Politica

Zona franca: perché non basta

Ormai è una costante: ogni volta che si avvicinano le scadenze elettorali, la zona franca ritorna di moda.
Personalmente sono stato tra i primi che se ne sono occupati e da assessore ho contribuito non poco a finanziare le opere della perimetrazione di quella di Cagliari.
Detto questo, bisogna avere il coraggio anche in campagna elettorale di dire sempre la verità, non come sta accadendo in Italia con sparate veramente ridicole e pericolose pur di intercettare il pubblico delle fake news.
La Zona franca è un nome sbagliato per un bisogno giusto.
Il bisogno giusto è questo…

Obiezione di coscienza nazionale della Sardegna

Ieri, in una delle giornate più belle e difficili per il Partito dei Sardi (questo il documento approvato), ho usato questa espressione: obiezione di coscienza nazionale della Sardegna.
L’obiezione di coscienza scatta quando le norme costringono a fare ciò che la coscienza non può accettare.
La legge elettorale italiana impone…

Il Documento Politico approvato dal Direttivo Nazionale

Il Direttivo Nazionale del Partito dei Sardi ribadisce i contenuti del proprio documento del 4 gennaio u.s. e riafferma che essi sono rivolti a tutte le forze democratiche, non violente e non razziste che vogliano concorrere a un mutamento storico profondo del sistema politico sardo, capace di ridurne la frammentazione, le paure, i personalismi e di aumentare, con una nuova coscienza collettiva e una nuova cultura di governo, i poteri, la libertà e i diritti del nostro popolo così come la produzione di capacità, lavoro e ricchezza sostenibile e diffusa per la nostra gente…

Attendiamo carte

Sia detto senza offesa per nessuno, ma oggi dalla lettura dei giornali si capisce per chi tifano i giornalisti ma non si capisce praticamente nulla di ciò che è realmente accaduto ieri nella riunione della Direzione del Pd.
Noi del Partito dei Sardi, che non abbiamo posto diktat a nessuno e non intendiamo né porne né riceverne, abbiamo varato un documento dopo ripetuti contatti voluti dai vertici del Pd. Poiché il momento è di quelli che segnano la storia, chiediamo cortesemente che ci si risponda con un altro scritto, sia che si tratti di un documento che di una mail riassuntiva della posizione condivisa dall’organo del Pd. Nei momenti delicati occorre non fraintendersi e io stesso non posso ripresentarmi al Direttivo Nazionale senza una notifica scritta ed ufficiale della posizione del Pd.

Il Documento del Direttivo Nazionale del Partito dei Sardi

Il Direttivo Nazionale del Partito dei Sardi:
– ribadita la disponibilità del Partito dei Sardi al dialogo con tutte le forze politiche presenti in Sardegna, eccetto quelle che esprimono posizioni razziste o violente;
– censurata la natura antidemocratica della legge elettorale italiana che rende impossibile l’elezione per i partiti sardi che si presentassero da soli alle imminenti elezioni italiane nei collegi proporzionali;
– confermata la volontà di lavorare, anche nell’occasione delle elezioni italiane, per ricomporre le fratture che tengono disunito il popolo sardo (rendendolo meno forte davanti allo Stato italiano) ed evitare che se ne generino di nuove proprio durante e per la competizione elettorale;
– ribadita l’esigenza di difendere e valorizzare l’esperienza di un indipendentismo di governo capace di dare risposte concrete alla attese di serenità, prosperità e libertà dei sardi, in modo da educare alla responsabilità, rafforzare la fiducia nelle proprie capacità e combattere la pedagogia della ‘paura del futuro’ che porta alla consegna di sé a chi si ritiene più forte e più capace;
– desideroso, come sancito dal Congresso Nazionale, di aprire orizzonti di “convergenza nazionale” fra i sardi per le prossime elezioni sarde, costruendo un percorso graduale e legale di aumento delle libertà, dei poteri, dei diritti e della ricchezza della Sardegna e dei Sardi, sottoscrivibile da forze sia indipendentiste, che autonomiste, democratiche e liberali;

La democrazia digitale diretta: fine della segretezza del voto

Il 21 dicembre il Garante della Privacy ha emesso questo provvedimento relativo ai siti del Movimento 5 Stelle. Precisato che il provvedimento parte dalla violazione da parte di hacker dei siti del Movimento e quindi si muove per tutelare i dati delle persone che avevano aderito alla piattaforma del Movimento, ciò che a noi più interessa è che l’indagine ha rivelato un fatto che anche intuitivamente poteva essere comunque già immaginato: la conoscenza da parte del gestore delle opzioni di voto degli iscritti espresse durante le consultazioni promosse in rete. Questo il testo della parte rilevante

Due parole a Gentiloni

Ieri il Primo Ministro italiano Paolo Gentiloni ha voluto rimarcare di essere ‘nel pieno dei suoi poteri’. Oggi Claudio Martelli sul Messaggero ci ricorda che il pacioso Gentiloni è un immagine buona per i creduloni e titola il suo pezzo: “Paolo il freddo”.
Se il Governo italiano è nel pieno dei suoi poteri c’è una cosa da fare subito.
Dall’estate 2015 il Governo italiano è in possesso del report, elaborato dalla Giunta sulla base degli studi del Crenos, sui costi dell’insularità e sulla possibilità di aprire…

Ci interessa sapere e saper fare

Oggi il ministro italiano Calenda viene intervistato dalla Nuova Sardegna e fa l’elogio dell’industria 4.0, cioè dell’industria pulita, ecosostenibile, con rilevante e stabile impatto occupazionale, alta produttività e buoni margini. Ovviamente dice anche che tutto questo non solo è possibile in Sardegna ma che è anche già in corso, giacché sarebbe in funzione a Porto Torres e a Portovesme.
Chi ha verificato che la ripresa della produzione dell’alluminio nel Sulcis è ecosostenibile? Ancora nessuno.
La chimica verde è realmente e integralmente partita? È realmente sostenibile?

Catalogna e Sardegna: indipendenza, governo e libertà

In Catalogna hanno vinto gli indipendentisti.
Non ci si faccia fuorviare dalle letture date dai media italiani e spagnoli dolosamente orientati a diminuire questa vittoria. Da ieri sera dicono che sì hanno vinto Junqueras e Puigdemont, però aggiungono subito che il partito maggiore è l’unionista Ciudadanos. Ma che senso ha? Ciò che in Italia e nel mondo viene genericamente indicato col nome di ‘indipendentisti’ è sempre stata una coalizione, non un solo partito.
Soprattutto non c’è un giornale che dica la verità sul clima delle elezioni. Il capo di Esquerra republicana, Oriol Junqueras, è in galera per non avere commesso alcun reato.
Sono state elezioni di polizia, questa è la verità. Aleggiava il sospetto che l’idea dell’autodeterminazione catalana fosse un’idea illegale. Aleggiava il sospetto che dichiararsi per l’indipendenza potesse significare essere indagati e inquisiti.
Il desiderio di libertà, la compostezza e la disciplina politica, la sicurezza del perimetro ideologico

Non di sole parole

Prima si diceva ‘Non di solo pane’, per ricordare la dignità dell’uomo. Oggi bisognerebbe dire: ‘Non di sole parole’.
L’idea che la politica sia solo un sistema di narrazioni e di rappresentazioni e non invece un’azione storica, fatta di esistenze, interessi, fatti e discorsi, si sta diffondendo nuovamente in Europa e in Italia.
Non conta ciò che si sa fare; conta quanto si è capaci di aggredire l’avversario. Conta il discorso e non il programma. Conta la capacità di romanzare e di romanzarsi, non quella di essere…

Finanziaria. Gianfranco Congiu: priorità alle zone interne

Voto unanime del Parlamento sardo sull’emendamento orale proposto da Gianfranco Congiu, Capogruppo del Partito dei Sardi con il quale si esige la priorità nella programmazione delle risorse a vantaggio delle aree interne: «Nella fase di programmazione delle risorse si applicano le disposizioni di cui all’art. 3, comma 2, legge regionale n. 2/2016»…

Il ministro immemore Pinotti. Noi sappiamo, noi ricordiamo

Nell’offensiva mediatica del Ministero della Difesa e, mi spiace dirlo, della Giunta sarda, volta a far sembrare giusto un accordo che invece è ingiusto, subordinato e imbarazzante per i sardi e per la storia, quale quello negoziato segretamente da Pigliaru e alla firma lunedì prossimo, interviene oggi il ministro della Difesa Pinotti, con un’intervista alla Nuova Sardegna.
Breve premessa: l’informazione in Sardegna ormai non va più alle fonti, ma racconta le opinioni dei protagonisti

Sul tema del lavoro la maggioranza ci segue? Ne siamo felici

Dal Parlamento Sardo Seduta n. 268 di mercoledì 13 dicembre 2017

L’intervento di GIANFRANCO CONGIU (Capogruppo del Partito dei Sardi):
(…) dal dibattito che è emerso durante i lavori preparatori, e mi riferisco a tutte le riunioni nelle quali in audizione abbiamo ascoltato tutti i settori della società sarda, emerge forte e chiara un’esigenza che al pari di quella finanziaria non può essere sottaciuta, la velocità della spesa. Immettere nel circuito finanziario le risorse, utilizzare delle procedure spendibili, utilizzare dei sistemi procedurali che ci consentono di far arrivare bene e in fretta le risorse è un tema analogamente spendibile in un momento come questo ed è strutturalmente decisivo e importante…

Un accordo in ginocchio e la salute non tutelata. Gian Piero Scanu e l’asteismo

Continuiamo a giudicare molto negativamente l’intenzione della Giunta sarda di firmare l’Accordo sulle servitù militari predisposto disgraziatamente e in modo segreto e disgraziato con il Ministero della difesa.
Oltre agli aspetti di imbarazzante subordinazione psicologica che l’Accordo rivela nei presupposti e nei risultati voluti dalla Giunta, c’è un punto gravissimo che non può essere taciuto: il totale silenzio sulla bonifica dei poligoni, sulla accertata pericolosità dei materiali utilizzati, sui 25.000 colpi sparati a Teulada.
È scandaloso che nell’accordo tra la Sardegna e il Ministero della Difesa non venga mai citata la relazione della Commissione Scanu.
È scandaloso che non si parli di riduzione dell’estensione dei poligoni.
È scandaloso che non si parli di salute e di bonifiche.
È un accordo che fa male alla storia.

Non abbiamo votato l’Accordo sulle servitù militari perché è pessimo

Questa è la bozza del documento proposto all’approvazione del Direttivo Nazionale del Partito dei Sardi.
Consideriamo, per le ragioni illustrate nel documento, l’Accordo sulle servitù militari tra la Giunta Sarda e il Governo italiano un pessimo episodio di subordinazione politica da cui prendiamo con serenità le distanze: prevalentemente per concessioni già concesse nei precedenti accordi, e comunque attualmente solo promesse e molto condizionate, si è dimenticata la storia, la salute dei sardi, l’autorevolezza delle istituzioni.

Chiamiamo le cose con il loro nome: colonizzazione

È curioso che a questo punto del dibattito nessuno abbia pronunciato la parola che più di altre rappresenta ciò che è accaduto e che accade in Sardegna da oltre 40 anni: la colonizzazione di un territorio.
Nel 1956 la Sardegna non solo è stata occupata militarmente, non solo ampi spazi del suo territorio sono stato sottratti alla sua sovranità: tutto ciò è avvenuto con la contestuale privazione dei diritti e la marginalizzazione delle sue comunità…

Perché non voteremo mai il nuovo accordo sulle servitù militari

Leggo che il Presidente della Regione considera profondamente sbagliata la posizione del Partito dei Sardi sulle Servitù Militari.
Noi consideriamo preliminarmente sbagliato che si eleborino accordi strategici in gran segreto, li si illustri, senza consegnare i testi, dieci giorni fa, e solo dopo reiterate insistenze si rendano disponibili i testi solo a partire da venerdì scorso.
Noi consideriamo preliminarmente sbagliato un metodo, erroneamente ripetuto in questa legislatura, di produrre scelte strategiche sempre con tempistiche drammatizzate dell’ultimo minuto e sempre sul confine ‘prendere o lasciare’. Noi vogliamo difendere gli interessi legittimi della Nazione Sarda come avviene tra persone civili, cioè coi tempi del confronto e del ragionamento.
La bozza di accordo tra la Regione Sarda e il Ministero della Difesa non verrà mai votata dal Partito dei Sardi.(…)

Nessun colloquio con Fassino

Leggo sul giornale di un imminente colloquio tra me e Fassino. Non ne ho alcun sentore.
Parlo spesso con Giuseppe Luigi Cucca, segretario del Pd della Sardegna, perché siamo amici e perché abbiamo la testa sul collo. Ma di Fassino ho squilli di tromba da almeno un mese ma niente di concreto all’orizzonte.
Tuttavia non vorrei che si diffondesse un’immagine sbagliata della nostra posizione politica: il Partito dei Sardi non sta aspettando nessuno. La legge elettorale non è stata fatta per garantire un governo, è stata fatta per garantire la rappresentanza ad alcuni e negarla ad altri. È una legge all’italiana: quando non si può vincere, si trucca la partita. Tra le vittime designate vi è la Nazione Sarda, impossibilitata a rappresentare unitariamente e complessivamente i suoi interessi legittimi.
Noi, per reagire a questo stato di cose, abbiamo proposto una Convergenza nazionale dei sardi sui propri interessi…

Bisogna chiedere le dimissioni del Presidente dell’Anas

L’onorevole Roberto Giachetti non è un parlamentare qualunque o un qualunque parlamentare; è il vicepresidente della Camera dei deputati della Repubblica Italiana, nonché il candidato sindaco del PD alle ultime elezioni amministrative di Roma, ma anche conoscitore delle questioni dell’amministrazione giudiziaria della Sardegna.
Sicuramente sollecitato da suoi amici o conoscenti galluresi ha presentato il 6 novembre questa interrogazione al Ministro Delrio sui vergognosi ritardi dell’Anas nel ripristino della Strada Provinciale 38 della Gallura, laddove si consumò la tragedia di Monte Pino.
La risposta del Governo è affidata alla firma del Sottosegretario di Stato Nencini (e alla sola firma, perché sono sicuro che se venisse intervistato su due piedi sull’interrogazione Giachetti, non ricorderebbe di averla firmata) ed è questa.
Che cosa dice il Sottosegretario: …

Un’occasione per l’autonomia energetica della Sardegna

I dati sulle domande presentate dicono che avevo ragione: circa 200 domande presentate. Richieste totali pervenute sulla misura dell’efficientamento energetico (Misura 4.1.1.) per circa 70 milioni e 30 milioni invece sulle reti (Misura 4.3.1). Invece le risorse stanziate, con grande scetticismo degli esperti del Por sulla reale possibilità di impegnare e spendere queste risorse, sono 18 milioni sull’efficientamento e 26 sulle reti. Accertato che avevamo ragione a chiedere una forte incentivazione dell’efficientamento energetico, adesso che il bando si è rivelato vincente anche nel chiamare capitale privato, ci auguriamo che la Giunta voglia stanziare le risorse per coprire interamente il fabbisogno. Sono soldi ben spesi, fanno risparmiare sulla spesa corrente, muovono investimenti e lavoro e, soprattutto, rendono la Sardegna energicamente più autosufficiente e ecosostenibile.

L’intervento di Gianfranco Congiu alla seduta dedicata alla violenza di genere

Sono qui per apporre formalmente la mia firma e quella di tutto il Gruppo del Partito dei Sardi alla mozione in discussione. Siamo tutti particolarmente grati per l’impegno profuso dalle colleghe e per aver ricordato con la mozione quello che costituisce un patrimonio politico di tutto il Parlamento Sardo in questa legislatura, un patrimonio politico che si è trasfuso formalmente nel dettato normativo dell’ultima legge di stabilità con la quale abbiamo istituito, penso tra i primi anche rispetto alle regioni italiane, gli osservatori e i capitoli specifici dedicati all’assistenza degli orfani vittime di violenza di genere. Abbiamo così dimostrato non solo con la retorica delle parole ma con la logica e con la coerenza dei fatti, che questa legislatura caratterizza il suo impegno sociale marcando un punto decisivo sulla lotta alla violenza di genere.
Noi ci siamo e siamo qua in seduta formale…

Alghero. Assemblea cittadina del 24 agosto

Il 24 agosto si è tenuta ad Alghero l’Assemblea degli iscritti del Partito dei Sardi, alla quale ha partecipato anche Roberto Tramaloni, Consigliere del Comune di Cagliari. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per un confronto tra gli amministratori di Cagliari e Alghero, due città diverse ma con molti elementi in comune. Roberto Tramaloni e Gavino Tanchis si sono confrontati con i numerosi tesserati per fare il punto sulle esperienze di governo, stabilire uno stretto legame tra le due città e trarre spunto per nuove iniziative e nuovi progetti su aspetti d’interesse comune.

L’Assemblea, al termine