Fra i sardi, con i sardi, per i sardi. Cresciamo nel Parlamento sardo, crescono le sfide per la Sardegna

Destinazione-indipendenza-2Da ieri il Partito dei Sardi ha un gruppo tutto suo all’interno del Parlamento sardo. Si tratta di un passaggio importante che aumenta la nostra libertà d’azione e con essa le responsabilità che ne conseguono.

Siamo pronti a farcene carico. Perché abbiamo preparato questo momento attraverso un lungo lavoro che oggi ci vede più forti nei numeri ma ancor prima in esperienza e capacità d’intervento. Sono dunque certo che Augusto Cherchi, Gianfranco Congiu, Roberto Desini, Pier Mario Manca sapranno rappresentare al meglio le istanze del Partito dei Sardi e della Nazione sarda. A loro va il nostro augurio di buon lavoro – e a Gianfranco Congiu, nuovo capogruppo, un ulteriore augurio per l’importante responsabilità – consapevoli che saremo più forti se ci sosterremo l’uno con l’altro, dentro e fuori il Parlamento sardo.

E proprio da fuori partiamo. Perché dentro il nostro Parlamento la nostra voce deve essere la voce dei sardi – dei loro bisogni e dei loro sogni – amplificata e valorizzata, resa capace di incidere e trasformare la realtà.
Mentre ieri annunciavamo la costituzione del gruppo del Partito dei Sardi i nostri attivisti erano presenti alla manifestazione dei pescatori a Capo Frasca. Domenica saremo a Bonorva, a Mariani, per sostenere un’importante azione di riappropriazione civica del nostro territorio.

A questo serve la nostra crescita nel Parlamento sardo, a tornare con più forza laddove il nostro impegno nasce e trova alimento. Fra i sardi, con i sardi, per i sardi. Per tutti i cittadini e le cittadine di questa terra che non si rassegna né si accontenta. Ma vuole camminare seriamente verso l’indipendenza.

Perché l’indipendenza è mobilitazione di popolo, è costruzione di proposte e azioni capaci di far sentire i sardi capaci di prendersi la responsabilità del proprio futuro. La riduzione delle servitù militari e la contemporanea costruzione di alternative di sviluppo che non lascino nessuno senza lavoro. Il rilancio della pesca su cui abbiamo in questi giorni ottenuto un importante risultato nel nostro Parlamento, avviandoci alla costruzione di una struttura dedicata che ne coordini e rafforzi l’azione. Un nuovo utilizzo degli usi civici, che riparata dalla difesa della legalità e dalla buona amministrazione dei nostri territori. Si tratta di battaglie popolari che meritano un’azione indipendentista seria, credibile, capace di coinvolgere tutti – nessuno escluso – nella costruzione dello Stato sardo. Su questi terreni su cui siamo impegnati, ci impegneremo ancora e con ancor più forza ora che abbiamo il nostro gruppo.

L’approvazione dell’ASE, l’Agenzia Sarda delle Entrate, è per noi la vera chiusura della prima metà del mandato e lo snodo per il rilancio della legislatura.
Da qui partono i due grandi assi della nostra azione futura: il rilancio delle politiche fiscali per produrre ricchezza e lavoro, il rilancio delle politiche per accrescere la coscienza di sovranità dei sardi.

Sulle politiche fiscali mentre apprezziamo il lavoro del Presidente e della Giunta per l’inversione dei flussi e la ridiscussione degli sleali accantonamenti praticati dallo Stato nei confronti della Sardegna ci impegneremo per far entrare nell’agenda di governo l’immediata attivazione dei codici tributo specifici per la Sardegna, per il completamento dell’iter relativo all’attivazione delle zone franche, per la deroga alla normativa UE in materia di aiuti di Stato, che non dovrebbe riguardare un’isola come la Sardegna.

Ancor più fortemente vogliamo rilanciare in modo nuovo, e finalmente vincere, l’annosa partita sulle accise dei prodotti petroliferi.
Vogliamo infine che, di concerto con l’attivazione dell’osservatorio sulla fiscalità previsto nella legge ASE, si inizino politiche fiscali a misura della nostra economia. Dal tema dei trasporti a quello del rilancio dell’agroalimentare, la leva fiscale rimane per noi lo strumento principe di azione economica. Dobbiamo avere il coraggio di mettere in campo fin da oggi le nostre strategie politiche per creare ricchezza e lavoro. Diventare fiscalmente competitivi e attraenti è un passaggio imprescindibile nella costruzione del nostro Stato.

Per quanto riguarda la crescita della coscienza nazionale e dei sardi riteniamo importante l’accoglimento nel documento di rilancio della legislatura del piano straordinario di scavi archeologici e dell’acquisizione dei terreni di Mont’e Prama.
Crediamo tuttavia che questo vada inserito in un piano ancor più ampio che porti in modo organico e strutturato la storia sarda a scuola. La coscienza della nostra storia di nazione è la base imprescindibile per qualunque altra forma di crescita. Se avremo coscienza della nostra storia nazionale, allora avremo coscienza dei nostri diritti civici, linguistici, economici, giuridici.

Contestualmente dobbiamo attivare un’azione per un reale plurilinguismo – sardo, italiano, inglese – dentro le nostre scuole. Anche in tale ottica va riattivato l’Osservatorio per La Lingua Sarda.

Nel mentre lavoreremo, anche a partire dall’Assessorato dei Lavori Pubblici, per il bilinguismo nella cartellonistica stradale.
Vogliamo infine valorizzare i momenti più alti e caratterizzanti della nostra storia a partire dalla Battaglia di Sanluri, vero e proprio momento di unità e sacrificio collettivo, entrato in questi anni nell’immaginario dei sardi, che va trasformata in una grande giornata della memoria nazionale della Sardegna.

Continueremo inoltre a batterci per garantire ai sardi un’offerta di salute di qualità in tutto il nostro territorio nazionale, a partire da quelle zone interne che sono centrali nel documento di rilancio della legislatura.

Così pure continueremo la nostra battaglia per l’Ente pagatore in agricoltura e per la difesa della nostra biodiversità: strumenti fondamentali per difendere e far crescere il mondo agropastorale.

Vogliamo dedicare una particolare attenzione al mondo de su disterru, a tutte le donne e uomini di Sardegna che oggi vivono per il Mondo. Dall’Italia all’Australia i nostri connazionali rappresentano la capacità dei sardi di guadagnarsi da vivere lavorando onestamente, integrandosi ma al contempo continuando ad amare la propria terra. La possibilità che votino alle elezioni sarde è uno dei progetti che abbiamo allo studio e attraverso cui vogliamo renderli protagonisti.

Questo ovviamente porta a ripensare nel suo insieme una legge elettorale diversa, che valorizzi la partecipazione dei più giovani, la rappresentanza di genere, un mandato realmente natzionale, per cui tutti i territori siano rappresentati equamente ma tutti si sentano di lavorare per un’unica Nazione. Siamo pronti a portare le nostre idee all’interno del dibattito su una materia così delicata.

E ancora continueremo a sostenere a modo nostro il lavoro di internazionalizzare la Sardegna, a livello economico ma anche a livello politico. Abbiamo bisogno di una nostra politica estera. Quanto fatto attraverso il protocollo con la Corsica e il lavoro con le Baleari va in questa direzione e va proseguito. Ma noi vogliamo istituzionalizzare anche il confronto con le altre nazioni senza Stato oggi al lavoro in forma democratica e progressista per l’indipendenza, come la Catalogna e la Scozia. Non abbiamo paura di imparare dagli altri. Siamo pronti a tradurre il mondo nel nostro linguaggio.

Infine, il punto conclusivo li riassume. Vogliamo che questa legislatura si caratterizzi per la capacità di superare l’attuale Statuto d’Autonomia e dare ai sardi una vera Carta di Sovranità. Una Carta capace di tutelarci davanti alle scelte dello Stato italiano ma ancor di più capace di farci avanzare verso il nostro Stato. Anche per questo il Partito de Sardi, nella sua attività dentro e fuori il Parlamento sardo, porterà avanti un’iniziativa per la scrittura partecipata di una Costituzione per la futura Repubblica di Sardegna.

Queste e altre iniziative le rilanceremo presto attraverso un’Assemblea Nazionale del Partito. Da lì dovrà emergere con forza il nostro documento programmatico da portare all’attenzione del Governo sardo per definire i contenuti di questa seconda fase della legislatura. Ma ancor di più da lì dovrà iniziare a delinearsi il nostro programma di governo per la Sardegna del prossimo decennio. Continuiamo a crescere uniti nell’idealità e nella concretezza e avremo presto l’occasione per far fare all’autodeterminazione nazionale dei sardi un passo avanti irreversibile e decisivo.

A innantis!

Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

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