I frutti puri impazziscono

Go crazyIl punto è sempre lo stesso: come si produce il cambiamento. Ovvero come si porta la maggioranza dei sardi, che sono sardi come noi ma non sono indipendentisti, a essere indipendentisti, come lo siamo noi. Per me il primo punto è credere noi nell’indipendenza nazionale della Sardegna. E su questo io temo che molti confondano l’indipendenza con l’isolazionismo, il purismo, la rabbia, l’essere contro il governo italiano di turno. Questo non è indipendentismo. Questo è essere incazzati (e impauriti) non essere indipendentisti. Tant’è che tutto questo incazzo non muove un solo voto verso l’indipendentismo. Altro è essere convinti del proprio ideale indipendentista e per questo non temere di lavorare con altri sardi (altri sardi!), davanti a patti programmatici chiari, per aiutarli a convincersi del fatto che l’indipendentismo ha contenuti rivoluzionari ed ha un cuore talmente grande che li mette a disposizione del governo della Sardegna. Questa è una maniera di dimostrare che possiamo unirci (non ci stiamo sempre lamentando che siamo un popolo disunito?!) ed emanciparci passo dopo passo. Questa strategia produce risultati imperfetti? Certo, ma se sono risultati allora avranno anche del positivo, che va saputo cogliere e rilanciare per avanzare ancora di più nel cambiamento, nell’unità, nella coscienza nazionale, nella volontà d’indipendenza. Questa strategia produce frutti impuri? Bene, risponderemo con un grande poeta: «i frutti puri impazziscono». (E gli esempi a conferma, in Sardegna, in Italia, nel Mondo, purtroppo non mancano).
Meglio un’impurità produttiva che una sterile purezza.
A innantis, fintzas a sa Repùblica de Sardigna!

Franciscu Sedda
Segretario nazionale del Partito dei Sardi

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