No a proconsoli romani, sì a una scuola dei sardi

di Gianfranco Congiu
Consigliere regionale del Partito dei Sardi

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA – XV LEGISLATURA

Consiglio del 22 settembre 2015:

  1. L’art. 5 dello Statuto Speciale attribuisce alla Sardegna la facoltà di adattare alle sue particolari esigenze le disposizioni delle leggi della Repubblica in materia di istruzione e ordinamento degli studi;
  1. Trattasi di competenza legislativa concorrente secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 235/2010;
  1. L’art. 9 co. 4, legge regionale n. 3/2009 consente alla Giunta, in attesa di una riforma organica della normativa regionale in materia di istruzione, di definire le modalità e i criteri per la distribuzione del personale tra le istituzioni scolastiche tenuto conto delle situazioni di disagio legate a specifiche situazioni locali;
  1. Le linee guida per il dimensionamento del 2014 prevedono, tra l’altro, negli obiettivi di legislatura per il governo della scuola, la costruzione di una rete scolastica che garantisca stabilità nel tempo alle istituzioni scolastiche nonché il potenziamento del tempo pieno e la creazione di poli territoriali scolastici;
  1. Le diverse normative di riferimento citate nelle linee guida consegnano alla regione il compito di disegnare una rete scolastica adeguata alle esigenze del territorio;
  1. Le legge 107/2015 ha avviato un percorso di stabilizzazione che, se da un lato, rende giustizia alle attese di tanti precari, dall’altro ha posto le regioni tutte (eccezion fatta esclusivamente per Valle d’Aosta e per le Province autonome di Trento e Bolzano) sullo stesso piano, senza considerare gli squilibri derivanti dalla condizione di doppia insularità che pone la Sardegna in una posizione di sostanziale svantaggio nella competizione su tutto il territorio italiano;
  1. Che detto svantaggio poteva essere, in parte, colmato se l’Ufficio Scolastico Regionale, recependo le plurime indicazioni date dalla Regione Sardegna e compendiate nelle Linee Guida per il Dimensionamento della rete scolastica per l’anno 2015/2016, nella D.G.R. n. 24/10 del 19.5.2015 (Programmazione Unitaria 2014/2020 – Strategia 1) – avesse proceduto con la richiesta delle consentite deroghe alla legge 107;
  1. Che la mancata richiesta di deroghe, unitamente all’insoddisfacente adeguamento degli organici alle situazioni locali di fatto, ha determinato o favorito le condizioni per cui le professionalità e l’esperienza maturata dai docenti della Sardegna debbano forzatamente essere spese altrove;
  1. Le peculiarità di tanti territori – cito i recenti casi delle Scuole medie di Sindia, Fonni, Sorgono, Macomer – sono state smantellate o mortificate da scelte “al risparmio” effettuate dall’ufficio scolastico regionale che ha aggiunto tagli di indirizzi, tagli di corsi, tagli di classi, riduzione di fatto del tempo pieno, formazione di pluriclassi, nonostante tantissimi dirigenti scolastici e tutte le OO. Sindacali abbiano tempestivamente segnalato all’ufficio scolastico tutte quelle situazioni locali che avrebbero meritato una diversa e maggiore attenzione.

Tutto ciò considerato,

diventa urgente e necessario che questo Consiglio Regionale:

1) esprima ferma censura verso l’operato dell’Ufficio Scolastico Regionale, a causa dell’inadempimento in cui è incorso per non aver saputo adeguare gli organici alle diverse peculiarità locali;

2) solleciti la Giunta regionale ad un confronto urgente con il governo italiano per l’immediata riapertura dei termini per la formalizzazione delle deroghe a causa dell’inadempimento in cui è incorso l’ufficio scolastico regionale ovvero rivolga formale invito perché le criticità segnalate vengano comunque compensate con misure specifiche da inserire nelle redigende linee operative della imminente fase C di cui alla L.107;

3) rivolga formale invito perché la Giunta regionale applichi i dettami di cui all’art. 9, co. 4, l.r. n. 3/2009 e, pertanto, nelle more di una riforma organica della normativa regionale in materia di istruzione, tenuto conto delle condizioni di disagio legate a specifiche situazioni locali, definisca le modalità e i criteri per la distribuzione delle risorse di personale tra le istituzioni scolastiche;

4) intraprenda un cammino legislativo per costruire un modello scolastico effettivamente rispettoso delle nostre peculiarità che, con una legge regionale specifica, abbia la forza di rifuggire da suggestioni amministrative proconsolari di romana derivazione.

di Gianfranco Congiu
Consigliere regionale del Partito dei Sardi

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Il nostro Gianfranco Congiu, in conclusione del suo intervento, attacca l’Ufficio Scolastico Regionale per aver agito in modo “proconsolare romano”. 
Ha fatto bene a rimarcarlo. 
Mentre altri chiedevano deroghe l’Ufficio Scolastico Regionale non lo ha fatto, disattendendo le linee guida della Giunta. 
Questo fatto apparentemente piccolo e difficile da notare – dato che il nome stesso dell’ufficio sembrerebbe sotto il nostro controllo – dimostra ancora una volta come le strutture dello Stato in Sardegna lavorino contro le linee dettate dal nostro governo, contro l’interesse dei sardi.
La vicenda scuola dimostra ancora una volta che dobbiamo prenderci piena sovranità sull’istruzione. Ne va del futuro di figli, docenti e dell’intera Nazione Sarda. Il Partito dei Sardi sa come fare ed è pronta a dare battaglia.

Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi