Il monopolio italiano ci ha rotto, impoverito e umiliato. Anche nei trasporti marittimi affermiamo gli interessi nazionali dei sardi

La vicenda CIN-Tirrenia di queste ore dimostra una volta di più che è tempo di prenderci la responsabilità e il diritto di costruire un nostro sistema di collegamento con le varie parti del continente europeo. Come abbiamo ripetuto più volte alla Sardegna serve un potere regolatorio del mercato dei trasporti e serve il coraggio di utilizzare la leva fiscale per costruire un sistema dei trasporti non monopolistico da e per la Sardegna.

Detto in altri termini serve il superamento delle strettoie che oggi gravano su di noi a causa della mancata notifica della condizione dello status di insularità da parte dell’Italia all’Europa e serve la capacità di applicare l’articolo 10 dello Statuto sardo per aprire il mercato sardo dei trasporti e abbattere i costi che impediscono ai sardi di viaggiare a prezzi equi e a chi vuole venire in Sardegna di conservare nel viaggio un po’ di soldi da spendere nella nostra terra. Serve dunque un’azione di governo forte, radicale, innovativa. Anche perché una cosa è evidente: il sistema del sovvenzionamento pubblico non riesce ad abbassare le tariffe e un atteggiamento da sempre “dialogante” ha fatto sì che la Sardegna fosse “leale” ma gli altri attori della partita se ne fregassero altamente dei patti presi.

Basti pensare che la CIN-TIRRENIA ha deciso di spostare la sua sede legale da Cagliari a Milano, giustificando il tutto con “motivi organizzativi” che non solo non coincidono con gli interessi dei sardi e della RAS ma violano l’accordo del 2014 con la quale la società di trasporti, fra le altre cose, si impegnava al trasferimento a titolo definitivo della sede legale in Sardegna e il conseguente introito tributario di quasi 30 milioni all’anno  alla RAS.

Il tutto senza considerare che la società CIN-TIRRENIA deve gran parte del suo fatturato alle tratte da e per la Sardegna e quindi l’atto di trasferire la sede in Sardegna sarebbe stato “dovuto” per questo semplice motivo, oltre che per un accordo firmato dalle parti e per l’ennesima volta non rispettato.

È evidente che sui trasporti si consuma l’ennesimo conflitto fra gli interessi nazionali dei sardi e gli interessi nazionali italiani. Da oltre 150 anni la Sardegna subisce le stesse angherie dalle società finanziate dallo Stato italiano: a metà Ottocento fu la Rubattino, poi fu la volta della Società Generale di Navigazione negli anni Venti, poi, fu la famigerata Tirrenia e oggi è la CIN. I soldi dati dallo Stato finiscono, in un modo o nell’altro, sempre allo Stato mentre la Sardegna resta isolata, privata del diritto alla mobilità, senza un sistema dei trasporti all’altezza di una società aperta, frenata nelle sue prospettive di crescita e libertà.

Bisogna cambiare metodo. Bisogna mettere in campo soluzioni nuove all’altezza degli interessi nazionali dei sardi.

Franciscu Sedda
Presidente Nazionale Partito dei Sardi

1 comment for “Il monopolio italiano ci ha rotto, impoverito e umiliato. Anche nei trasporti marittimi affermiamo gli interessi nazionali dei sardi

  1. Sedda Rinaldo
    14 giugno 2018 at 19:08

    La colpa di tutto questo è di noi sardi per le politiche sbagliate lasciando fare allo stato italiano ciò che vuole senza nessuna opposizione

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