Ciò che i 5Stelle sardi hanno detto ma che non vorrebbero che voi sapeste

Le dichiarazione fatte ieri da Mario Puddu, incaricato di coordinare la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle in Sardegna, sono rivelatorie. A margine di un’assemblea Puddu ha infatti dichiarato al TG la disponibilità del M5S ad aprire ad alleanze con, riporto a memoria, «i movimenti autonomisti – o indipendentisti, che poi è la stessa cosa visto che gli obbiettivi sono gli stessi – esclusi quelli che hanno governato con PD e PDL».

È una presa di posizione che fornisce un involontario sostegno a quanto noi indipendentisti del Partito dei Sardi diciamo da tempo: senza volerlo, infatti, Puddu dice tre cose importanti, che ovviamente il Movimento 5Stelle non vorrebbe che si sapessero.

La prima cosa è che il M5S ha ben chiaro che in Sardegna, alle elezioni sarde, non è in grado di vincere da solo. Anzi, il rischio concreto è che alle elezioni sarde, usciti dalle logiche del voto italiano e all’italiana, si evidenzi la debolezza del radicamento territoriale e della politica dei 5Stelle in Sardegna e per la Sardegna, la sua assenza dal dibattito e dalle proposte su quasi tutti i temi della politica sarda.

La seconda cosa che i 5Stelle dicono senza poterla ammettere è che si conferma quanto abbiamo detto al Congresso Nazionale del Partito dei Sardi: l’indipendentismo è l’attore centrale del panorama politico sardo. Ciò che tutti cercano e blandiscono per poter ambire alla credibilità e alla vittoria. Qui va dato atto ai 5Stelle di una ormai comprovata scaltrezza rispetto al PD: Puddu ha evidentemente le idee confuse su autonomismo e indipendentismo tanto quanto ce le ha Fassino ma nella confusione capisce che dire la parola “indipendentisti” invece che nasconderla o dimenticarla apre il campo e allarga lo spazio di manovra politica.

La terza ammissione involontaria è che i 5Stelle aprono solo agli indipendentisti che non possono pretendere alcuna leadership. I 5Stelle aprono a chi può soltanto accodarsi e portare acqua ad una loro candidatura alla Presidenza della Sardegna.

E invece l’indipendentismo oggi deve avere la forza di prendere la guida della Sardegna, deve avere la forza di non lasciarla né ai 5Stelle, né al PD, né al PDL. Sono i sardi che hanno in testa e nel cuore solo la Sardegna che devono guidare il prossimo governo sardo. E sono i partiti italiani – si chiamino 5Stelle, PD o PDL – che devono mettersi a disposizione di un progetto realmente nuovo e finalmente sardo.

L’indipendentismo ha dunque la palla in mano. Probabilmente non è ancora nelle condizione di vincere da solo la partita elettorale ma se, come propone il Partito dei Sardi, saprà trovare una ragionevole unità interna attraverso la condivisione di obbiettivi di medio periodo e poi la metterà sul tavolo di una trattativa che chiama altri sardi non indipendentisti alla “convergenza nazionale” allora potremmo davvero essere vicini ad avere un governo sardo a guida indipendentista.

Franciscu Sedda
Presidente Nazionale Partito dei Sardi

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