Politica

Sull’ipotesi della nascita di un partito sardo di sinistra federato col PD italiano

Dall’interno dell’Assemblea del PD arriva la notizia che si lavora alla costruzione di un partito sardo di sinistra federato col PD italiano. Bene. Finalmente inizia a passare l’idea che in Sardegna tutti i partiti, anche quelli che non sono (ancora) indipendentisti, devono essere sardi, difendere gli interessi dei sardi, avere nel dialogo con i cittadini sardi il primo (ma sarebbe meglio l’unico) punto di riferimento. Vedremo se il PD saprà andare in fondo a questa strada, diventare una cosa nuova, un nuovo partito sardo

Per capire le elezioni

Se volete capire qualcosa da soli, senza la verbosità inconcludente dei giornalisti italiani, delle elezioni politiche italiane, dovete andare in questo sito. Si clicca sull’immagine della Sardegna e poi si va sulle schermate dedicate a Camera e Senato, selezionando le finestre in basso a sinistra.
Non c’è molto da capire, è tutto chiaro.
Un sardo su tre non è andato a votare. L’affluenza sarda è la quartultima d’Italia.
La Sardegna è scomparsa dalla campagna elettorale.
Nessun problema sardo è iscritto nel programma di alcuna coalizione.

Passerà Mattarella (e Di Maio, Salvini, Berlusconi, Renzi, Grasso…) senza fermare

Domani il Presidente della Repubblica italiana verrà in visita in Sardegna.
Se fossi io a doverlo incontrare lo tratterei con lo stesso atteggiamento di freddezza e distacco con cui Gilles Simeoni e Jean-Guy Talamoni hanno recentemente trattato il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, in visita in Corsica (vedetevi il video).
Temo invece, come ormai accade da settant’anni in Sardegna, che domani sarà l’occasione per video e foto di gruppo con larghi sorrisi, volti emozionati, parole di ringraziamento.
Ora se il rispetto istituzionale, o se si preferisce la buona educazione, è dovuta a chiunque

Noi che siamo antifascisti, noi che combattiamo i bulli di ogni età

Nella modernità viene ritenuto difficile dire che cosa si è. L’identità è in crisi, per cui non basta mai una sola parola per definirsi. Non credo che sia proprio così (ieri per i cristiani cattolici era la prima domenica di Quaresima, il tempo nel quale si deve dire a se stessi che cosa si è. Dorian Gray si è chiuso in una taverna a bere birra) ma mi adeguo per comodità, abbraccio Montale e dico ciò che noi del Partito dei Sardi non siamo e mai potremo essere.
Noi non siamo e mai potremo essere fascisti.

La politica non dovrebbe scherzare col fuoco. Neppure con l’acqua

Leggo delle polemiche sui livelli della Diga di Maccheronis.
Leggo delle polemiche a Olbia sul Piano Mancini.
Dico due parole volendo dare una mano alla mia gente, non volendo polemizzare con nessuno. Non mi interessa polemizzare. Il guaio, per me, è che quando descrivo le cose per come sono, cioè dico la verità, che è un presupposto essenziale per il buon governo, si scrive che polemizzo. Pazienza.
La Diga di Maccheronis è una diga terribile. Ha un bacino di raccolta troppo ampio. Ogni volta che piove molto, è come se si stappasse un lago e lo si riversasse in un piccolo imbuto, a valle del quale ci sono paesi abitati, non certo abbandonati.

L’insulina dov’è? Governare è decidere. Grazie a Luciano Uras

Oggi La Nuova pubblica l’inserto sulle 500 aziende che funzionano in Sardegna.
Tra le altre cose si legge che, dopo la Saras, la prima azienda in Sardegna è Abbanoa.
Recentemente, in un’intervista, mi hanno rinfacciato che si tratterebbe dell’azienda più odiata in Sardegna.
Sarà. Però io l’ho trovata dinanzi al tribunale fallimentare; l’ho trovata attaccata da tutti e, con questo pretesto…

Uniti si vive meglio e si diventa più ricchi

Giovedì prossimo la Legge sugli appalti predisposta quando ero ancora assessore dei Lavori Pubblici e concordata con le forze sociali e imprenditoriali verrà esaminata dalla Commissione Lavori Pubblici e poi, il 20 febbraio, sarà esaminata dal Parlamento sardo.
Come si è riusciti a far sì che una legge così importante e dimenticata entrasse in aula?
Lo spiego e lo racconto, ma è semplice.
Ci si è riusciti perché ancora nel ceto politico sardo vi è chi capisce l’importanza dell’unità sugli interessi nazionali legittimi dei sardi.

Il diritto al rovescio alla Maddalena: la Sardegna non ha diritto ad alcun risarcimento

Proviamo a tenere desta la coscienza e a non arrenderci al degrado che affligge i nostri i tempi, ma in particolare modo la Repubblica italiana.
Bisogna ricordare che la Regione Sarda è proprietaria delle aree dell’ex Arsenale della Maddalena.
Bisogna anche ricordare che, anche grazie alla mediazione fatta da me con la sottosegretaria Boschi, assistito dall’avvocatura distrettuale dello Stato, siamo riusciti a mandar via il gruppo Marcegaglia dall’Arsenale a un valore dimezzato rispetto a quello stabilito dal lodo arbitrale.
Bisogna infine ricordare che tutta l’area è in condizioni miserevoli per colpa di come vennero fatti i lavori…

Esempi di società senza governo. Pastori e muratori vittime, politici deboli, burocrazie fortissime

La più grande rivoluzione utile per la Sardegna sarebbe un buon governo.
Può sembrare paradossale associare i termini ‘rivoluzione’ e ‘buon governo’, ma è verissimo che in Sardegna ciò che manca non è l’ennesima ribellione o l’ennesima protesta, ma una forte, competente e efficace azione di governo.
Invece è più diffusa la specializzazione nella conduzione di cortei di piazza che la capacità di saper gestire e orientare i poteri legittimi verso i diritti e gli interessi legittimi.
Il primo requisito richiesto a un onesto uomo di governo è la consapevolezza dei poteri di cui potrebbe disporre.
Ecco, in Sardegna i candidati alle elezioni politiche italiane fingono di non sapere o non sanno di quale potere o poteri andranno a disporre se venissero eletti.

Le ragioni dei pastori 2: tanto denaro promesso, poco denaro erogato

Continuo nel lavoro (che dovrebbero fare altri, ma che non fanno) di illustrare le motivazioni profonde che danno ragione allo sciopero elettorale dei pastori, sempre che vogliano continuare a farlo.
In campagna non ci sono soldi.
Perché?
Il Piano di Sviluppo Rurale stanzia per il 2014-2020 una cifra molto consistente: 1 miliardo 308 milioni e 406 mila euro.
La Sardegna risulta addirittura essere una delle Regioni più virtuose in Italia per la spesa delle risorse.

Le ragioni dei pastori: l’imbroglio del refresh

Ieri l’Assessorato all’agricoltura della Sardegna ha diffuso un comunicato in cui parla di refresh e in realtà si occupa d’altro. Per quanto sempre di agricoltura si tratti, bisogna costantemente tenere distinte le pere dalle mele, specie se la confusione genera danni ingenti per le imprese sarde.
Cominciamo col dire che a nostro avviso il Governo sardo non ha risolto proprio nulla sul refresh e che esiste e persiste un danno finanziario molto grave a carico dei pastori della Sardegna.
Ma per dimostrarlo occorre avere pazienza e intelligenza, perché è una di quelle situazioni nelle quali le parole purtroppo imbrogliano.

Solo noi parliamo senza paure dei migranti

Venerdì prossimo a Nuoro parleremo di migranti, senza paura e senza paure. Parleremo di guerra, di tragedie umane epocali, di persecuzioni e violenze, di violenze umane e di persecuzioni religiose, di persone per bene e di delinquenti incalliti, di accoglienza, di regole, ma anche del sospetto dilagante che l’accattonaggio sia organizzato e della certezza che non sia giusto fare un percorso di guerra per trovare un parcheggio o per entrare in chiesa.
Vogliamo parlare di chi tempestivamente, sin dal principio…

Resistenza civile elettorale

Mettiamo bene in fila i fatti.
Parlamentari nominati Il Parlamento italiano ha dichiarato solennemente di voler fare una legge contro i parlamentari nominati e non eletti, e poi ne ha varato una che di fatto ha lasciato le cose come erano.
Le cronache di questi giorni hanno rivelato a tutti che si tratta prevalentemente di nominati, cioè di persone non valutate per ciò che rappresentano ma per la forza interna nei reciproci schieramenti.
Il voto degli elettori non è previsto come un giudizio informato e ragionato con totale libertà di scelta. No. Non è un voto ma un plebiscito, cioè un voto di ratifica, a spettro limitato, di una decisione di parte che dice agli elettori: “Prendere o lasciare”.
La legge elettorale ha la stessa logica del gioco della torre. Non conta la qualità, ma la circostanza.
Tutto questo si chiama egemonia. …

Davanti all’abbraccio fra Renzi e Rivera, che fa il PD sardo?

Oggi più che mai la scelta del Partito dei Sardi di non fare alleanze al ribasso col Partito Democratico alle elezioni italiane si dimostra non solo un fatto di dignità ma persino di preveggenza.
In questi minuti, infatti, Matteo Renzi fa bella mostra di sé su Twitter abbracciato ad Albert Rivera, il leader di Ciudadanos (vedi foto).
A questo punto vorrei chiedere agli amici del PD sardo se si rendono conto che il loro leader italiano è abbracciato al leader del nuovo centrodestra spagnolo, al leader di un partito che nega il risultato di democratiche e libere elezioni ed è fra i più strenui promotori della repressione e incarcerazione dell’indipendentismo nonviolento e progressista catalano. Alla faccia dell’Europa dei popoli, dei diritti, della democrazia.
Mi chiedo e vi chiedo, cari amici del PD sardo, se avete qualcosa da dire…

Gianfranco Congiu: Nessuna fuga in avanti sul Piano straordinario del lavoro

«Caro Presidente, in qualità di capogruppo della forza politica che ha contribuito ad animare il dibattito consiliare sul Piano Straordinario del Lavoro, avendone scritto la struttura portante sulla quale si è innestata la proposta dell’esecutivo, votata in Finanziaria, facendo seguito alle recenti interlocuzioni con l’assessore al bilancio nell’ambito delle quali abbiamo individuato alcuni temi meritevoli di approfondimento (ruolo degli enti locali e/o delle unioni; verifica delle capacità di assunzione degli stessi; struttura dei bonus regionali; pericolo di sovrapposizione con i bonus nazionali; profeti e cantieri innovativi), avendo appreso dalla stampa che fervono gli incontri nei quali pare si stiano predisponendo i dettagli del piano, ebbene se questo determinismo è il preludio per un rush con fuga in avanti, ti chiediamo un incontro urgente per verificare l’operatività in concreto del Piano e la rispondenza alle esigenze di celerità della spesa che mi pare anche tu abbia condiviso durante il dibattito in aula.

Per l’obiezione di coscienza natzionale

di Franciscu Sedda
La campagna elettorale italiana è appena iniziata e già si sente forte il desiderio che finisca. Personalismi narcisisti, tatticismi esasperati, sparate assurde, abolizione di tutto e del contrario di tutto, paura del confronto, demonizzazione dell’altro e del diverso: la bella e intramontabile campagna elettorale all’italiana.
Basterebbe questo per capire perché il Partito dei Sardi ha chiamato i sardi, i singoli e le forze politiche, ad un’obiezione di coscienza nazionale sarda. Perché non ha senso, in quanto sardi, votarsi al gioco al massacro dell’italianità.
E invece il rischio è che ancora una volta la campagna elettorale italiana in Sardegna si trasformi nella versione aggiornata e sofisticata della Prima Guerra Mondiale: «Sardi! Armatevi, partite (e morite) per salvare ‘la Patria’!».

Zona franca: perché non basta

Ormai è una costante: ogni volta che si avvicinano le scadenze elettorali, la zona franca ritorna di moda.
Personalmente sono stato tra i primi che se ne sono occupati e da assessore ho contribuito non poco a finanziare le opere della perimetrazione di quella di Cagliari.
Detto questo, bisogna avere il coraggio anche in campagna elettorale di dire sempre la verità, non come sta accadendo in Italia con sparate veramente ridicole e pericolose pur di intercettare il pubblico delle fake news.
La Zona franca è un nome sbagliato per un bisogno giusto.
Il bisogno giusto è questo…

Obiezione di coscienza nazionale della Sardegna

Ieri, in una delle giornate più belle e difficili per il Partito dei Sardi (questo il documento approvato), ho usato questa espressione: obiezione di coscienza nazionale della Sardegna.
L’obiezione di coscienza scatta quando le norme costringono a fare ciò che la coscienza non può accettare.
La legge elettorale italiana impone…

Il Documento Politico approvato dal Direttivo Nazionale

Il Direttivo Nazionale del Partito dei Sardi ribadisce i contenuti del proprio documento del 4 gennaio u.s. e riafferma che essi sono rivolti a tutte le forze democratiche, non violente e non razziste che vogliano concorrere a un mutamento storico profondo del sistema politico sardo, capace di ridurne la frammentazione, le paure, i personalismi e di aumentare, con una nuova coscienza collettiva e una nuova cultura di governo, i poteri, la libertà e i diritti del nostro popolo così come la produzione di capacità, lavoro e ricchezza sostenibile e diffusa per la nostra gente…

Attendiamo carte

Sia detto senza offesa per nessuno, ma oggi dalla lettura dei giornali si capisce per chi tifano i giornalisti ma non si capisce praticamente nulla di ciò che è realmente accaduto ieri nella riunione della Direzione del Pd.
Noi del Partito dei Sardi, che non abbiamo posto diktat a nessuno e non intendiamo né porne né riceverne, abbiamo varato un documento dopo ripetuti contatti voluti dai vertici del Pd. Poiché il momento è di quelli che segnano la storia, chiediamo cortesemente che ci si risponda con un altro scritto, sia che si tratti di un documento che di una mail riassuntiva della posizione condivisa dall’organo del Pd. Nei momenti delicati occorre non fraintendersi e io stesso non posso ripresentarmi al Direttivo Nazionale senza una notifica scritta ed ufficiale della posizione del Pd.

Il Documento del Direttivo Nazionale del Partito dei Sardi

Il Direttivo Nazionale del Partito dei Sardi:
– ribadita la disponibilità del Partito dei Sardi al dialogo con tutte le forze politiche presenti in Sardegna, eccetto quelle che esprimono posizioni razziste o violente;
– censurata la natura antidemocratica della legge elettorale italiana che rende impossibile l’elezione per i partiti sardi che si presentassero da soli alle imminenti elezioni italiane nei collegi proporzionali;
– confermata la volontà di lavorare, anche nell’occasione delle elezioni italiane, per ricomporre le fratture che tengono disunito il popolo sardo (rendendolo meno forte davanti allo Stato italiano) ed evitare che se ne generino di nuove proprio durante e per la competizione elettorale;
– ribadita l’esigenza di difendere e valorizzare l’esperienza di un indipendentismo di governo capace di dare risposte concrete alla attese di serenità, prosperità e libertà dei sardi, in modo da educare alla responsabilità, rafforzare la fiducia nelle proprie capacità e combattere la pedagogia della ‘paura del futuro’ che porta alla consegna di sé a chi si ritiene più forte e più capace;
– desideroso, come sancito dal Congresso Nazionale, di aprire orizzonti di “convergenza nazionale” fra i sardi per le prossime elezioni sarde, costruendo un percorso graduale e legale di aumento delle libertà, dei poteri, dei diritti e della ricchezza della Sardegna e dei Sardi, sottoscrivibile da forze sia indipendentiste, che autonomiste, democratiche e liberali;

Autoritarismo, bugie e sacchetti di plastica

Oggi il Tribunale Supremo spagnolo, che sa di franchismo già nel nome, decide se continuare a tenere in carcere Oriol Junqueras, leader di ERC, la sinistra repubblicana di Catalogna. Proprio ieri il pavido Consiglio d’Europa ha segnalato la Spagna come esempio di mancanza di separazione fra potere politico e giudiziario. La storia pare già scritta. E il rischio concreto è che brave persone, padri di famiglia, insegnanti, attivisti nonviolenti come Junqueras, Forn, Sanchez e Cuixart continuino a stare in prigione con la sola colpa di essere indipendentisti, vincenti, amati dal loro popolo. Di tutto questo, nella poverissima campagna elettorale italiana che inizia a suon di sacchetti biodegradabili e fake news, ovviamente non c’è traccia. Perché i diritti civili, e dunque il vero senso dell’Europa, sono cosa troppo seria e complicata

La democrazia digitale diretta: fine della segretezza del voto

Il 21 dicembre il Garante della Privacy ha emesso questo provvedimento relativo ai siti del Movimento 5 Stelle. Precisato che il provvedimento parte dalla violazione da parte di hacker dei siti del Movimento e quindi si muove per tutelare i dati delle persone che avevano aderito alla piattaforma del Movimento, ciò che a noi più interessa è che l’indagine ha rivelato un fatto che anche intuitivamente poteva essere comunque già immaginato: la conoscenza da parte del gestore delle opzioni di voto degli iscritti espresse durante le consultazioni promosse in rete. Questo il testo della parte rilevante

Due parole a Gentiloni

Ieri il Primo Ministro italiano Paolo Gentiloni ha voluto rimarcare di essere ‘nel pieno dei suoi poteri’. Oggi Claudio Martelli sul Messaggero ci ricorda che il pacioso Gentiloni è un immagine buona per i creduloni e titola il suo pezzo: “Paolo il freddo”.
Se il Governo italiano è nel pieno dei suoi poteri c’è una cosa da fare subito.
Dall’estate 2015 il Governo italiano è in possesso del report, elaborato dalla Giunta sulla base degli studi del Crenos, sui costi dell’insularità e sulla possibilità di aprire…

Ci interessa sapere e saper fare

Oggi il ministro italiano Calenda viene intervistato dalla Nuova Sardegna e fa l’elogio dell’industria 4.0, cioè dell’industria pulita, ecosostenibile, con rilevante e stabile impatto occupazionale, alta produttività e buoni margini. Ovviamente dice anche che tutto questo non solo è possibile in Sardegna ma che è anche già in corso, giacché sarebbe in funzione a Porto Torres e a Portovesme.
Chi ha verificato che la ripresa della produzione dell’alluminio nel Sulcis è ecosostenibile? Ancora nessuno.
La chimica verde è realmente e integralmente partita? È realmente sostenibile?

Catalogna e Sardegna: indipendenza, governo e libertà

In Catalogna hanno vinto gli indipendentisti.
Non ci si faccia fuorviare dalle letture date dai media italiani e spagnoli dolosamente orientati a diminuire questa vittoria. Da ieri sera dicono che sì hanno vinto Junqueras e Puigdemont, però aggiungono subito che il partito maggiore è l’unionista Ciudadanos. Ma che senso ha? Ciò che in Italia e nel mondo viene genericamente indicato col nome di ‘indipendentisti’ è sempre stata una coalizione, non un solo partito.
Soprattutto non c’è un giornale che dica la verità sul clima delle elezioni. Il capo di Esquerra republicana, Oriol Junqueras, è in galera per non avere commesso alcun reato.
Sono state elezioni di polizia, questa è la verità. Aleggiava il sospetto che l’idea dell’autodeterminazione catalana fosse un’idea illegale. Aleggiava il sospetto che dichiararsi per l’indipendenza potesse significare essere indagati e inquisiti.
Il desiderio di libertà, la compostezza e la disciplina politica, la sicurezza del perimetro ideologico

Non di sole parole

Prima si diceva ‘Non di solo pane’, per ricordare la dignità dell’uomo. Oggi bisognerebbe dire: ‘Non di sole parole’.
L’idea che la politica sia solo un sistema di narrazioni e di rappresentazioni e non invece un’azione storica, fatta di esistenze, interessi, fatti e discorsi, si sta diffondendo nuovamente in Europa e in Italia.
Non conta ciò che si sa fare; conta quanto si è capaci di aggredire l’avversario. Conta il discorso e non il programma. Conta la capacità di romanzare e di romanzarsi, non quella di essere…

Finanziaria. Gianfranco Congiu: priorità alle zone interne

Voto unanime del Parlamento sardo sull’emendamento orale proposto da Gianfranco Congiu, Capogruppo del Partito dei Sardi con il quale si esige la priorità nella programmazione delle risorse a vantaggio delle aree interne: «Nella fase di programmazione delle risorse si applicano le disposizioni di cui all’art. 3, comma 2, legge regionale n. 2/2016»…

Il ministro immemore Pinotti. Noi sappiamo, noi ricordiamo

Nell’offensiva mediatica del Ministero della Difesa e, mi spiace dirlo, della Giunta sarda, volta a far sembrare giusto un accordo che invece è ingiusto, subordinato e imbarazzante per i sardi e per la storia, quale quello negoziato segretamente da Pigliaru e alla firma lunedì prossimo, interviene oggi il ministro della Difesa Pinotti, con un’intervista alla Nuova Sardegna.
Breve premessa: l’informazione in Sardegna ormai non va più alle fonti, ma racconta le opinioni dei protagonisti

Sul tema del lavoro la maggioranza ci segue? Ne siamo felici

Dal Parlamento Sardo Seduta n. 268 di mercoledì 13 dicembre 2017

L’intervento di GIANFRANCO CONGIU (Capogruppo del Partito dei Sardi):
(…) dal dibattito che è emerso durante i lavori preparatori, e mi riferisco a tutte le riunioni nelle quali in audizione abbiamo ascoltato tutti i settori della società sarda, emerge forte e chiara un’esigenza che al pari di quella finanziaria non può essere sottaciuta, la velocità della spesa. Immettere nel circuito finanziario le risorse, utilizzare delle procedure spendibili, utilizzare dei sistemi procedurali che ci consentono di far arrivare bene e in fretta le risorse è un tema analogamente spendibile in un momento come questo ed è strutturalmente decisivo e importante…