No a furbe ipocrisie, sì alla doppia preferenza di genere. La posizione del Partito dei Sardi

Il Partito dei Sardi ha difeso l’esigenza della doppia preferenza di genere quando i partiti maggiori nicchiavano nella speranza che una nuova legislatura passasse senza che nulla venisse fatto. Il Partito dei Sardi ha lavorato in commissione perché il testo condiviso e concordato fosse aderente a quanto proposto dai Comitati che si sono lungamente battuti per la doppia preferenza di genere.

Poi, in aula, è iniziato il valzer dell’ipocrisia. Con un emendamento-truffa, non solo si è stracciato l’accordo raggiunto in commissione, ma si è prodotto un caos funzionale a mettere a rischio la doppia preferenza di genere. Il Partito dei Sardi a questi giochi non ci sta. Non solo non ci piace il rigurgito maschilista della destra sardo-italiana, che ogni volta tira su la testa ma almeno lo fa con nomi e cognomi – Orrù, Truzzu, Fuoco, Contu – ma nemmeno ci piace chi dietro grandi proclami di principio nasconde la volontà di affossare la legge o attraverso la sua approvazione persegue altri obbiettivi che nulla hanno a che fare con la doppia preferenza di genere. Rendere più difficile la composizione delle liste dei partiti minori, salvaguardare equilibri di corrente in determinati territori, aumentare il numero dei seggi in determinate circoscrizioni per annullare l’effetto della doppia preferenza a favore dei candidati maschi. Questi giochini forse sfuggiranno ai più nei dettagli ma non nel loro effetto finale: la gente si rende conto che quando le cose si complicano ad arte c’è puzza di bruciato. E quando si sente dire che i collegi devono avere pari candidati maschi e femmine per evitare che in un collegio dispari la candidata donna potrebbe risultare “favorita”, il velo d’ipocrisia si straccia e si capisce che dietro a tutta questa manfrina c’è la paura di una vecchia classe dirigente maschile con i suoi capibastone (parola che non ha il femminile, lo si noti) di tenere le cose come sono.

Dunque, prima che l’onta ricada su chi ha proposto l’emendamento-truffa e su chi crede di poter fare vecchi giochini come se non esistesse la comunicazione in rete, si resti agli impegni presi in commissione, si rispetti la volontà dei Comitati, si dia finalmente un primo segno di amore per la parità di genere e per una Sardegna più giusta. Questo chiediamo e questo voteremo noi del Partito dei Sardi.

Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

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