C’è roba da leggere. Il cervello vagazzo e Jannacci

jannaccidi Paolo Maninchedda
Letture L’Autorità di Bacino della Sardegna è un’istituzione sconosciuta che fa cose importante per i sardi. Il 14 dicembre scorso ha adottato importanti delibere che è bene che ciascuno guardi, perché si tratta dell’avvio di un aggiornamento della Pianificazione del Distretto, sulle alluvioni, sulle strutture scolastiche a rischio, sui piani comunali di protezione civile, sugli attraversamenti in alveo, sui canali tombati, cui entro il 31 dicembre del 2015 mi auguro possano concorrere i cittadini e i Comuni della Sardegna. Leggete e guardate le carte: sapere è il miglior modo di prevenire. Trovate tutto qui al primo punto. Questo è il modo migliore di lavorare: conoscere, pianificare, programmare e eseguire. Tutto questo avviene in silenzio. Ovviamente gli organi di informazione, giacché la materia non è risolvibile in una battuta, non curano questo tipo di comunicazione né apprezzano il lavoro che c’è dietro. Ma per me, per esempio, cominciare ad avere uno straccio di documentazione sui canali tombati (hanno risposto circa un centinaio di Comuni) è un importante punto di partenza per rimediare agli errori del passato, non cercando colpevoli ma risolvendo i problemi dopo averli correttamente indagati. Piccole soddisfazioni da moralità antica, quella del lavoro.

Jannacci Mentre un assessore lavora, viene costantemente punto dalle iniziative di chi pensa che chi esercita potere debba essere stimolato non con le proposte e le critiche (ben vengano) ma con le provocazioni. Se io sto sulla punta del naso a qualcuno, che possibilità ho di trovare argomenti per le mie ragioni? L’antipatia è un fatto irrazionale, e naturale insieme, che non ha antidoti naturali. Bisogna rassegnarsi a che l’ ‘antipante’ dica sempre che l’antipatico è una testa di spillo. Un tempo esisteva una trasmissione pseudo-politica che si intitolava “Se mai ti pungesse vaghezza“. Antonello Soro, cui facevo allora il ghost writer, andò in trasmissione a parlare di politica e il conduttore, cui lui non era simpatico,  gli chiese se avesse mai tradito la moglie. Antonello, al quale – se tradisse la moglie – verrebbe una psoriasi diffusa peggiore di quella che colpì Gianvalerio quando – da solo – faceva il Piano Paesaggistico, rispose sinceramente di no, ma ci rimase male e, uscito dalla trasmissione, mi disse: «Non di vaghezza si parlava, ma di vagazzo». Ecco, il cervello-vagazzo esiste, bisogna prenderne atto.  Che fare?
Mi sono zaccato (come direbbe un mio amico assessore) un bel “E quelli che….” di Jannacci e l’ho cantata con mia figlia piccola. La prima strofa la conosco a memoria:
Quelli che cantano dentro nei dischi perché ci hanno i figli da mantenere, oh yeh!
Quelli che da tre anni fanno un lavoro d’equipe convinti d’essere stati assunti da un’altra ditta, oh yeh!
Quelli che fanno un mestiere come un altro.
Quelli che accendono un cero alla Madonna perché hanno il nipote che sta morendo, oh yeh!
Quelli che di mestiere ti spengono il cero, oh yeh no!
Quelli che Mussolini è dentro di noi, oh yeh!
Quelli che votano a destra perché Almirante sparla bene, oh yeh!
Quelli che votano a destra perché hanno paura dei ladri, oh yeh!
Quelli che votano scheda bianca per non sporcare, oh yeh!

1 comment for “C’è roba da leggere. Il cervello vagazzo e Jannacci

  1. marco maria cocco
    23 Dicembre 2014 at 11:00

    Plan, Do, Check, Act: implementazione del ciclo di Deming.
    Finalmente, dopo decenni di disorientamento, la Total Quality Management entra nella politica attiva e fattiva della Sardegna con un Assessore esperto.
    Che questo modo di lavorare coinvolga anche altre persone che detengono potere politico decisionale.

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