Cosa c’entra Giave con la lotta per una fiscalità giusta e sarda

La fiscalità in Sardegna è ingiusta e noi sardi dobbiamo manovrarne le leve per creare una partecipazione fiscale più leggera e ben distribuita, in cui non ci siano né tartassati né imboscati, che consenta invece di produrre più ricchezza ecosostenibile e diffusa. Questo il Partito dei Sardi ha sempre detto e fatto. Lo ha detto denunciando l’omogeneità del regime fiscale interno alla Repubblica italiana a fronte di investimenti infrastrutturali storicamente squilibrati fra Sardegna e Italia. Lo ha fatto portando avanti l’annoso iter di perimetrazione delle zone franche doganali della Sardegna. Lo ha fatto chiedendo nel Parlamento sardo la commissione per le ZES, le zone economiche speciali. Lo ha fatto soprattutto costruendo l’Agenzia Sarda delle Entrate, il passo più decisivo e concreto per poter fare una seria politica fiscale, dato che senza il controllo del salvadanaio, senza sapere da dove entrano e escono i soldi, è impossibile fare vere, innovative, coraggiose politiche fiscali.
Con tutto ciò la vicenda di Giave ha ben poco a che fare. Certo, indica un malcontento generale ma non offre una soluzione concreta. Anzi, fa dimenticare che i 9/10 delle Accise e dell’Iva prodotta in Sardegna vanno ai sardi e dunque, per quanto possa sembrare paradossale, non pagarle non significa fare danno all’Italia ma alla Sardegna. Significa dunque che in Sardegna non sia auspicabile avere zone franche? Certamente no. E i fatti che ho elencato sopra lo dimostrano. Il punto è un altro e molto semplice: a carico di chi le si vuole mettere?
Io sono indipendentista e non voglio assistenzialismo dall’Italia. Dunque non mi interessa chi dietro una qualunque parola d’ordine apparentemente giusta crea nuova dipendenza dallo Stato. Né mi interessa una parola apparentemente giusta che però, magari senza volerlo, dà il via a una guerra fra sardi e sulla pelle della ricchezza dei sardi.
Io sono indipendentista, per cui voglio un fisco giusto a misura dei sardi e della Sardegna.
Io sono indipendentista, per cui sono dell’idea che nella futura Repubblica di Sardegna, che si fonderà su uno spirito solidale, ci possano e debbano essere zone franche interne, mirate, temporanee, per colmare squilibri, per favorire distretti di eccellenze territoriali, per attirare investimenti di qualità e creare nuovo lavoro.
Io sono indipendentista, per cui lavoro già oggi per usare tutti gli spazi a disposizione e per costruire tutte le condizioni perché si possano fare nostre politiche fiscali che alleggeriscano la pressione su chi vuole onestamente e seriamente generare prosperità e lavoro.
Tutto il resto rischia di essere una zappa che i sardi si danno sui piedi. E questo non è indipendentista. E nemmeno furbo.
Franciscu Sedda
Presidente Nazionale Partito dei Sardi

1 comment for “Cosa c’entra Giave con la lotta per una fiscalità giusta e sarda

  1. Marco
    4 gennaio 2018 at 19:18

    Franciscu io apprezzo e stimo il tuo pensiero, ma spesso mi chiedo a chi realmente, pragmaticamente e concretamente ti rivolga.

    Mi spiego meglio perché la mia non vuole essere una critica, ma un consiglio.

    L’efficacia di tuoi interventi come questo potrebbero massimizzarsi esponenzialmente creando lucide (quanto magari complesse nella stesura) spiegazioni del come accise e anche iva ricadono e contribuiscono alle spese nella nostra Isola. Stessa cosa andrebbe fatta illustrando meglio l’iniziativa dell’Agenzia Sarda delle Entrate (che ritengo geniale e fondamentale), così come l’utilità dell’istituzione di zone di favore fiscali o “franche” in determinati territori strategici o afflitti da una depressione guaribile.

    Va cercato un modo per spiegare le cose difficili a tutti per conquistarli con le idee.

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