Il Partito dei Sardi ora ci crede: «Creiamo qualcosa di più grande»

Unione-richiamo-fotoAppello di Sedda e Maninchedda per una forza sovranista e unitaria: «Il tempo stringe»

Cosa sarebbe la Sardegna senza questa Giunta? «Dopo cinque anni allo sbaraglio starebbe sprofondando nell’abisso, invece è stata riacchiappata per i capelli. Questo è successo perché nel governo ci siamo noi». “Noi” è il Partito dei Sardi, e chi parla davanti a una platea gremitissima, in un hotel di Cagliari, è il suo segretario Franciscu Sedda. «Abbiamo rimesso l’Isola nelle condizioni di ricominciare», dice aprendo l’assemblea regionale del partito, «ma non basta: vogliamo un’azione più incisiva in termini di sovranità».
I DIRITTI DEI SARDI L’auspicio mira «all’affermazione piena e forte dei diritti della Sardegna». Bisogna andare oltre, « a innantis per governare il presente, verso l’indipendenza». Sinora, continua, «tra il pesce e la canna da pesca, i sardi hanno sempre preferito il pesce. Ebbene, è arrivato il momento di preferire la canna da pesca».
Tradotto: «Non rinunciamo ad avere il potere per ricostruire la Sardegna, per creare e raccogliere la ricchezza vera». Ma a questo non si arriva senza l’Agenzia sarda delle entrate, «che va costituita subito, magari inserita nella legge finanziaria perché si inizi a organizzarla. Questo partito non deve avere paura di diventare più grande di così: più forti siamo noi, più forte è la Sardegna».
UNIRE LE FORZE Da questo concetto riparte il presidente del partito, Paolo Maninchedda, che nel secondo intervento dell’assemblea ringrazia gli ospiti presenti, da Luciano Uras («il senatore del Partito dei Sardi, non solo di Sel») ad Anna Maria Busia (Centro Democratico), Davide Carta (capogruppo Pd a Cagliari), Paolo Zedda (Rossomori) e Gigi Marotto (Sardegna sostenibile e sovrana).
L’assessore ai Lavori pubblici parla a indipendentisti e non: «Mettiamoci assieme, cosa ci divide? Siamo pronti a fare un Partito dei Sardi più grande, pronti a scioglierci in una cosa più grande con tutti i rischi del caso, anche personali. Pronti ad annichilirci per una bandiera più alta. Che ci vuole? Giusto uno slancio affettivo, però facciamolo, il tempo stringe».
Alle amministrative, aggiunge, «siamo pronti a presentarci con liste civiche». Sulla vertenza entrate prende le difese del governatore: «L’opposizione tenta di far apparire un uomo educato, colto ed efficiente come un debole. Ma come si permettono? Pigliaru porta a casa i risultati». E a proposito di risultati, Maninchedda coglie l’occasione per annunciare che la guerra delle dighe tra Enel e Regione va verso una soluzione. «L’Enel ha nominato un advisor per la ricognizione del patrimonio legato alla gestione dell’acqua. Altrettanto farà la Regione. L’obiettivo è arrivare a un accordo. Sicuramente un passo in avanti».
GLI OSPITI Negli interventi successivi, Luciano Uras, Anna Maria Busia e Gigi Marotto fanno sapere al Partito dei Sardi che «noi ci siamo», e di essere interessati, non da oggi, a una forza che unisca tutti in un grande partito della Sardegna.
Roberto Murgia (L’unione Sarda 22 dicembre 2014)

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