Il silenzio dei vigliacchi

Se Tito Boeri dice che “quota 100” (la scelta del governo di mandare in pensione chi raggiunga cifra cento tra anni di contribuzione e età anagrafica) costa 100 miliardi in più di debito, Salvini dice: “Via Boeri dall’Inps“.
Se l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia avvia un procedimento disciplinare contro Rocco Casalino, il portavoce del premier Conte, per le frasi violente usate verso i tecnici del ministero delle Finanze, il Movimento 5 Stelle dice: “Sciogliamo l’Ordine dei Giornalisti“. Se Rocco Casalino dice: “O ci trovano i 10 miliardi del c… per il reddito di cittadinanza, oppure dedicheremo il 2019 a far fuori tutti questi pezzi di m… del ministero dell’Economia“, Lega e Cinquestelle dicono che il portavoce ha ragione e che chi nei ministeri fa di conto, in realtà rema dolosamente contro e quindi va licenziato o messo da parte o, come dicono loro, “fatto fuori”.
Tutto questo è noto. Tutto questo è liberticida, grave, pericoloso, violento.
A me, però, non colpisce che Lega e Cinquestelle svelino la loro natura autoritaria e liberticida. Quando si riceve la Le Pen e Orbàn non si vuole nascondere di stare esattamente da quella parte. Quando, pur di rimanere al potere,  si minacciano i risparmi degli italiani con bilanci di Stato farlocchi   e se gli italiani si dovessero mettere in fila fuori dalle banche per i propri risparmi, si dirà che a minacciarli sono sempre gli altri. Quando si usa l’ignoranza anziché combatterla; quando si usano le piattaforme digitali per manipolare anziché per comunicare, si sta dicendo chiaramente di avere in testa un regime come quello ben descritto dal film “V for Vendetta”, un film nel quale l’arte e l’immaginazione hanno previsto ciò che sta puntualmente accadendo.
Ciò che trovo insopportabile è il grigiore di tanti, di quella maggioranza silenziosa di gente che se non sta benissimo non sta neanche male, che ha un lavoro, un reddito, una funzione, e dunque rischia pochissimo eppure tace, o peggio, discetta in astratto di ciò che sta accadendo, fa  previsioni elettorali da bar dello sport, fa finta che si tratti di un periodo normale, o addirittura, mentendo a se stesso, scommette sul più forte individuandolo a seconda dell’interlocutore. Magistrati, professori, imprenditori, giornalisti, politici, tutti che mi dicono “Ti esponi troppo” e che non capiscono, o non vogliono capire, che è il loro silenzio che rende notevole la mia esposizione. Sono stanco di gente che mi viene a dire che abbiamo ragione a opporci a questa deriva autoritaria, ostile alla libertà umana e alla Nazione Sarda, e poi non si esprime, non combatte, prosegue nella sua comoda vita quotidiana. Questo tipo di uomini sono da sempre i responsabili delle tragedie europee, sono i vigliacchi della storia che sono i veri carnefici degli uomini liberi, costretti ad esporsi oltre ogni misura perché c’è sempre più d’uno che nasconde la verità a se stesso e agli altri.
Personalmente, se non mi contrapponessi, mi sentirei morire in profondità, mi sentirei annichilire spiritualmente. Ma vedere il calcolo prevalere sulla giustizia, mi fa schifo.

Paolo Maninchedda
Segretario nazionale Partito dei Sardi

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