Politica

Un accordo in ginocchio e la salute non tutelata. Gian Piero Scanu e l’asteismo

Continuiamo a giudicare molto negativamente l’intenzione della Giunta sarda di firmare l’Accordo sulle servitù militari predisposto disgraziatamente e in modo segreto e disgraziato con il Ministero della difesa.
Oltre agli aspetti di imbarazzante subordinazione psicologica che l’Accordo rivela nei presupposti e nei risultati voluti dalla Giunta, c’è un punto gravissimo che non può essere taciuto: il totale silenzio sulla bonifica dei poligoni, sulla accertata pericolosità dei materiali utilizzati, sui 25.000 colpi sparati a Teulada.
È scandaloso che nell’accordo tra la Sardegna e il Ministero della Difesa non venga mai citata la relazione della Commissione Scanu.
È scandaloso che non si parli di riduzione dell’estensione dei poligoni.
È scandaloso che non si parli di salute e di bonifiche.
È un accordo che fa male alla storia.

Non abbiamo votato l’Accordo sulle servitù militari perché è pessimo

Questa è la bozza del documento proposto all’approvazione del Direttivo Nazionale del Partito dei Sardi.
Consideriamo, per le ragioni illustrate nel documento, l’Accordo sulle servitù militari tra la Giunta Sarda e il Governo italiano un pessimo episodio di subordinazione politica da cui prendiamo con serenità le distanze: prevalentemente per concessioni già concesse nei precedenti accordi, e comunque attualmente solo promesse e molto condizionate, si è dimenticata la storia, la salute dei sardi, l’autorevolezza delle istituzioni.

Chiamiamo le cose con il loro nome: colonizzazione

È curioso che a questo punto del dibattito nessuno abbia pronunciato la parola che più di altre rappresenta ciò che è accaduto e che accade in Sardegna da oltre 40 anni: la colonizzazione di un territorio.
Nel 1956 la Sardegna non solo è stata occupata militarmente, non solo ampi spazi del suo territorio sono stato sottratti alla sua sovranità: tutto ciò è avvenuto con la contestuale privazione dei diritti e la marginalizzazione delle sue comunità…

Perché non voteremo mai il nuovo accordo sulle servitù militari

Leggo che il Presidente della Regione considera profondamente sbagliata la posizione del Partito dei Sardi sulle Servitù Militari.
Noi consideriamo preliminarmente sbagliato che si eleborino accordi strategici in gran segreto, li si illustri, senza consegnare i testi, dieci giorni fa, e solo dopo reiterate insistenze si rendano disponibili i testi solo a partire da venerdì scorso.
Noi consideriamo preliminarmente sbagliato un metodo, erroneamente ripetuto in questa legislatura, di produrre scelte strategiche sempre con tempistiche drammatizzate dell’ultimo minuto e sempre sul confine ‘prendere o lasciare’. Noi vogliamo difendere gli interessi legittimi della Nazione Sarda come avviene tra persone civili, cioè coi tempi del confronto e del ragionamento.
La bozza di accordo tra la Regione Sarda e il Ministero della Difesa non verrà mai votata dal Partito dei Sardi.(…)

Nessun colloquio con Fassino

Leggo sul giornale di un imminente colloquio tra me e Fassino. Non ne ho alcun sentore.
Parlo spesso con Giuseppe Luigi Cucca, segretario del Pd della Sardegna, perché siamo amici e perché abbiamo la testa sul collo. Ma di Fassino ho squilli di tromba da almeno un mese ma niente di concreto all’orizzonte.
Tuttavia non vorrei che si diffondesse un’immagine sbagliata della nostra posizione politica: il Partito dei Sardi non sta aspettando nessuno. La legge elettorale non è stata fatta per garantire un governo, è stata fatta per garantire la rappresentanza ad alcuni e negarla ad altri. È una legge all’italiana: quando non si può vincere, si trucca la partita. Tra le vittime designate vi è la Nazione Sarda, impossibilitata a rappresentare unitariamente e complessivamente i suoi interessi legittimi.
Noi, per reagire a questo stato di cose, abbiamo proposto una Convergenza nazionale dei sardi sui propri interessi…

Bisogna chiedere le dimissioni del Presidente dell’Anas

L’onorevole Roberto Giachetti non è un parlamentare qualunque o un qualunque parlamentare; è il vicepresidente della Camera dei deputati della Repubblica Italiana, nonché il candidato sindaco del PD alle ultime elezioni amministrative di Roma, ma anche conoscitore delle questioni dell’amministrazione giudiziaria della Sardegna.
Sicuramente sollecitato da suoi amici o conoscenti galluresi ha presentato il 6 novembre questa interrogazione al Ministro Delrio sui vergognosi ritardi dell’Anas nel ripristino della Strada Provinciale 38 della Gallura, laddove si consumò la tragedia di Monte Pino.
La risposta del Governo è affidata alla firma del Sottosegretario di Stato Nencini (e alla sola firma, perché sono sicuro che se venisse intervistato su due piedi sull’interrogazione Giachetti, non ricorderebbe di averla firmata) ed è questa.
Che cosa dice il Sottosegretario: …

Un’occasione per l’autonomia energetica della Sardegna

I dati sulle domande presentate dicono che avevo ragione: circa 200 domande presentate. Richieste totali pervenute sulla misura dell’efficientamento energetico (Misura 4.1.1.) per circa 70 milioni e 30 milioni invece sulle reti (Misura 4.3.1). Invece le risorse stanziate, con grande scetticismo degli esperti del Por sulla reale possibilità di impegnare e spendere queste risorse, sono 18 milioni sull’efficientamento e 26 sulle reti. Accertato che avevamo ragione a chiedere una forte incentivazione dell’efficientamento energetico, adesso che il bando si è rivelato vincente anche nel chiamare capitale privato, ci auguriamo che la Giunta voglia stanziare le risorse per coprire interamente il fabbisogno. Sono soldi ben spesi, fanno risparmiare sulla spesa corrente, muovono investimenti e lavoro e, soprattutto, rendono la Sardegna energicamente più autosufficiente e ecosostenibile.

No a furbe ipocrisie, sì alla doppia preferenza di genere. La posizione del Partito dei Sardi

di Franciscu Sedda
Il Partito dei Sardi ha difeso l’esigenza della doppia preferenza di genere quando i partiti maggiori nicchiavano nella speranza che una nuova legislatura passasse senza che nulla venisse fatto. Il Partito dei Sardi ha lavorato in commissione perché il testo condiviso e concordato fosse aderente a quanto proposto dai Comitati che si sono lungamente battuti per la doppia preferenza di genere.

Poi, in aula, è iniziato il valzer dell’ipocrisia. Con un emendamento-truffa non solo si è stracciato l’accordo raggiunto in commissione ma si è prodotto un caos funzionale a mettere a rischio la doppia preferenza di genere. Il Partito dei Sardi a questi giochi non ci sta. Non solo non ci piace il rigurgito maschilista…

L’intervento di Gianfranco Congiu alla seduta dedicata alla violenza di genere

Sono qui per apporre formalmente la mia firma e quella di tutto il Gruppo del Partito dei Sardi alla mozione in discussione. Siamo tutti particolarmente grati per l’impegno profuso dalle colleghe e per aver ricordato con la mozione quello che costituisce un patrimonio politico di tutto il Parlamento Sardo in questa legislatura, un patrimonio politico che si è trasfuso formalmente nel dettato normativo dell’ultima legge di stabilità con la quale abbiamo istituito, penso tra i primi anche rispetto alle regioni italiane, gli osservatori e i capitoli specifici dedicati all’assistenza degli orfani vittime di violenza di genere. Abbiamo così dimostrato non solo con la retorica delle parole ma con la logica e con la coerenza dei fatti, che questa legislatura caratterizza il suo impegno sociale marcando un punto decisivo sulla lotta alla violenza di genere.
Noi ci siamo e siamo qua in seduta formale…

Un’Europa con più stati. Perché no?

Si riporta la versione integrale dell’intervento di Franciscu Sedda per il quotidiano Sardinia Post. Il dibattito nasce dalla circolazione di una mappa dell’Europa con nuovi stati premiata dal sito Reddit come “mappa del mese” e rilanciata dal sito Linkiesta.

Sui social ultimamente appaiono spesso di queste mappe in cui si vede un’Europa con più Stati di quelli attuali. Segno che il tema delle nuove indipendenze è popolare e fa discutere.
Quella rilanciata da Linkiesta mi pare particolarmente generosa oltre che confusionaria. Mischia nazioni storiche impegnate da lungo tempo nella costruzione di Stati indipendenti, regioni che usano retoriche “secessioniste” per pure questioni economiche, altri territori che nemmeno pongono il tema dell’indipendenza.

Alghero. Assemblea cittadina del 24 agosto

Il 24 agosto si è tenuta ad Alghero l’Assemblea degli iscritti del Partito dei Sardi, alla quale ha partecipato anche Roberto Tramaloni, Consigliere del Comune di Cagliari. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per un confronto tra gli amministratori di Cagliari e Alghero, due città diverse ma con molti elementi in comune. Roberto Tramaloni e Gavino Tanchis si sono confrontati con i numerosi tesserati per fare il punto sulle esperienze di governo, stabilire uno stretto legame tra le due città e trarre spunto per nuove iniziative e nuovi progetti su aspetti d’interesse comune.

L’Assemblea, al termine

Una sanità pubblica di qualità per tutti in tutta la Nazione Sarda

di Franciscu Sedda
Oggi in conferenza stampa abbiamo presentato i nostri emendamenti alla proposta di rete ospedaliera, argomentati con precisione e competenza da Gianfranco Congiu, Augusto Cherchi, Roberto Desini e Sandro Unali. Questa la sintesi del mio intervento politico di chiusura.
«Lo voglio dire con chiarezza: è tempo che la maggioranza si fidi e si lasci guidare dal Partito dei Sardi.
In sanità siamo stati i primi a sottolineare criticità che col tempo sono diventate sentimento comune; che agitano molta parte della nostra gente; che oggi portano anche chi nella maggioranza ci trattava come infidi rompiscatole a tentennamenti, rinvii e tensioni interne.
Ebbene, così come abbiamo saputo vedere in anticipo le criticità abbiamo sempre saputo indicare per primi le soluzioni – e l’altissima qualità degli interventi che mi hanno preceduto lo dimostrano. Soluzioni di sistema, di rete, di equità, di coesione sociale; soluzioni per difendere e sviluppare una sanità pubblica di qualità per tutti i sardi e in tutti i territori della Nazione Sarda.

Mettiamoci alla pari. Se ne abbiamo il coraggio.

di Franciscu Sedda
Se fosse per me il prossimo Parlamento Sardo dovrebbe essere di diritto composto dal 50% di donne e il 50% di uomini. Dovremmo farlo, almeno per una legislatura, per fare un gesto che ci aiuti a rimetterci in pari con la storia. Che possa rimetterci su una via condivisa che ci consenta di raddrizzare le storture millenarie di una società (quella sarda compresa) che comunque la rigiriamo è stata ed è maschile e, purtroppo, troppo spesso, maschilista.
Per me, dovremmo farlo. Per dare un gesto, concreto e istituzionale al contempo, di cosa significa per noi costruire una società sarda giusta, a misura delle donne, dei bambini, delle famiglie, di tutti noi.

“Lettera aperta” al Presidente Francesco Pigliaru

Franciscu Sedda
Qui di seguito la mia “Lettera aperta” al Presidente Francesco Pigliaru

Caro Presidente,
innanzitutto ci tengo ad esprimerti le felicitazioni mie e del Partito dei Sardi per il tuo ritorno in forze e alla piena operatività.
Ti scrivo perché leggo sui giornali di tue imminenti decisioni in merito alla nuova composizione della Giunta e al rilancio dell’azione di governo.
Immagino che non sia così e sono certo che hai già in mente di convocare i singoli partiti per spiegare le tue ipotesi e progetti.

A Sinnai il nuovo avamposto del Partito dei Sardi

Franciscu Sedda e Modesto Fenu per presentare la nuova sezione con la segretaria Simona Deiana: «Tradizione e innovazione per lo sviluppo del paese».

Sinnai, 11 giugno 2016 – Dalla pineta di Sinnai parte la nuova sfida del Partito dei Sardi. La valorizzazione dell’identità culturale che si mescola alle opportunità di lavoro per i giovani, con l’accento puntato sull’innovazione e lo sviluppo. Il battesimo della nuova sezione degli indipendentisti rappresenta l’occasione per tratteggiare un progetto politico ambizioso.

La battaglia continua, il destino si conquista

di Franciscu Sedda
Il destino è davvero avverso solo a chi dimentica la storia, a chi dimentica il desiderio di libertà. Noi ricordiamo. Noi siamo qui, a continuare quella battaglia e portarla finalmente alla vittoria. Noi siamo qui per conquistare il nostro destino: sa Repùblica de Sardigna.
A innantis!