Politica

Verso Tramatza 23/9: sanità: valdostani sì, sardi no. Subordinati no, liberi sì

A leggere le polemiche sul pronunciamento del Ministero della Salute sulla Rete Ospedaliera approvata dal Consiglio regionale della Sardegna si impara quanto sia giusto e importante educare e educarci alla difesa degli interessi nazionali della Sardegna (sempre che ci si sia esercitati a riconoscerli e a rispettarli) e al riguardo dovuto alla verità delle cose. I quotidiani sardi oggi sono intossicati dai comunicati stampa emessi ieri a tarda sera; non tengono invece conto dei fatti già accaduti e per giunta già raccontati, i quali svelano molto chiaramente che cosa è accaduto in sanità e che cosa sta accadendo.
Primo punto: quale rete ospedaliera sta attuando Moirano?

Tutti in movimento, dopo di noi

È bastato ribadire la nostra linea congressuale che il mondo politico è entrato in agitazione.
Lo ripetiamo: noi siamo per costruire una vasta coalizione fondata e orientata sugli interessi nazionali dei sardi.
Capiamo che sia difficile capirci perché si è abituati a schierarsi sui confini del dibattito politico italiano, ma noi non rinunciamo a tentare di offrire ai sardi un luogo più avanzato di quelli cui si è stati abituati.
Abbiamo detto più volte che non ci interessano i porti da cui si parte: ci interessa una rotta interamente calibrata sui temi di più libertà, più poteri, più diritti e più ricchezza per la Sardegna.
Noi siamo oltre gli arroccamenti e gli isolamenti, i veti incrociati e tutte le pratiche che impediscono ai sardi di riconoscersi vicendevolmente e di unirsi.
Questa posizione ha aperto un dibattito prima stagnante e ne siamo soddisfatti.

Fisco: la persecuzione dei piccoli

I dati sul contenzioso raccontano la resistenza legale (quella più diffusa, invece, è lavorare in nero) dei piccoli di fronte all’incombenza del Fisco italiano.
In Sardegna sono pendenti presso le Commissioni tributarie provinciali 4.050 ricorsi. Di questi, 3.114 (pari al 76,8%) sono nella sola Commissione tributaria di Sassari. C’è da farsi una domanda: o a Sassari c’è veramente gente che lotta e si difende o c’è una persecuzione fiscale in corso che ha generato una ribellione legale.
Ma come vanno a finire i ricorsi?
Mediamente il 30% dei contribuenti se la scampa nel primo grado di giudizio. Un altro 10% vince nel secondo grado. (…)
Il Fisco mediamente vince una volta su due, cioè il Fisco sbaglia una volta su due.
Non è uno Stato, è una monetina lanciata in cielo.

Il PD come il cane dell’ortolano: non fa e non lascia fare

di Gianfranco Congiu
La nascita dell’Organismo Pagatore è momento cruciale per l’intera agricoltura sarda al punto che l’obiettivo politico dato dal Presidente Pigliaru, dietro nostra richiesta, ne prevedeva l’attivazione a dicembre 2017.

Perché tanto lassismo? Se il PD ritiene di archiviare il caso, derubricandolo ad una intemperanza di una forza politica verso un assessore regionale, si sbaglia e non coglie nel segno. Ci preoccupa che di fronte alle severissime procedure scandite dal Regolamento Albo Operatori Economici per il pre-riconoscimento degli Organismi pagatori (MIPAAF 2018) l’assessorato dell’agricoltura sia terribilmente in ritardo.

Governo sardo intervenga sul Ministro Toninelli: basta con lo strapotere ANAS, vogliamo partecipare al governo delle infrastrutture

Serve una società sarda delle infrastrutture che metta fine allo strapotere immobilizzante di ANAS e dia un’efficace politica infrastrutturale alla Sardegna e pari opportunità di lavoro alle nostre imprese.
Il monito non è l’ennesimo richiamo indipendentista di noi del Partito dei Sardi, che di questa battaglia abbiamo fatto una delle missioni della legislatura fino a far approvare l’articolo 7 della Legge Appalti, ma è emerso dall’Assemblea della Confindustria del Sud Sardegna, per bocca del suo presidente De Pascale.
Ora questo “sfogo”, che fra le altre cose ha ricordato come ANAS si trattenga per legge circa il 10% dei finanziamenti relativi alla Sardegna, dovrebbe essere inteso, meditato e fatto divenire azione politica forte, radicale, al più alto livello istituzionale.

Giovedì a Cagliari: primo test di rivolta fiscale. Con un post scriptum per il Qatar

Giovedì prossimo, a Cagliari, in Largo Felice 2, nel Palazzo Civico, facciamo un primo test di mobilitazione urbana contro il fisco italiano ingiusto.
Sappiamo bene che cosa stiamo facendo. Mentre in queste settimane molti soggetti politici cercano il Messia che faccia loro vincere le elezioni, noi continuiamo a preparare un’anima per le prossime elezioni.
Per noi le prossime elezioni sarde sono l’inizio di una pacifica guerra, la prima combattuta dai Sardi per i Sardi. Noi non partecipiamo all’arruolamento nel Centrodestra o nel Centrosinistra o nel Movimento 5 Stelle. Noi proponiamo a tutti i Sardi, qualunque sia la loro militanza attuale, di firmare un patto costituzionale sardo, di produrre l’unità dei Sardi, l’evento stroico più necessario e più inatteso, intorno agli interessi nazionali dei Sardi: poteri, libertà, fisco, trasporti, istruzione, ricerca, cultura ecc.
Noi proponiamo un’alleanza mai vista, oltre gli schemi e le abitudini, un evento storico.

Cinesi in Sardegna che pagano le tasse a Bergamo

Stiamo continuando a censire tutte le situazioni, dagli investimenti del Qatar a quelli della Cina, che determinano rendite per la Lombardia da attività svolte in Sardegna. Rendite, non lavoro o ricchezza, ma gettiti prodotti da soluzioni amministrative di privilegio, non da lavoro e rischio di impresa.
Oggi prendiamo in mano lo scabroso sistema degli impianti fotovoltaici in Sardegna. Si sa tutto delle follie degli impianti di Giave e Narbolia (cui eravamo, siamo e rimarremo profondamente contrari), ma si sa meno degli altri; utilizziamo per esemplificare la vicenda di due impianti di Nuoro e di Bitti …

Con i cinesi e con chiunque, statisti non camerieri

Se io da assessore ai Lavori Pubblici avessi incontrato dei portatori di interesse e li avessi accompagnati a vedere luoghi e opere, per esempio i porti, prima dell’aver pubblicato una chiara manifestazione d’interesse che chiarisse per tutti le intenzioni della Regione, credo che mi sarei seriamente trovato di fronte a problemi con l’autorità giudiziaria, e a ragione.
Prima le regole, poi la competizione tra gli interessi legittimi.
Che cosa intende fare la Regione Sardegna con il suo vastissimo e bellissimo patrimonio insistente su aree demaniali?
Che cosa intende fare con i suoi porti?

Urbanistica: la febbre e i conflitti di interesse

Noi del Partito dei Sardi siamo sempre stati e sempre saremo disponibili a fare e votare buone leggi.
Sull’urbanistica, poi, siamo pronti da tempo.
Per occuparsi di questa complessa materia, occorre prima di tutto, per chi è o è stato nelle istituzioni, un codice comportamentale.
Regola numero 1: se si è nelle istituzioni o si ha un potere di indirizzo politico per scrivere leggi in delicati settori come l’urbanistica, bisogna non essere proprietari di aree sensibili e/o trasformabili. Non si possono vestire contemporaneamente i panni di colui che produce ricchezza e di colui che regola il mercato. Sono due ruoli entrambi legittimi, ma devono rimanere nettamente distinti e distinguibili.

Sanità in Sardegna: tempo scaduto

Da troppo tempo parliamo di argomenti che, infastidendo l’Assessore della sanità e il suo staff, ottengono solo l’effetto delle spalle che si sollevano in segno di sufficienza, salvo poi far cadere le braccia ai pazienti che non risolvono problemi gravi e concreti e aumentare il nostro senso di sfiducia nei suoi confronti.

Delle difficoltà degli anestesisti ci si accorge solo ora, mentre noi da anni andiamo ripetendo che è un problema concreto che non si risolverà sicuramente nei prossimi anni (meno che mai in tempi brevi) finché si continuerà a ignorarlo come fatto finora. La Regione Sardegna ha necessità di formare anestesisti sardi, che rimangano in Sardegna (oggi troppi specialisti si formano in Sardegna e poi vanno a lavorare altrove). Per fare ciò occorre…

Una domanda al signor Onorato

Ho appena sentito l’intervista su Videolina all’armatore Onorato in cui ha dichiarato che il trasferimento di CIN-Tirrenia a Milano è per facilitare la fusione con Moby, che sarebbe difficile tenendo le due società separate a livello di sede legale. Fatto ciò la società tornerebbe in Sardegna.
Ora o sono io che non capisco qualche passaggio o il signor Onorato vuole farsi beffe dell’intelligenza mia e di tutti i sardi all’ascolto.

Il monopolio italiano ci ha rotto, impoverito e umiliato. Anche nei trasporti marittimi affermiamo gli interessi nazionali dei sardi

La vicenda CIN-Tirrenia di queste ore dimostra una volta di più che è tempo di prenderci la responsabilità e il diritto di costruire un nostro sistema di collegamento con le varie parti del continente europeo. Come abbiamo ripetuto più volte alla Sardegna serve un potere regolatorio del mercato dei trasporti e serve il coraggio di utilizzare la leva fiscale per costruire un sistema dei trasporti non monopolistico da e per la Sardegna.

Detto in altri termini serve il superamento delle strettoie che oggi gravano su di noi a causa della mancata notifica della condizione dello status di insularità da parte dell’Italia all’Europa e serve la capacità di applicare l’articolo 10 dello Statuto sardo per aprire il mercato sardo dei trasporti e abbattere i costi che impediscono ai sardi di viaggiare a prezzi equi …

Continuiamo a vincere

Abbiamo vinto a Macomer, dove esprimevamo il candidato alla carica di Sindaco, Antonio Succu, dove il Movimento 5 Stelle aveva vinto alle politiche con il 42%.
Riusciamo a dare un governo a Chiaramonti, dove era candidato Alessandro Unali.
Andiamo al ballottaggio ad Assemini, dove la lista civica di Antonio Scanu in cui noi siamo presenti, è il primo partito della coalizione sfidante i Cinquestelle.
Andiamo al ballottaggio a Iglesias con Valentina Pistis che sostenevamo con la lista Iglesias in Comune.
Continuiamo a vincere da quattro anni e lo facciamo senza odiare nessuno, costruendo la Nazione Sarda.

Guidati dalla volontà di stare insieme

L’incontro del 25 maggio ha rappresentato una nuova tappa fondamentale verso la mobilitazione nazionale.
Ecco la registrazione di alcuni passaggi degli interventi del Segretario Nazionale, Paolo Maninchedda.

A innantis!

Appuntamento a Tramatza

Stasera ci incontriamo a Tramatza.
La riunione del Direttivo Nazionale è allargata a sostenitori e simpatizzanti.
Questo l’ordine del giorno:
– analisi della situazione politica, e adempimenti conseguenti, rispetto alla dialettica in atto su politica sanitaria, politica agricola e politiche attive e passive del lavoro dopo la manifestazione di Ottana;
– situazione elezioni amministrative;
– varie ed eventuali.
Continua la mobilitazione nazionale.

A innantis!

Nuovo governo italiano: prudenza e molta attenzione

Personalmente non vivo la nascita del nuovo governo italiano con apprensione o con turbamento. Semmai la vivo con curiosità e attesa.
Curiosità per capire, attesa perché pur non essendo il mio governo so che mi riguarda, da sardo, perché decide per noi, purtroppo.
È stato un grande errore della stampa italiana spulciare il professore Conte per mettere in evidenza le debolezze del suo curriculum. Non perché non vi siano, ma perché era evidente il gusto un po’ sadico di scatenare un linciaggio morale contro la parte politica che ne aveva scatenati tanti a sua volta in questi mesi. Chi gode ad odiare insegna ad odiare ed è nostro avversario.

Il dibattito a Sinistra: una nuova stagione di coscienza nazionale

di Nardino Degortes
Caro Paolo,
dopo Ottana è partito un dibattito sul futuro della Sardegna che merita di essere alimentato e partecipato. È chiaro lo sforzo tuo e di altri (Tempio, 5 maggio 2018, Un’idea di futuro per la Sardegna) di unire i Sardi intorno a nuove battaglie. La mia preoccupazione puramente culturale e depurata da qualsiasi ambizione è rompere l’isolamento in cui la Sinistra Sarda si sta collocando e dialogare con voi e con tutti coloro che ne abbiano interesse e voglia, sui temi del governo e dell’autogoverno della Sardegna. Mi sento Sardo e uomo di Sinistra e non voglio che la Sinistra Sarda venga contrapposta a questa nuova stagione di coscienza nazionale della Sardegna. No, questa volta la Sinistra sarda deve…

Ottana.
Un dramma per tutte le comunità

Il Partito dei Sardi rilancia l’appello a intervenire in maniera decisa su Ottana, a iniziare dai 130 lavoratori. Sono passati oltre venti giorni dall’ultimo confronto con i sindacati e ad oggi ancora nulla. A che punto è la vertenza? Ricordiamo che la credibilità della risposta su Ottana dipende dalla capacità di risoluzione di quello che rappresenta un dramma per i lavoratori coinvolti che, loro malgrado, si sentono defraudati di un loro diritto. Sbaglia chi legge la crisi di quei lavoratori come una crisi personale e soggettiva: il malessere e il disagio dei lavoratori si riversa nelle loro comunità di provenienza, con i sindaci travolti da richieste di intervento sempre più pressanti.

Sanità: orgogliosi di essere diversi

Oggi i quotidiani si dedicano alle repliche contro di noi da parte dell’Imperatore-Delle-50-Nomine-In-Un-Mese (che ha aggiunto un nuovo titolo a quelli già posseduti, quello di Marziano Politicamente Vergine) e di un Eccellente Dirigente.

Luigi Lotto In premessa, però, rispondo a Luigi Lotto, che rispetto per dolorose chiacchierate con cui ci siamo fatti compagnia negli anni passati.
L’onorevole Lotto sostiene che il tono delle nostre critiche non è compatibile con il fatto che il Partito dei Sardi ha votato la nuova rete ospedaliera.
Chiedo a Luigi di considerare quanto segue…

Good news: i 5 Stelle all’inseguimento del Partito dei Sardi!

Qualche giorno fa ho salutato positivamente l’ipotesi della trasformazione dell’attuale PD in un nuovo partito sardo, oggi mi trovo a constatare con positivo stupore che Mario Puddu, il coordinatore sardo dei 5 Stelle, ci legge, ci segue, ci cita, addirittura ci copia (qualcuno forse parlerebbe persino di plagio).
In un’intervista di queste ore Puddu riprende, voglio credere con serietà, la mia provocazione a trasformare il nome del movimento in “Cincu istellas” e parlando del programma elettorale per le prossime elezioni sarde dice che si basa sulla conquista del “potere per governarsi e collegarsi a tutte le comunità umane”, sul “rivendicare tutti i mezzi e i poteri che siano più utili e vicini al popolo di Sardegna” e che l’auspicio generale “è una comunità sarda sempre più sovrana”. In poche parole il programma dei 5 Stelle sulla via di divenire 5 Istellas si basa sul programma del Partito dei Sardi!

OTTANA, SARDEGNA

Oggi saremo ad Ottana.
Quello che era nato come un Direttivo Nazionale straordinario del Partito dei Sardi per dare solidarietà al nostro sindaco Franco Saba, alla sua comunità e al territorio, è diventato nei giorni qualcosa di diverso, nuovo, imprevisto.
Un evento di popolo a cui hanno chiesto di poter aderire cittadini, amministratori, organizzazioni del lavoro, associazioni di produttori e della società civile da tutta la Sardegna.

La Giunta regionale ignora chi soffre.
Il Partito dei Sardi no

Il Consigliere del Partito dei Sardi Augusto Cherchi, primo firmatario della mozione relativa alla mancata attuazione delle disposizioni della Legge 15 marzo 2010 n. 38, concernente “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”, discussa in Consiglio Regionale il 18 aprile 2018, denuncia ancora una volta il silenzio e l’indifferenza della Giunta Regionale su un tema che dovrebbe essere di primaria importanza.

Lettera aperta ai Deputati e Senatori sardi. La Sardegna rischia di perdere la diversità genetica delle proprie razze locali

di Gianfranco Congiu, Capogruppo del Partito dei Sardi

LE NORME ITALIANE ATTUATIVE DEL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO SULLA SELEZIONE GENETICA SONO UN ATTENTATO ALLA UNICITÀ DEL PATRIMONIO ZOOTECNICO DELLA SARDEGNA.
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Il nuovo Regolamento Europeo n. 1012/2016 costituisce un’occasione importante per la Sardegna e per il suo patrimonio zootecnico in quanto consente di creare Enti Selezionatori locali che siano direttamente responsabili dell’attuazione dei programmi genetici e della tutela, monitoraggio, miglioramento delle razze autoctone.
L’attuazione del Regolamento UE non sarà diretta e immediata se non dopo la promulgazione da parte degli Stati membri di apposite norme di attuazione.

La bozza del documento di Ottana

Questa è la bozza del documento che stiamo condividendo con chi ha annunciato la propria presenza a Ottana.
Si tratta appunto di una bozza che può essere riscritta da capo a fondo. Non per il successo di un partito lottiamo, ma per la vittoria degli interessi e dei diritti dei Sardi.
«Noi Sardi presenti a Ottana il 20 aprile 2018
– crediamo fermamente nella capacità dei sardi di governarsi e di difendere e sviluppare i propri interessi e i propri diritti.
Per questo:
– non accettiamo più di vivere di stenti e di elemosine
– non accettiamo e rifiutiamo le restrizioni…»

Come non mordersi le lingue

di Riccardo Mura

Oltre a mettere uno steccato linguistico all’interno della lingua sarda (su cui già ci siamo espressi), la proposta di legge sul plurilinguismo, nel testo unificato approvato lo scorso 22 febbraio dalla Seconda commissione del Parlamento sardo, sembra voler anche puntellare gli atavici steccati politici che separano la tutela della lingua sarda (e dell’algherese) da quella delle lingue sardo-corse e del tabarchino.

Già dal primo articolo si può notare come l’appellativo di “lingua” venga concesso solo…

Niente baci con la lingua biforcuta

di Riccardo Mura
Nei prossimi giorni il Parlamento sardo discuterà il progetto di legge sulla lingua sarda licenziato dalla Seconda commissione… e nelle trincee del movimento linguistico sardo già si affilano i coltelli. Non poteva essere altrimenti: questa legge è in buona parte una reazione a quanto fatto dalle ultime legislature e da S’Ufìtziu de sa Limba Sarda dal 2006 al 2014. In particolare, il pomo della discordia è lo standard linguistico della Limba Sarda Comuna (LSC) e la concezione unitaria della lingua sarda, di cui la LSC è figlia.
Io credo che il testo in discussione…

In Sardegna la Vicepresidente della Commissione Pesca del Parlamento europeo: stato di salute della filiera ittica e aspettative per un’emancipazione del settore dal giogo dell’agricoltura

Martedì prossimo sarà in Sardegna Renata Briano, eurodeputata e Vicepresidente della Commissione Pesca del Parlamento europeo. Interverrà al Convegno di Olbia “Filiera Ittica in Sardegna: stato dell’arte e prospettive”, evento nato da una idea del FLAG Nord Sardegna e partecipato da tutti i portatori d’interesse del settore.
È importante che una deputata del Parlamento Europeo venga in Sardegna a parlare di Pesca: conoscerà una realtà distante da altre.
Nonostante l’Isola manifesti una naturale vocazione e propensione per questa attività, l’economia sarda non registra un elevato grado di dipendenza economica dalle attività della filiera ittica

Ce la faremo, anche noi Sardi

We shall over come cantava Martin Luther King e continua a cantarlo nei cuori di noi tutti che eravamo bambini quando lo ammazzarono e ricordiamo i volti tesi dei nostri genitori, gli occhi lucidi, la paura incombente.
Continua a cantarlo anche oggi, quando la stampa conservatrice si impegna nella macchina del fango post mortem ossessionata dalle sue pulsioni sessuali, descritte dell’Fbi di Hoover come incontenibili e orgiastiche, quasi che ancora si creda di poter distruggere un uomo seppellendolo sotto la pesantezza della sua debolezza. Se i tanti eroi e santi della nostra storia avessero dovuto aspettare di essere perfetti per fare del bene, oggi il mondo sarebbe più malvagio.
Anche noi Sardi ce la faremo.

Auguri e notizie

Ieri ho parlato con alcuni analisti (uno dei quali pensa realmente come Jack Ryan, il personaggio dei romanzi di Tom Clancy) sui possibili governi italiani.
Primo scenario: stessa maggioranza Centrodestra – Cinquestelle che ha egemonizzato le elezioni dei vertici delle due Camere del Parlamento. La criticità di questo scenario è il premier: entrambi gli schieramenti lo rivendicano per il proprio leader. Le distanze programmatiche vengono minimizzate, ma sono notevoli. In un clima quale quello attuale, da campagna elettorale infinita, caratterizzato da slogan e manipolazioni, da fattori simbolici considerati strategici e irrinunciabili per la credibilità di fronte agli elettori, non è uno scenario semplicissimo…

Le dighe e le centrali sul Tirso sono ritornate nella mani dei sardi

Ieri è stata firmata la transazione tra l’Enel e la Regione Sardegna (nella fattispecie l’Enas) che ha riportato le dighe e le centrali elettriche sul Tirso nella mani della Sardegna.
Quando sono diventato assessore, sostenuto dal Partito dei Sardi che allora non aveva preso neanche il 3% dei consensi, questa battaglia non era nella testa di nessuno. Nessuno ci credeva e quando abbiamo iniziato a perseguirlo non mancarono critiche e ironie.
Oggi il risultato è sotto gli occhi e nelle mani di tutti.
Avere due centrali idroelettriche e aver ipotecato in giudizio tutte le altre significa avere in testa gli interessi nazionali dei sardi.