La delegazione del Partito dei Sardi convocata domattina al Palau de la Generalitat de Catalunya

Parte stasera la delegazione del Partito dei Sardi convocata per domattina, sabato 30 settembre, al “Palau de la Generalitat”, il palazzo del Governo catalano, per fare il punto sull’attuazione del referendum d’indipendenza e per definire i compiti che gli osservatori e i visitatori internazionali accreditati dal Governo catalano dovranno svolgere.

Il Partito dei Sardi è particolarmente orgoglioso di poter dare il suo contributo alla riuscita del referendum e poter vivere dal cuore della macchina istituzionale un momento di democrazia e di libertà così alto ed esemplare.
La delegazione del Partito dei Sardi sarà formata dal Segretario Nazionale, Franciscu Sedda, da Gianfranco Congiu, Capogruppo PdS al Parlamento Sardo, Modesto Fenu, Componente del Direttivo Nazionale PdS, e Ornella Demuru, attivista PdS.

Franciscu Sedda, Gianfranco Congiu e Ornella Demuru hanno già partecipato come osservatori internazionali alla Consulta popolare catalana del 25 aprile 2010. Franciscu Sedda, insieme ad altri attivisti PdS, è stato anche osservatore internazionale al Referendum catalano del 9 novembre 2014 dichiarato illegale dallo Stato spagnolo e per cui tutt’oggi vengono perseguiti l’allora Presidente della Generalitat, Artur Mas, e altri alti membri del governo catalano; al contempo il Segretario Nazionale del Partito dei Sardi, insieme a Modesto Fenu e altri attivisti, ha portato avanti il lavoro di relazione con le istituzioni e i partiti per l’autodeterminazione della Corsica; mentre Augusto Cherchi, Pier Mario Manca, Sandro Unali a suo tempo furono presenti al referendum d’indipendenza della Scozia.

È dunque questa esperienza internazionale ed istituzionale che il Partito dei Sardi mette a disposizione del Governo catalano: «Siamo consapevoli – dice Franciscu Sedda – che il nostro ruolo primario è garantire il libero esercizio della democrazia e della volontà popolare; è quello di vigilare che il popolo catalano e ogni singolo cittadino e cittadina possa esprimere la sua volontà liberamente, in modo sicuro e trasparente, qualunque cosa ciascuno decida di votare. Quello che sta succedendo in Catalogna ci insegna che la democrazia è un frutto fragile e prezioso, costantemente sotto minaccia, tanto più quando si salda con l’autodeterminazione, che invece dovrebbe esserne il fondamento. Noi del Partito dei Sardi – continua Sedda – siamo particolarmente orgogliosi di poter dare il nostro contributo e testimoniare al contempo della forte presa di posizione espressa a favore del processo democratico catalano dal Presidente Pigliaru, dal nostro Governo e dal Parlamento Sardo nella sua interezza. Poi certamente, come indipendentisti sardi che da lungo tempo dialogano con l’indipendentismo democratico e progressista catalano – conclude Sedda – speriamo che questo momento di democrazia non solo si svolga in modo regolare, sereno e gioioso ma anche che il risultato sia un Sì all’indipendenza. Una Catalogna che si fa nazione indipendente non solo sarà di stimolo anche per noi ma soprattutto aiuterà i sardi a ricordare che quando Sardegna e Catalogna si scontrarono nel medioevo si trattava di un conflitto fra nazioni, e che così come la nazione catalana è risorta così può risorgere anche la nostra nazione, la Nazione sarda. Insomma, se ieri la Sardegna e la Catalogna si sono scontrate oggi aiutandosi possono – insieme alla Scozia, alla Corsica, ai Paesi Baschi – contribuire alla costruzione di un’Europa nuova fatta di popoli responsabili, di democrazia partecipativa e solidarietà internazionale».

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