Sulle ultime della signora Borletti Buitoni

L’arroganza della Repubblica italiana nei confronti delle istituzioni sarde si vede dai dettagli: alle richieste di chiarimento di un Presidente e di un’Assessore sardo risponde un sottogretario, che pretende peraltro di avere l’ultima parola.
L’ultima della signora Borletti Buitoni è che l’impugnativa è stata necessaria perché “l’impianto normativo [è] tale da
privare il Mibact del potere di valutare”. Insomma, come ho già detto, è tutta una questione di potere: chi ha il potere di decidere in Sardegna, i sardi o l’Italia? Questo è il dilemma.
Se la maestà si inalbera così tanto per poche norme di manutenzione evidentemente – volenti o nolenti – abbiamo leso la maestà del sovrano. Quel sovrano che si scopre ambientalista nonostante in Italia valgano da sempre regole meno stringenti che in Sardegna in materia di coste. Quella maestà che così graziosamente ci ha regalato i disastri ambientali delle bombe sganciate in decenni di servitù militari, quella che per anni ci ha abbandonato nella lotta agli incendi (ricordate i Canadair che dovevano arrivare da Pisa?), che ci ha generosamente portato una chimica pesante totalmente incontrollata, quella che non ha vigilato su Syndial o Fluorsid, quella che ci ha regalato il disastro ambientale de La Maddalena…
Ecco, questa è la maestà – incarnata dalla sottosegretaria Borletti Buitoni – che oggi ci fa lezioni e tronfiamente dice che l’impugnativa: “è un grido d’allarme, che deve essere raccolto da tutti per il bene della Sardegna e dell’identità italiana”.
Signora Borletti Buitoni, con tutto il rispetto, si risparmi il patriottismo: l’identità italiana è il consumo del suolo indiscriminato e selvaggio. Dunque, se ci dobbiamo migliorare e salvare, è meglio che noi sardi facciamo da soli.
Sardigna no est et no at a essere Italia.

Franciscu Sedda
Segretario nazionale Partito dei sardi

1 comment for “Sulle ultime della signora Borletti Buitoni

  1. Angelo
    7 settembre 2017 at 18:07

    La strada la sta facendo anche per noi la Catalonia i prossimi dovremmo essere noi sardi a indire un referendum x l appunto sardigna no est Italia

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