Coinvolgiamo le istituzioni internazionali, aumentiamo la nostra forza nel processo di smilitarizzazione e valorizzazione culturale della nostra terra

di Franciscu Sedda
Il Partito dei Sardi è convinto che si debba far accedere la questione delle “servitù militari” in Sardegna a livello internazionale. Questo coinvolgimento mira a rafforzare ulteriormente le già forti posizioni prese dal Presidente Francesco Pigliaru nel duro e complesso confronto con lo Stato in materia di dismissioni delle servitù militari. Il governo sardo, con in testa il Presidente Pigliaru, ha preso infatti in questi mesi una posizione chiara e determinata, la più forte mai assunta dalle istituzioni sarde nella ormai quarantennale vertenza in materia di presenza militare fra il popolo sardo e lo Stato italiano; una posizione che solo chi non ama il senso della verità e del rispetto degli altri – valori fondamentali nella costruzione della Repubblica di Sardegna – può negare; una posizione che sta portando ad immediati risultati che, come ribadito dal Presidente, sono solo l’inizio di un percorso che ha bisogno di ogni sostegno.

Per questo come Partito dei Sardi, mentre plaudiamo a quanto fatto dal Presidente Pigliaru, riteniamo che il coinvolgimento di istituzioni terze, come l’Unesco o l’Onu, possa esserci di grande aiuto nello spostare la bilancia dalla parte dei diritti del popolo sardo. Questo coinvolgimento è possibile e i sardi capaci di amare davvero la loro terra lo stanno già promuovendo come dimostra l’incontro ufficiale previsto per giovedì 15 Gennaio presso il Bundestag, il parlamento tedesco, fra la parlamentare del partito Die Linke Inge Hoeger, il Segretario generale dell’Unesco in Germania Roland Bernecker e il rappresentante dell’associazione “Imbassiada Culturale de sa Sardinnia” Pitzente Bianco che da anni svolge un proficuo lavoro di sollecitazione delle istituzioni tedesche circa la situazione sarda, in particolare in materia di servitù militari.

Il Partito dei Sardi, che sostiene l’iniziativa dell’amico Pitzente Bianco, ritiene che la Sardegna con le sue istituzioni debba essere presente a quel tavolo: debba da oggi in poi cercare e ottenere un coinvolgimento internazionale sulla questione della smilitarizzazione della Sardegna.

Secondo il Partito dei Sardi il momento è propizio per attirare l’attenzione e ottenere l’appoggio delle istituzioni e dell’opinione pubblica internazionale, vale a dire di quelle istituzioni e quell’opinione pubblica che sanno della bellezza della Sardegna e hanno più volte legittimato in forma ufficiale il valore della nostra cultura e del nostro patrimonio archeologico. Bisogna far sapere oltre i confini dello Stato italiano che la nostra salute, il nostro ambiente, il nostro patrimonio sono a rischio. Il patrimonio culturale nuragico, riconosciuto attraverso Su Nuraxi di Barumini come patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco, è già stato offeso nelle zone di esercitazioni militari. E continua a essere in pericolo. E con esso tutto il patrimonio di stratificazioni culturali, di incontri mediterranei, che l’Unesco aveva fortemente valorizzato patrocinando a Parigi, in Sardegna e in Italia la mostra Atlantikà e che ha proprio nel Golfo di Oristano uno dei suoi epicentri.

Per il Partito dei Sardi bisogna fare in modo che le istituzioni internazionali, in primis quelle culturali, sentano che una parte del patrimonio dell’umanità è minacciata, che la presenza militare in Sardegna, oltre ad essere illegale rispetto alle stesse leggi italiane, è incompatibile con la nostra volontà di valorizzare pienamente il nostro patrimonio culturale e il territorio che lo ospita. Il Golfo di Oristano, e i territori che vi si affacciano, sono in tal senso emblematici: vedono la contemporanea presenza di Capo Frasca, dei bombardamenti, delle distruzioni, degli incendi fuori controllo (che solo noi sardi con le nostre forze abbiamo avuto cura di spegnere) e di Tharros, di Neapolis e soprattutto dei Giganti di Mont’e Prama. Anche per questo abbiamo sollevato in questi giorni l’esigenza di un riconoscimento dei Giganti come Patrimonio dell’Umanità e già giovedì, anche grazie all’appoggio alla nostra iniziativa da parte dell’Imbassiada e di Pitzente Bianco, faremo presente la nostra volontà al Segretario Generale dell’Unesco in Germania, dott. Bernecker. Ogni forma di aumento della tutela del nostro patrimonio è anche un modo per diminuire la forza della presenza militare – su cui, ricordiamolo, in questo momento non abbiamo alcuna sovranità come sardi – e per far capire quale è il futuro che stiamo scegliendo per il nostro territorio, il nostro popolo, la nostra Nazione. Per questo chiediamo ad altre voci sensibili ed autorevoli di schierarsi al nostro fianco. Se allo Stato italiano non risulta ancora chiara la nostra volontà, quella istituzionale e quella di popolo, allora il coinvolgimento e il sostegno internazionale ci aiuteranno a fare in modo che la nostra voce venga udita più forte e la nostra volontà di smilitarizzazione e cambiamento si affermi in modo completo e definitivo.

Il risultato storico di una smilitarizzazione attesa da anni è sempre più vicino. Solo oggi, con un Presidente autorevole, una maggioranza coesa sull’obbiettivo e l’indipendentismo sempre più forte al governo e nella società, è possibile raggiungerlo.

A innantis, su Presidente! A innantis, Sardigna!

Franciscu Sedda

Segretario Nazionale Partito dei Sardi

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