Facciamolo noi, facciamolo sardo

Copy-Sardigna-esecdi Franciscu Sedda
Segretario nazionale Partito dei Sardi

Davanti alle vili minacce e ai vigliacchi attentati i nostri amministratori reclamano “la presenza dello Stato”. C’è chi lo vede in tenuta militare, chi vestito da insegnante, chi una specie di datore di lavoro. Ciò che non cambia è l’attesa dello Stato italiano.
Eppure da anni un dato è incontrovertibile. Non solo che lo Stato non torna ma definitivamente smobilita. Aspettarlo, aspettare che ci salvi, equivale ad aspettare Godot, aspettare qualcuno che non arriverà mai. Tocca a noi curare i nostri mali trasformando il tempo dell’attesa nel tempo dell’azione, dando esempi di cooperazione, di convivenza civile, di capacità di mobilitazione. In una parola lavorando insieme, a tutti i livelli e con tutte le energie, a costruire una società più giusta, più coesa, più istruita, più sicura, più ricca di opportunità.
Per questo ai nostri amministratori, a quegli amministratori a cui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza, a quegli amministratori che da anni sono in attesa della “presenza dello Stato” dico: facciamo noi sardi il nostro Stato! Lo faremo prima, lo faremo meglio, e lo faremo sardo.

A innantis…e adiosu a Godot!