Il Partito dei Sardi e l’esempio di Quartu Sant’Elena

di Franciscu Sedda

Il Partito dei Sardi, di concerto con i propri dirigenti e attivisti quartesi, ha scelto di non presentare suoi candidati a Quartu Sant’Elena dove non si sono realizzate le condizioni politiche per un accordo con il candidato sindaco Stefano Delunas.

A Quartu abbiamo provato a contribuire all’alleanza sovranista e di centrosinistra creando una lista comune con SEL e CDS. Come peraltro stiamo facendo a Porto Torres, a Nuoro, a Tempio. Abbiamo provato a farlo anche a Quartu. Lo abbiamo fatto mettendo a disposizione della coalizione progetti e consensi importanti che senza la nostra visione e la nostra credibilità sarebbero andati persi.

Tuttavia, venendo meno allo spirito di reciprocità che deve caratterizzare un’alleanza fra pari il candidato sindaco Delunas – pressato da alcune parti e alcuni partiti della sua coalizione – ha chiesto al Partito dei Sardi di ritirare dei suoi candidati.

Ora il Partito dei Sardi non condivide né accetta l’idea che qualcuno esprima censure politiche in casa altrui, su persone oneste e competenti, che hanno abbracciato i valori politici ed etici di un partito, quale il nostro, che è fra i più selettivi e conseguenti. Come dimostra il nostro codice etico e come dimostrano le nostre azioni.

Il Partito dei Sardi, che mira a unire e includere i sardi in un percorso d’autodeterminazione, fiducioso che dentro ciascuno dei nostri compatrioti alberghi la scintilla dell’indipendenza, si tiene dunque lontano da pratiche di esclusione. Non le pratica, non le pretende ad altri, non le accetta.

Il Partito dei Sardi, a Quartu, come altrove, ha messo a disposizione persone valide e motivate che hanno pubblicamente ribadito il loro impegno con il Partito e per la coalizione. Nondimeno pubblicamente il candidato sindaco Delunas si è detto impossibilitato a firmare l’apparentamento con la nostra lista. A quel punto, per spirito di indipendenza e di dignità, abbiamo deciso di ritirare i nostri candidati e di non partecipare (si badi bene: non di giocare “contro”, magari presentando un proprio sindaco, ma di “non partecipare” alla coalizione). Lasciando a SEL e CDS la libertà di seguirci nella scelta o di fare altrimenti.

Si è detto e si dirà che si trattava di veti tutti riconducibili a conflitti personali quartesi. Certamente c’è anche questo. Ma crediamo anche che tanto il progetto politico condiviso con SEL e CDS, quanto il consenso che questo stava guadagnando quanto il peso che il nostro Partito vi esercitava abbiano spaventato più d’uno.

In ogni caso l’effetto ottenuto è stato esattamente quello di rafforzarci. Come dimostra il fatto che da quel momento a Quartu ha visto crescere ulteriormente i suoi consensi, iniziare una fase di profondo radicamento, di incontri privati e pubblici altamente partecipati in una città in cui anche i partiti più grandi hanno difficoltà a coinvolgere le persone.

Non solo. Importanti parti di classe dirigente sollecitati dal nostro esempio e desiderosi di ritornare a fare politica in modo alto e degno si stanno avvicinando e vogliono lavorare con noi. Ancora una volta l’esempio paga. Il coraggio genera coraggio. La dignità, voglia di agire degnamente. L’indipendenza, indipendentismo.

Perché questo è il punto. Noi vogliamo governare ma non siamo disposti a farlo barattando la nostra dignità. Anche questo, in una politica che ha perso la bussola, divisa fra cinismo del potere fine a se stesso e estremismo purista e inconcludente, è una boccata d’ossigeno e un’occasione di speranza per tanti.

Che fare dunque?

Lavorare.

Lavorare consapevoli della nostra forza.

Lavorare consapevoli che senza le nostre idee, senza la nostra visione, Quartu così come la Sardegna perdono quella spinta al cambiamento concreto che solo il nostro indipendentismo di governo può dare.

E infatti, dispiace constatarlo, a livello apicale, fra tutti i candidati a Sindaco, è evidente l’assenza del nostro stile e della nostra progettualità. È evidente, finora, l’assenza della nostra diversità e del nostro coraggio. Anche nell’affrontare le grandi questioni che attanagliano la città.

Diverso è a livello di lista. Parte di quanto abbiamo elaborato dialogando con gli amici di SEL e CDS è nel patrimonio della lista PiùQuartu. Tuttavia ciò che lì non c’è sono i nostri candidati, i nostri uomini e le nostre donne, i primi portatori delle nostre istanze.

Per questo il Partito dei Sardi, al primo turno, lascerà ai suoi elettori la libertà di scegliere chi e cosa votare. Vedremo in seguito se ci saranno dei segni di ravvedimento, di discontinuità, di condivisione della nostra progettualità e ancor più del nostro stile fatto di inclusività, coraggio, competenza, rispetto reciproco.

Il Partito dei Sardi vuole dimostrare che è possibile, in Sardegna, una politica diversa. Non dichiarandolo. Ma agendo diversamente. Facendo scelte diverse, per quanto difficili. Facendo scelte di cui ci si assume pienamente le responsabilità. Spiegandole in pubblico. Confrontandosi con la gente.

Se tutto ciò è reale – vale a dire ben altro dall’essere puramente possibile – è perché a testimoniare della nostra diversità ci pensano le nostre persone, i nostri attivisti e attiviste, le donne e gli uomini del Partito dei Sardi, che a Quartu Sant’Elena hanno avuto il coraggio di ritirare la propria candidatura pur di affermare il valore della dignità e dell’indipendenza.

Per il loro esempio, denso di future vittorie, il Partito intero non può che ringraziarli.

A innantis!

Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

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