Non si può chiedere di liberare i corpi e di imprigionare le idee. In risposta alla mozione presentata dall’on. Tedde e Forza Italia

Liberare i corpi ma imprigionare le idee. È questo che viene fuori dall’interessante mozione presentata oggi da Marco Tedde a nome di Forza Italia in merito alla Catalogna.
Da un lato Forza Italia spinge – positivamente – perché il nostro Governo e il Presidente Pigliaru chiedano all’Europa di mediare fra Spagna e Catalogna, di riaffermare l’inviolabilità dei diritti civili dei politici catalani arrestati e con essi il diritto all’autodeterminazione della Catalogna. Dall’altro e a conclusione però si dice che «l’Europa può e deve lavorare per realizzare nuovi spazi politici per concedere alla nazione catalana quell’autonomia economica, finanziaria e fiscale che merita».
Il punto è che il referendum celebrato unilateralmente il 1 ottobre, dopo che il Governo catalano aveva provato invano a negoziarlo con Madrid, serviva esattamente a dare la libertà ai catalani di scegliere se restare autonomi o diventare indipendenti. E coloro che sono stati arrestati lo sono per aver dato seguito all’esito positivo, vincente, di quel referendum. Insomma, Forza Italia gli indipendentisti catalani li vuole liberi di esprimere le loro posizioni, di celebrare il referendum ma non di tirarne le conseguenze. Perché? Lo dice lo stesso onorevole Tedde: «non si puo’ chiedere [alle istituzioni europee] di schierarsi apertamente con gli indipendentisti catalani, per evitare il rischio di provocare focolai di separatismo».
Insomma, bisogna liberare i corpi ma imprigionare le idee.
Un doloroso capolavoro. Di quelli che accadono solo in Sardegna. Evidentemente l’onorevole Tedde, da algherese, sente il richiamo della nazione catalana, ma da sardo immemore della storia di quella che i catalani chiamavano “naciò sardisca” vota Forza Italia e sente paura per l’indipendenza sarda.
Un gran peccato. Da sardo algherese l’onorevole Tedde dovrebbe sapere più di altri quanto è importante la coscienza linguistica, culturale e politica dei popoli. L’invito sincero è che inizi a lavorare perché anche il popolo sardo ritrovi la sua coscienza di nazione e rafforzi la sua capacità sociale e istituzionale di autodeterminazione. Poi al futuro referendum d’indipendenza potrà anche votare contro. Ma intanto avrebbe contribuito a liberare corpi e idee.

Franciscu Sedda
Presidente Nazionale Partito dei Sardi

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