La vita che pulsa intorno a noi

fiumedi Paolo Maninchedda
Viviamo in un sistema istituzionale e sociale confuso, per cui è meglio astenersi da ogni commento e dare informazioni vere.
Iniziamo con l’Anas.
Il Cipe, come fa ogni anno, ha approvato il Contratto di Programma Anas 2015.
Piaccia o non piaccia (a me non piace neanche un po’) l’Anas vive di una quota della fiscalità generale dello Stato che gli viene trasferita ogni anno. Inoltre, vive delle spese generali faraoniche, il 15%, che applica ai lavori che le vengono affidati.
Quest’anno il Contratto di Programma Anas vale 1,1 miliardo.
Come già aveva annunciato Delrio nella sua visita in Sardegna, il Contratto è interamente dedicato alle manutenzioni straordinarie, cioè, come annunciato dal Ministro in Sardegna, a mettere a posto una rete stradale che giace in molti casi in pessime condizioni.
Al Compartimento Anas della Sardegna sono arrivati nel 2013 e nel 2014 circa 14 milioni di euro per ciascun anno. Nel 2015 ne arrivano 55, il 300% in più. Quando Armani era stato ricevuto dal Presdiente Pigliaru e da me, avevamo richiamato l’Anas a ripristinare le condizioni di percorribilità e sicurezza nelel strade più compromesse. Possiamo essere soddisfatti? Solo in parte.
Infatti l’Anas non ha concordato con la Regione gli interventi da realizzare e quindi, qualora fossero differenti da quelli che noi riteniamo urgenti, non mancheremo di chiedere che vengano cambiati.
Infine, ovviamente, io non vorrei chiedere niente all’Anas (già stiamo bisticciando malamente sul Piano Sulcis) e infatti avevo proposto al Consiglio regionale di ampliare le competenze di Area in modo da precostituire la struttura che ci emanciperebbe dall’Anas. Non ho avuto successo.
Sempre per questioni Anas, nei giorni scorsi ho voluto dar conto ai Comuni della Trexenta del lavoro svolto dalla Regione per l’apertura della SS 128. Ho informato dello stallo provocato dalla ditta Sacramati. Paradossalmente, dopo aver impulsato la conclusione di una vechia questione in cui la Regione era coinvolta poco o nulla, averci messo i soldi necessari alla conclusione e alla messa in sicurezza, aver bandito al gara, sono diventato il bersaglio di dichiarazioni politiche nelle quali si confonde chi ha impulsato i lavori con chi li ha abbandonati, e poi mi si chiede di fatto di non rispettare il codice degli appalti. Boh!

Programmazione infrastrutturale
Il Ministro Delrio ha inviato nei giorni scorsi a tutte le Regioni questa lettera.
In poche parole Delrio dice che è finita l’era della Legge obiettivo e della Struttura di missione ad essa collegata che agiva all’interno del Ministero delle Infrastrutture. Si torna dunque a procedure ordinarie che passano per le direzioni generali del Ministero e, soprattutto, si riprende a dover programmare con serietà prima, e a controllare durante e dopo la realizzazione dell’opera.
Scadenza metà settembre. I fondi di cui Delrio parla sono i Fondi di Sviluppo e Coesione.
Si capisce dalla lettera che varrà più la coerenza della programmazione che la forza della ripartizione per regioni. Quindi bisogna essere capaci e veloci.
Per quel che riguarda la mia competenza, sono molto determinato a proporre che si lavori sulla qualità ambientale: potabilizzazione dell’acqua, depurazione, sostegno alla fruibilità dei nostri ecosistemi, sostegno all’accessibilità delle aree più isolate dell’Isola.
Non abbiamo bisogno di infrastrutture mostruose; abbiamo bisogno di valorizzare il sistema vitale che abbiamo ricevuto in eredità. Faccio un esempio: sono orgoglioso di aver inserito nel Pai i Contratti di fiume; sono grandi occasioni di programmazione di interventi ecosostenibili finalizzati alla tutela del delicato equilibrio delle aree fluviali, ma al tempo stesso all’accessibilità rispettosa della loro ricchezza. Rimango convinto che una rete di sentieri ben fatta, una rete di canali percorribili con le canoe, una rete ciclabile ben assitita, richiamino più turismo, più cultura, più educazione di tanti edifici che non servono a nulla. Poi certo dobbiamo lavorare anche sulle infrastrutture classiche: certo che dobbiamo allargare il ponte di Allai; certo che dobbiamo intervenire sulla tortuosità del percorso della 198 e della Fumosa; certo che dobbiamo manutenere la 129, ma dobbiamo fare ciò che è utile, non ciò che ci riempie gli occhi, ci svuota le tasche e ci devasta il territorio. Abbiamo tante di quelle strade a bassisima percorrenza che potremmo chiuderne alcune e lasciarle all’uso esclusivo delle biciclette: la Gallura dell’interno, per esempio, rinascerebbe tutti i mesi dell’anno. Ma ci sarà modo di parlarne.