Comunicato stampa. Parte dal Comune di Sassari una proposta di riforma dell’edilizia residenziale pubblica

logo-pdsmosaUn documento che individua le criticità dell’attuale normativa sull’edilizia residenziale pubblica e indica una strategia per una riforma del servizio, è stato consegnato ieri dal sindaco di Sassari, Nicola Sanna, all’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, nel corso di un incontro tenutosi nella sede sassarese del Partito dei Sardi, in via Bertolinis (piazza Azuni), organizzato dall’associazione Modello Sardegna (MOSA) e dal coordinamento territoriale del partito. Il documento è stato redatto dall’assessorato alle politiche abitative del Comune di Sassari e il suo contenuto è stato illustrato dall’assessore Ottavio Sanna e dal dirigente Mario Mura, nel corso di un incontro a cui ha partecipato anche il direttore generale dell’agenzia AREA, Sebastiano Bitti. La riforma che si propone, hanno spiegato Sanna e Mura, parte da uno studio storico delle politiche legate all’erp dall’inizio del ‘900 e fino ai nostri giorni, soffermandosi sull’inadeguatezza della attuale normativa in vigore, in particolare sulla legge regionale n. 13 del 1989. Questa normativa, è stato detto, è ritagliata su una situazione economico-sociale ormai completamente mutata. In passato, infatti, le case popolari erano ampiamente disponibili per le categorie disagiate e venivano anche assegnate a famiglie numerose monoreddito. Dopo il boom dell’edilizia popolare negli anni Settanta, le nuove costruzioni di alloggi sono via via diminuite e le graduatorie degli aventi diritto si sono allungate a dismisura. Fenomeno che si è accentuato nell’ultimo decennio: a Sassari, la graduatoria aperta nel 2013 vede attualmente circa 1500 aventi diritto in attesa di alloggio, contro gli 850 dei primi anni del 2000. Una nuova legge che detti criteri di carattere generale su come affrontare il problema-casa, hanno spiegato l’assessore Sanna e il dirigente Mura, dovrebbe articolarsi su tre pilastri. La costruzione di nuovi alloggi affiancata da una adeguata regolazione e gestione del patrimonio erp, che individui criteri più rigorosi nella costituzione delle graduatorie e verifichi continuamente il possesso dei requisiti degli aventi diritto. Il sostegno del cittadino disagiato nella locazione privata. La compartecipazione pubblica nelle opere di housing sociale. IL Comune di Sassari, in continuità con la giunta precedente, ha favorito con politiche di agevolazione fiscale la diffusione degli alloggi privati concessi a canone agevolato, passati dai 60 del 2008 agli attuali 800. Negli stessi anni, l’assessorato alle Politiche abitative ha visto però diminuire drasticamente i finanziamenti del fondo sociale statale e quelli della regione per il contributo sociale al canone, questi passati dai circa 1.600 mila € del 2011 ai circa 800 mila attuali. Il sindaco Nicola Sanna, nel corso dell’incontro, ha chiesto espressamente all’assessore Maninchedda che la Regione provveda ad aumentare i fondi per il sostegno ai cittadini in difficoltà che pagano l’affitto.
L’assessore ha assicurato che la Regione farà la sua parte nell’affrontare anche a Sassari l’emergenza abitativa, ma ha anche avvertito che l’attuale giunta intende mettere un freno alle politiche assistenzialiste praticate finora, che hanno sottratto risorse all’economia produttiva. Occorre creare posti di lavoro per consentire ai cittadini di permettersi la casa, ha riassunto l’assessore. La Regione incentiverà l’housing sociale con la compartecipazione al fondo recentemente costituito con istituti privati, ma manterrà la sua presenza nel comitato solo a condizione che il fondo porti a creare condizioni abitative realmente vantaggiose per i cittadini, ha detto Maninchedda. Un altro versante su cui la Regione intende operare è quello dell’utilizzo dei fondi europei per l’edilizia abitativa e per l’efficientamento energetico. Finora sono mancate una pianificazione e una progettazione efficaci in vista della partecipazione ai bandi europei e occorrerebbe un organismo di coordinamento delle iniziative dei diversi enti territoriali. Questo ruolo, secondo Maninchedda, potrebbe essere assunto da una agenzia AREA riformata, che diventi, appunto, “un grande ente di pianificazione e di progetto”. Un quadro della situazione di emergenza abitativa in Sardegna è stato illustrato dal direttore generale di AREA, Sebastiano Bitti, che si è soffermato sulle condizioni estreme del popolo dei senza casa, passato da 219 famiglie nel 1991 a 1739 nell’ultimo censimento del 2011. Un aumento del 794 per cento, contro il 260 per cento del dato nazionale, ha detto Bitti, che fa ripiombare la Sardegna in un disagio simile a quello del dopoguerra, a costituire una emergenza sociale e sanitaria dalla quale nessuno può sentirsi escluso.

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