La protesta dei pescatori dell’Oristanese: una lezione di dignità

poligono-teuladaLa vicenda dei pescatori dell’Oristanese riporta alla ribalta il tema dei difficili rapporti tra la nostra terra e il governo centrale.
Uno Stato centralista che sui temi “sensibili”  dichiara unilateralmente  di avere l’esclusiva (oggi la Difesa, ma domani la stessa sorte potrebbe toccare all’energia, alla portualità, alle grandi infrastrutture) non può che concepire il confronto come un rapporto tra “impari”, con la supremazia dell’uno verso l’altro e con il disconoscimento dei diritti che stanno alla base della protesta.

La difficoltà nei rapporti sta tutta qui: l’incomunicabilità tra chi ritiene di essere in posizione di supremazia (vocato alla graziosa e cortese elargizione una tantum) e colui che pretende il riconoscimento di un diritto (leso).
Questo è l’approccio governativo rispetto ai temi proposti dai pescatori dell’Oristanese, governo che proprio in queste ore apre la strada ad una ipotesi di indennizzo ma tergiversa sulla richiesta di riperimetrazione del sito.
Noi stiamo dalla parte dei pescatori dell’Oristanese nella difesa del sacrosanto diritto alla ripresa dei loro territori di pesca e al riconoscimento delle loro istanze risarcitorie.
GRUPPO PARTITO DEI SARDI:  Gianfranco Congiu, Augusto Cherchi, Roberto Desini, Piermario Manca.

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