalle letture date dai media italiani e spagnoli dolosamente orientati a diminuire questa vittoria. Da ieri sera dicono che sì hanno vinto Junqueras e Puigdemont, però aggiungono subito che il partito maggiore è l’unionista Ciudadanos. Ma che senso ha? Ciò che in Italia e nel mondo viene genericamente indicato col nome di ‘indipendentisti’ è sempre stata una coalizione, non un solo partito.
Soprattutto non c’è un giornale che dica la verità sul clima delle elezioni. Il capo di Esquerra republicana, Oriol Junqueras, è in galera per non avere commesso alcun reato.
Sono state elezioni di polizia, questa è la verità. Aleggiava il sospetto che l’idea dell’autodeterminazione catalana fosse un’idea illegale. Aleggiava il sospetto che dichiararsi per l’indipendenza potesse significare essere indagati e inquisiti.
Il desiderio di libertà, la compostezza e la disciplina politica, la sicurezza del perimetro ideologico

Il bavaglio in sanità

Ogni volta che si prova a organizzare un convegno sulla grave crisi dei servizi che si registra nel sistema sanitario sardo, oppure sullo spostamento di fatto del debito delle Asl sui fornitori (le fatture ormai vengono pagate oltre i sei mesi e già vi è chi, per esempio a Cagliari, ha fatto scrivere dai propri legali all’Azienda), si registra un grande imbarazzo da parte dei dipendenti delle Asl sarde a partecipare come relatori, che siano o no figure apicali. Motivo? Temono sanzioni o addirittura il licenziamento da parte dei Direttori generali delle Asl.
Il problema è reale e non riguarda solo le Asl, riguarda tutti i dipendenti pubblici e i dipendenti regionali, ma chissà perché nelle Asl è vissuto in modo più drammatico, forse perché più alto è il livello di tensione e di dissenso.

Non di sole parole

Prima si diceva ‘Non di solo pane’, per ricordare la dignità dell’uomo. Oggi bisognerebbe dire: ‘Non di sole parole’.
L’idea che la politica sia solo un sistema di narrazioni e di rappresentazioni e non invece un’azione storica, fatta di esistenze, interessi, fatti e discorsi, si sta diffondendo nuovamente in Europa e in Italia.
Non conta ciò che si sa fare; conta quanto si è capaci di aggredire l’avversario. Conta il discorso e non il programma. Conta la capacità di romanzare e di romanzarsi, non quella di essere…