COMUNICATO
L’autonomismo è morto.
No al neoregionalismo ad autonomie differenziate per la Sardegna

Cagliari, 28 aprile 2017
COMUNICATO STAMPA
«L’autonomismo è morto. No al neoregionalismo ad autonomie differenziate per la Sardegna»

«Non tutte le forze politiche del Consiglio regionale sono d’accordo con l’idea di neoregionalismo ad autonomie differenziate, per questo chiedo con quale mandato il presidente Ganau abbia sottoscritto ieri un documento di linee guida sulle prospettiva di riforma del regionalismo. Linee guide che nessuno in Consiglio conosce, e che ci avrebbe fatto piacere vedere prima dell’approvazione da parte del Coordinamento dei presidenti delle Assemblee delle Regioni a Statuto speciale; vedere e possibilmente discutere in aula, nel rispetto delle prerogative istituzionali del Consiglio». Così si è espresso questa mattina il presidente del Gruppo consiliare Partito dei Sardi, Gianfranco Congiu, intervenendo nel corso del seminario sull’autonomia che si è svolto nell’aula del Parlamento della Sardegna, a Cagliari.
«Il modello di neoregionalismo a cui sta lavorando il coordinamento dei Presidenti delle assemblee a statuto speciale, ci lascia davvero interdetti. Per più motivi», spiega Gianfranco Congiu. «Per prima cosa non si può non notare che gli stessi attori che pochi mesi fa sostenevano il Sì a un referendum costituzionale su una riforma che, di fatto, comprimeva le autonomie regionali, oggi sono schierati per un rilancio di tali autonomie, quasi indifferenti davanti al palese fallimento di un tale sistema», precisa l’esponente del Partito dei Sardi. «In secondo luogo riteniamo che profetizzare un neoregionalismo ad autonomie differenziate quale opzione unica per risolvere le tensioni legate alla crisi sarebbe un errore per il nostro popolo», continua Congiu. «In Sardegna quasi un secolo di autonomismo ha prodotto una marcata deresponsabilizzazione della classe dirigente, che ha quasi sempre interpretato l’autonomia in termini di rivendicazionismo insensibile alla conquista di nuovi spazi di mediazione politica, culturale, legislativa nel confronto con lo Stato italiano».
Per questi motivi il Partito dei Sardi ritiene impercorribile la strada tracciata da Ganau. «Due giorni di dibattito sul regionalismo hanno consegnato il fallimento del modello statuale, incapace di tracciare la rotta con la UE per abbandonare la deriva monetarista recuperando i valori dello Stato sociale. Pare che l’unico obiettivo italiano sia quello di garantire il pareggio di bilancio al cospetto di una ‘Unione priva di una sua politica di bilancio», spiega ancora Gianfranco Congiu, che conclude rilanciando sull’asse dell’indipendenza: «L’assemblea legislativa sarda ha il dovere di interrogarsi su questi temi e di considerare fino in fondo che il 40 per cento della popolazione sarda vede la indipendenza quale valida opzione per il superamento dell’autonomismo».

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