COMUNICATO su sanità e atti aziendali

Il Partito dei Sardi considera inaccettabile il fatto che proprio nel momento di maggior tensione politica attorno alla definizione del miglior modello di rete ospedaliera per la Sardegna, i direttori generali delle aziende sanitarie sarde (ATS, Aziende Universitarie di Cagliari e Sassari e Brotzu) entrino a gamba tesa dettando, nei loro atti aziendali, una serie di norme attuative ispirate da una visione di rete ospedaliera disarticolata rispetto perfino al modello licenziato dalla competente commissione consiliare.

Ricordiamo che quando le linee guida degli atti aziendali furono sottoposte al parere preventivo della commissione consiliare, noi del Partito dei Sardi chiedemmo al presidente Pigliaru un preciso impegno affinché gli atti attuativi non entrassero in collisione con una rete ospedaliera in via di definizione. Detto impegno fu assunto formalmente.
Ricordiamo ancora che la rete ospedaliera, in quanto atto di programmazione sanitaria in senso stretto, è atto di esclusiva competenza del Parlamento sardo.

Assistiamo, invece, al surrettizio utilizzo, da parte di un organo esecutivo, di atti suoi propri (come gli atti aziendali) espropriando, di fatto, il Parlamento sardo delle sue competenze programmatorie in materia e scegliendo soluzioni francamente incomprensibili.
Ad esempio:
–           Non capiamo perché a Sassari venga spostata la struttura complessa di lungodegenza all’interno di un dipartimento per acuti di area medica. Si tratta di una incongruenza incomprensibile, anche in considerazione del fatto che la lungodegenza di Sassari è l’unico centro della AOU che si occupa anche di riabilitazione.

–           Non è coerente la mancanza della struttura complessa di qualità e Risk management nella AOU di Sassari, magari sotto l’area di coordinamento delle funzioni della direzione sanitaria, che svolga l’importantissimo compito del controllo del miglioramento della qualità e della gestione del rischio clinico (di cui tanto abbiamo bisogno in Sardegna).

–           È incomprensibile la soppressione a Cagliari della struttura complessa di cardio-anestesia (1500 interventi anestesiologici/anno e centro hub e centro di riferimento regionale di cardiochirurgia) e l’istituzione di una struttura semplice dipartimentale all’interno del dipartimento di cardiologia.

–           A fronte della soppressione delle strutture complesse di radiologia e chirurgia negli ospedali periferici non si è pensato alla creazione di una struttura semplice dipartimentale, non si è stata prevista la creazione di una struttura semplice dipartimentale ad Oristano (nel cui ambito ricade Bosa, zona disagiata). Ricordiamo, a questo proposito, che la commissione consiliare aveva già recepito, nella proposta di rete ospedaliera, la nostra idea di istituire, nelle zone disagiate. una SSD di chirurgia che, specie nella fase di transizione verso il nuovo ordinamento, potesse permettere a questi presidi di funzionare in modo opportuno con un responsabile di riferimento.

Questa proposta, nella ASSL di Oristano, si accompagnava alla richiesta di istituzione di una SSD di chirurgia polispecialistica di area vasta che coordinasse l’attività chirurgica polispecialistica di day-week surgery nei tre presidi della ASSL (Oristano, Bosa, Ghilarza), permettendo da un lato di decongestionare il centro di riferimento della piccola chirurgia e dall’altro di continuare a produrre un servizio che ad oggi ha prodotto numeri importanti e servizi di qualità.

–           Uguale considerazione deve essere fatta per la radiologia dei presidi periferici che una SSD permette di coordinare un servizio che consta di due TC, due radiologie tradizionali, due servizi ecografici, due servizi mammografici e una MOC; la mancanza di un responsabile equivarrebbe a mettere in crisi questi servizi territoriali periferici necessari e indispensabili presidi diagnostici dei territori.

–           Altro punto critico evidenziato dall’atto aziendale dell’ATS è la situazione della endoscopia digestiva dell’ASSL di Oristano. A fronte di tre servizi di endoscopia digestiva presenti nella ASSL (Oristano, Ghilarza e Bosa) non si è pensato ad istituire una SSD, istituita, inspiegabilmente a San Gavino.

Ricordiamo che San Gavino, che dista appena 15 minuti da Cagliari, già dispone di un centro che ha una sua Struttura Complessa. Sul punto la commissione consiliare aveva già condiviso la proposta di una SSD (struttura semplice dipartimentale) a Oristano che notoriamente dispone di un centro ben avviato e che lavora già con caratteristiche di strutturata ben organizzata (anche con spazi fisici ben definiti), e che necessità di attività di coordinamento dei tre stabilimenti.

Non si coglie la ratio di una sostanziale supervalutazione di San Gavino che è DEA di I livello in deroga ai requisiti che invece Oristano possiede senza deroghe.

Questa è solo una parte delle incongruenze che emergono dalle disposizioni adottate dai direttori generali e rispetto alle quali non possiamo che richiamare il presidente Pigliaru al rispetto dei patti assunti.

Ci attendiamo, dunque che gli atti aziendali siano dichiarati non conformi, secondo le disposizioni di cui all’art. 9, comma 3, legge regionale n. 10/2016.

Gianfranco Congiu
Capogruppo del Partito dei Sardi

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