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Che facciamo, ci prendiamo una banca o ci ciucciamo il dito?

di Paolo Maninchedda
Avantieri re Matteo ha emesso un importante decreto con ceralacca, sigillo aureo e trillo di tromba. Per una volta la “squilla” (come la chiamava Leopardi) non suona per i poveracci (Hemingway si fece una domanda retorica) ma per i banchieri e in particolare per quei banchieri che fanno i banchieri pur essendo bancari, cioè i banchieri delle banche popolari.

Quali risorse in finanziaria per frenare lo spopolamento delle zone interne?

Già da qualche anno a questa parte, si è levato forte il grido d’allarme sullo spopolamento delle zone interne della Sardegna. Il 48% dei paesi sardi ha un saldo migratorio negativo. Nessun intervento è stato previsto da questa amministrazione regionale per frenare lo svuotamento dei paesi sardi dell’interno, inesorabile altrimenti. Nessuna “buona pratica” è stata presa in considerazione?

Edilizia. News dalla Giunta regionale

“Le organizzazioni sindacali sanno perfettamente che le porte della Regione sono e saranno sempre aperte per discutere dei problemi dell’edilizia pur nella difficile situazione in cui una complessa normativa nazionale e la crisi economica pongono le istituzioni e le imprese”. Lo dice l’assessore dei Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda, dopo aver appreso della manifestazione organizzata per giovedì ad Abbasanta per richiamare l’attenzione sulla crisi del settore edile in Sardegna.

Tombaroli a Monti Prama

di Luca Sarriu
La vicenda dell’intrusione dei tombaroli nell’area interessata dallo scavo archeologico in località Monti Prama, e la successiva circolare della Direzione regionale dei Beni culturali che pone dei limiti alla comunicazione dell’andamento della campagna di scavi, impongono una seria riflessione sul rapporto tra competenze ministeriali e risorse statali messe in campo per la tutela dei beni culturali sardi.