Giovedì a Cagliari: primo test di rivolta fiscale. Con un post scriptum per il Qatar

Giovedì prossimo, a Cagliari, in Largo Felice 2, nel Palazzo Civico, facciamo un primo test di mobilitazione urbana contro il fisco italiano ingiusto.
Sappiamo bene che cosa stiamo facendo. Mentre in queste settimane molti soggetti politici cercano il Messia che faccia loro vincere le elezioni, noi continuiamo a preparare un’anima per le prossime elezioni.
Per noi le prossime elezioni sarde sono l’inizio di una pacifica guerra, la prima combattuta dai Sardi per i Sardi. Noi non partecipiamo all’arruolamento nel Centrodestra o nel Centrosinistra o nel Movimento 5 Stelle. Noi proponiamo a tutti i Sardi, qualunque sia la loro militanza attuale, di firmare un patto costituzionale sardo, di produrre l’unità dei Sardi, l’evento stroico più necessario e più inatteso, intorno agli interessi nazionali dei Sardi: poteri, libertà, fisco, trasporti, istruzione, ricerca, cultura ecc.
Noi proponiamo un’alleanza mai vista, oltre gli schemi e le abitudini, un evento storico.
Si inizia col fisco, il tema che in tutto il mondo è sempre stato legato alla libertà, allo sviluppo, alla rappresentanza politica.
Sappiamo quello che stiamo facendo. Tutte le iniziative politiche estive stanno fallendo, a parte quelle organizzate in Gallura da chi ormai parla apertamente di Sardegna e non di partiti.
Sappiamo di rischiare, ma se non si è capaci di fare un piccolo sacrificio a luglio per sentire due parole su ciò che più incide sulla produzione di ricchezza della Sardegna, come si può pensare di iniziare a fare una rivoluzione a febbraio?
Cambiare vuol dire lottare, contro le proprie abitudini e comodità e contro l’inerzia delle circostanze, contro la realtà ricevuta e subita.

Qatar
Appena ho cominciato a criticare duramente il Qatar per ciò che sta facendo alla Sardegna con Air Italy, ho ricevuto più di una critica. Tutti a raccomandarmi il silenzio altrimenti i qatarini se ne andrebbero. Bene, proprio per questi sotterranei ricatti insopportabili, continuo a oppormi e do argomenti a chi non trova il coraggio di combattere.

Un po’ di storia
Air Italy, ex Meridana, nata Alisarda per volontà di Sua Altezza Principe Aga Khan Karim nei primi anni Sessanta a Olbia per collegare col resto del mondo la neonata Costa Smeralda, si è sviluppata in Sardegna fino a diventare il primo vettore privato nazionale.
Olbia prima, tutta la Sardegna dopo, sono stati in quegli anni e fino ai primi anni 2000 il “core business” della compagnia.
Olbia è sempre stata la sede legale e qui ha sempre avuto sede il suo “management” ed i suoi uffici operativi ed amministrativi, oltre che il cuore della manutenzione ed il call center. La manutenzione e gli uffici operativi sono il cuore pulsante della compagnia.
A Olbia e da Olbia si è sempre fatto tutto: la definizione del programma commerciale, le strategie e ancora oggi il controllo operativo di tutti voli della compagnia a livello nazionale, europeo ed intercontinentale (breve/medio/lungo raggio).

Come è organizzata una compagnia aerea
In sintesi il controllo operativo è così organizzato:
l’OCC, Operations Control Center, è l’ente preposto alla gestione operativa del programma commerciale ed è composto analogamente agli OCC di tutte le altre compagnie mondiali, da vari settori:

– Crewing, che si occupa di impiegare e gestire tutto il personale navigante per garantire l’effettuazione dei voli a programma nel pieno rispetto delle leggi, delle stringenti normative di impiego e delle normative di sicurezza, fornendo anche il supporto logistico, in tutto il mondo.
– GOS (Ground Operations Supervision) che coordina l’assistenza commerciale ai passeggeri, le attività di scalo durante i transiti, la gestione dei passeggeri e la loro assistenza in caso di irregolarità in tutti gli scali del network, in tutto il mondo.
– Flight Dispatch, che prepara i piani di volo per tutto il network (compresi i voli di lungo raggio) garantendo la sicurezza volo, il rispetto delle regole del volo, i permessi di sorvolo delle varie nazioni, tutte le informazioni meteorologiche necessarie e garantisce agli equipaggi in servizio, tutti, ovunque siano nel mondo, l’assistenza in tempo reale grazie ai sistemi in dotazione; anche e soprattutto durante l’effettuazione del volo, che stia sorvolando l’Oceano Atlantico o stia raggiungendo il parcheggio a Catania.
– MCC Maintenance Operations Control che coordina tutte le attività di manutenzione degli aeromobili impiegati nello svolgimento dell’attività giornaliera e non, fornendo assistenza e supporto tecnico agli equipaggi ed ai nuclei manutentivi periferici, ovunque nel mondo.
– Coordinamento Operativo è l’ente che coordina le attività di cui sopra e che prende le decisioni in caso di qualsiasi irregolarità confrontandosi con gli enti già elencati e definendo eventuali programmi alternativi per garantire l’effettuazione regolare e puntuale del programma e/o minimizzare l’impatto di una irregolarità limitandone la propagazione.

Tutti questi settori, altamente specializzati, alcuni necessitanti di molti mesi di addestramento in aula e sul posto di lavoro, operano 24 ore su 24, 365 giorni all’anno garantendo il servizio per tutti i voli, su tutti gli scali, ovunque nel mondo.
Tutti gli operatori a Olbia hanno le certificazioni per gestire ben due compagnie aeree.
Questa attività è per definizione svolta dovunque nel mondo “in remoto”. Non potrebbe essere altrimenti: come si potrebbe fare se no a gestire contemporaneamente un problema a New York, uno a Roma, ed uno a Zanzibar! L’OCC è strutturata e pensata per fare esattamente questo.
Questo significa che per gestire i voli in giro per il mondo agli uffici del controllo operativo di una compagnia aerea, basta dare una buona connessione internet, dei pc validi e una buona rete informatica, oltre a del personale altamente qualificato, e questi potrebbero essere collocati anche in cima al Gennargentu, nel Sulcis, a Olbia come nel Sahara!!!

Ovunque nel mondo la sala operativa risiede dove ha sede legale la Compagnia e Meridiana prima ed Air Italy dopo non fanno eccezione. La sede della compagnia non è necessariamente la base più importante del Network. È il suo punto fisso! Dove la Dirigenza dovrebbe essere e dove ha sede Il Certificato di Operatore Aeronautico (COA).
Sono le esigenze di mercato a definire di volta in volta qual è il “core business”. Oggi sembra sia MXP, ieri era Napoli e Roma, prima ancora la Sicilia.
La Sardegna, e Olbia in particolare, per le enormi potenzialità soprattutto nel periodo estivo dove raggiunge picchi di traffico da HUB intercontinentale, ha sempre avuto un ruolo importante. Ma nella lunga storia della compagnia, una delle più longeve a livello Mondiale, non è sempre stato così.
Ma il cuore è sempre stato a Olbia.
In un recente passato da Olbia sono stati gestiti 200 voli al giorno, tutti i giorni, voli nazionali, internazionali e intercontinentali. Per noi è la normalità. Lo è per qualunque OCC di compagnie analoghe.

Come si smonta una compagnia aerea
Da qualche anno però c’è una singolarità: Dopo l’acquisizione di Eurofly nel 2006 (compagnia quotata in borsa, basata a Malpensa, piena di debiti e sull’orlo del fallimento a seguito di scelte manageriali a dir poco discutibili) e ancor peggio a seguito della acquisizione della “vecchia” Airitaly (anche questa piena di debiti) e dell’avvento del suo proprietario Giuseppe Gentile come AD anche di Meridiana, abbiamo assistito al neanche tanto celato tentativo di svuotare Meridiana a favore della propria.
Da allora una parte del management, quello lombardo, per intenderci, che ha i propri uffici ad Olbia nella struttura di proprietà della compagnia, si è visto molto di rado a Olbia, preferendo stare a Milano in uffici in affitto.
I manager ex Meridiana sono via via spariti: fagocitati da quelli Eurofly e Airitaly quelli più incapaci, andati verso altre compagnie aeree quelli più validi.
Quanto sopra per dire che a cercare di vuotare la compagnia e trasferirne i valori a Milano ci hanno già provato più volte anche prima che il Qatar facesse la sua comparsa. Hanno semplicemente tirato fuori dal cassetto lo stesso progetto che nel cassetto a forza era stato riposto già altre volte, grazie anche alla volontà di manager storici di Meridiana, alcuni di loro purtroppo scomparsi.
Dove sta il COA sta la sede, dove sta la sede sta il management, dove sta il management sta l’OCC, dove sta l’OCC sta il cuore della compagnia… è sufficiente leggere questa frase al contrario per capire quale sia il piano del nostro “top management”. E capire cosa ai nuovi partner del Qatar lo stesso “top management” abbia proposto.
Dopo il quasi smantellamento della sala operativa e di tutti i settori di supporto operato da parte del management in questi ultimi anni (cosa che per l’altissimo sentimento di appartenenza e la professionalità dei dipendenti non ha pregiudicato comunque il buon andamento delle operazioni) ora il nostro partner pretende giustamente che la struttura sia rinforzata , sia in termini di impiegati specializzati sia di supporto tecnologico. Questo avverrà comunque. Questo avverrà ovunque verrà collocata la sala operativa ed i settori di supporto. Questo avverrà comunque e ovunque sarà la sede della compagnia.

Le prospettive che ci vogliono rubare
Abbiamo di fronte uno sviluppo impressionante.
Abbiamo di fronte l’obiettivo di diventare la compagnia di riferimento Nazionale Italiana.
Abbiamo l’obiettivo di impiegare 30 aeromobili di ultima generazione (Boeing 787) per il lungo raggio contro i 4 odierni (e vetusti), e 20 aeromobili di ultima generazione (Boeing 737 max, in questi giorni è stato consegnato il secondo esemplare ora in mostra al salone dell’aeronautica di Farnborough) per il corto e medio raggio a sostituire gli 8 odierni.
Abbiamo! Perché questa compagnia l’abbiamo considerata sempre un po’ nostra e della Sardegna. A prescindere dal management.
La Sala Operativa avrà uno sviluppo enorme e passerà nel breve periodo dagli attuali circa 30 impiegati a probabilmente circa 100, ma con ulteriori potenzialità sino a 150 operatori. Senza considerare i settori interni ed esterni all’azienda che vedranno crescite in proporzione. Senza considerare le ricadute sul territorio. Senza considerare le possibilità di sbocco professionale per gli istituti scolastici (l’istituto tecnico aeronautico di Olbia ad esempio rischierebbe nel tempo di scomparire).

La politica nazionale italiana ha curato i propri interessi, il management lombardo i propri, mentre quelli della Sardegna, dei suoi lavoratori e cittadini, il know how nato e cresciuto in casa, l’indotto generato e da generare a più livelli non sono stati salvaguardati da nessuno. Troppo facile dire “abbiamo salvato i posti di lavoro”, se gli stessi posti di lavoro verranno salvaguardati o generati in Lombardia!
Non c’è nessun motivo per trasferire questi dipendenti a Milano, se non nascondere l’obiettivo vero di trasferire tutta la compagnia una volta trasferite le “operazioni”. Questa potrebbe essere solo la prima tranche di trasferimenti a cui ne seguirebbero altre sino al completo svuotamento della struttura.
Il territorio può permettersi questo scippo dopo il prezzo altissimo già pagato negli ultimi anni in termini di cassa integrazione e licenziamenti?
L’accordo quadro stipulato nel 2016 tra la compagnia, il MISE e le varie categorie sindacali è servito solo a rafforzare i rapporti tra lo stato Italiano e il Qatar, non certo a curare gli interessi dei lavoratori e della Sardegna.

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/Accordo.pdf

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/component/content/article?id=2034841:meridiana-sottoscritto-accordo-quadro

Mantenere la sede della Compagnia ad Olbia non pregiudica in nessun modo gli enormi piani di investimento su Milano.
Infrastrutture, numero di voli e passeggeri, servizi su Milano non sarebbero minimamente in discussione. Si investe su Milano perché il management, pressoché lombardo, vede lì oggi il business e trova più comodo spostarsi magari dalla Bocconi a Malpensa piuttosto che da Olbia a Malpensa.
Ma il business è per natura legato al contesto storico, e in campo aeronautico questo cambia in tempi brevi. Domani potrebbe affiancarsi Roma a Milano, o Napoli.
Le logiche commerciali seguono strade che sono differenti da quanto argomentato in questo momento da una parte del management aziendale che vuole mascherare lo scippo di una delle aziende più importanti della Sardegna, l’unica forse adesso che potrebbe finalmente dare ossigeno al territorio, a favore di loro stessi.

Il fondo sovrano del principe Karim Aga Khan ha come mission quella di investire nei luoghi in via di sviluppo o in difficoltà. Purtroppo la Sardegna è da decenni in questa condizione e Aga Khan investendo in Gallura ha creato un modello turistico che, piaccia o non piaccia, ha influenzato a sua volta dal punto di vista socio-economico un po’ tutta la Sardegna e non solo una parte. E allora se ancora Air Italy è controllata al 51% dal principe Aga Khan, perché investire nel luogo più ricco d’Italia e tra i più ricchi d’Europa andando contro i principi che i fondo stesso si è dato? O il 51% è fasullo e chi governa realmente è il Qatar con il 49%, e allora se così fosse bisognerebbe capire quanto questo sia legale e quanto legittimo rispetto in particolare agli accordi USA-Europa sulle lucrose tratte atlantiche, oppure l’Aga Khan ha contraddetto i suoi stessi principi e investire nei paesi in via di sviluppo non è più un suo impegno, o ancora la Sardegna a nostra insaputa è diventata una regione ricca e florida alla stregua della Lombardia, e allora tanto vale restare qui da noi visto che ci sono le strutture di proprietà, il personale altamente qualificato e gli aerei che girano comunque per il mondo.

Perdere Air Italy per la Sardegna vuol dire molto di più di 51 trasferimenti; salvare dal trasferimento il personale della sala operativa come quello del Maintenance vuol dire dimostrare che la Sardegna è unita nel tutelare il suo popolo. Oggi a Olbia, domani ad Ottana, dopodomani nel Sulcis e dovunque sia necessario combattere una battaglia giusta!

Paolo Maninchedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

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