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Sul vertice in Provincia: piano di rilancio di Nuoro o del Nuorese?

Apprendiamo dalla stampa di un improvviso “vertice” tenutosi ieri in Provincia a Nuoro e promosso dai consiglieri regionali Saiu (Lega), Mula (Psd’Az) e Talanas (F.I) “per avere notizie sullo stato dell’arte in merito al Piano di Rilancio del Nuorese”. Colpisce il fatto che non siano stati coinvolti né i rappresentanti degli Enti Locali, né i sindacati, né Confindustria, ossia quei soggetti istituzionali che compongono la Cabina di Regia e che sono i garanti della esecuzione del Piano e delle sue ricadute nei territori. Così come colpisce il fatto che…

Campagna di adesione 2019

Unisciti a noi.
Cerchiamo persone mosse dall’amore per la propria Terra e la propria gente. Persone pronte ad impegnarsi per la Sardegna con onestà, tensione morale, spirito di servizio per la propria comunità. Se ti riconosci in questi valori unisciti a noi per costruire la Repubblica di Sardegna attraverso l’azione non violenta, democratica, partecipata, condivisa.

Gli smemorati

Sembra che la “questione catalana” sia sparita improvvisamente dall’agenda politica regionale.
Nel bel mezzo di un processo iniziato lo scorso mese di febbraio contro il vice presidente del Parlamento catalano Oriol Junqueras e gli attivisti Jordi Sànchez e Jordi Cuixart, del quale parla il mondo intero, in Sardegna è calato improvvisamente il silenzio.

Sighidela goi…

I primi sei mesi sono cruciali per una giunta regionale.
È infatti dentro questo spazio temporale che si gettano le basi programmatiche di un lavoro che durerà cinque anni. È in questo spazio che si fanno le scelte più coraggiose, quelle destinate ad incidere maggiormente sulla pelle dei sardi…

Discontinuità viaria: chi ha paura del giudizio dei Sardi sulla storia?

Sostituire i nomi delle vie intitolate ai Savoia con personaggi locali è un insulto alla storia (così il professor Ortu oggi sulle colonne della Nuova) mentre “revocare la cittadinanza onoraria” a Mussolini e a Gandolfo è una meritoria operazione di bonifica storica (così la professoressa Mazzette sempre oggi sulle colonne della Nuova) che deve essere accolta “senza alcuna esitazione e giustificazione di sorta”?

Amministrative: solo confronti programmatici per gli interessi dei Sardi

Per il Partito dei Sardi le elezioni amministrative di giugno saranno il primo vero banco di prova, dopo le elezioni sarde di febbraio, che sfiderà la capacità dei partiti indipendentisti di ritrovarsi in un quadro unitario che guardi compatto al mondo del civismo, dell’impegno sociale, della tutela dei diritti, che sappia rifuggire da qualsiasi astensionismo per ambire ad una dimensione governativa e di guida delle comunità Sarde.
Ecco perché in queste settimane, peraltro dedicate alla preparazione del Congresso, abbiamo privilegiato…

Diritto alla mobilità: Ryanair spara a salve

Il 26 gennaio scorso, nel commentare la notizia del ricorso presentato da Ryanair al Presidente della Repubblica italiana contro la nostra continuità territoriale suggerivo:
«Mi aspetto che gli uffici legali della RAS non subiscano passivamente il ricorso di Ryanair ma utilizzino il meccanismo della “trasposizione del ricorso straordinario in sede giurisdizionale”. Lo spostamento del conflitto con la compagnia davanti al Tribunale Amministrativo fa aumentare (e di molto) i poteri e le prerogative difensive»…

Che fa il sardoleghismo davanti a Tajani, nemico della Catalogna e ammiratore di Vox e Mussolini?

Che fa il sardoleghismo davanti a Tajani, nemico della Catalogna e ammiratore di Vox e Mussolini?
Tajani prima nega una conferenza al Parlamento Europeo a Puigdemont e alle autorità catalane, poi autorizza una conferenza del partito spagnolo di estrema destra VOX, oggi fa l’elogio di Mussolini.
Che dice la coalizione sardoleghista? Che dicono i suoi rappresentanti? Che dirà il neogovernatore della Sardegna?

Le mie dimissioni (Direttivo Nazionale del 2 marzo 2019)

Mi assumo totalmente la responsabilità politica e personale di un risultato elettorale insoddisfacente e per me inatteso, nonostante esso registri un incremento di voti in valore assoluto per il Partito, rispetto a cinque anni fa, di più del 40%.
Me ne assumo interamente la responsabilità politica perché sono il Segretario del partito e quella personale perché sono stato il candidato alla presidenza, sebbene indicato dalle Primarias.
Me ne assumo l’intera responsabilità perché vorrei evitare che per un frainteso senso di giustizia, che non ho mai capito ma che è diffuso e forse necessario, si cercassero altri colpevoli e fratricidamente si iniziasse una guerra del rinfaccio che, permettetemi, troverei inutile e feroce.
Capisco che serva una sorta di atto di giustizia, per mille ragioni, anche per restare coesi, ma vorrei che interamente e totalmente sceglieste me per questa scomoda necessità.

Risultato non soddisfacente. Me ne assumo interamente la responsabilità

Prendo atto del risultato elettorale tutt’altro che soddisfacente di cui mi assumo interamente la responsabilità. Il trend dello spoglio sembra comunque attestare il Partito su risultati significativi in valore assoluto che sarebbe un errore sprecare e non valorizzare. Il voto per schieramenti ha evidentemente schiacciato la valutazione della qualità delle proposte. Convocherò a breve gli organi di partito per i necessari adempimenti. Continuerò a lavorare come intellettuale per la costruzione di un grande partito indipendentista e per cambiare l’informazione e la formazione della gente sarda in modo da sottrarre ogni persona a qualsiasi manipolazione.

Non da soli, ma da Sardi

Una campagna elettorale intensa nel corso della quale abbiamo incontrato migliaia di persone che, giorno dopo giorno, si sono unite intorno a uno slogan semplice quanto efficace: “Non da soli, ma da Sardi”. Questo per dire che l’unico voto utile in queste elezioni è quello per la Sardegna, contro i partiti italiani che da sempre ci negano poteri e libertà, diritti e progresso. In 70 anni di autonomia abbiamo provato a cambiare la Sardegna per parti ma la Sardegna non si cambia a piccoli passi. Si deve prendere atto che senza i poteri necessari al nostro sviluppo non riusciamo a guardare al futuro della nostra isola. Non abbiamo poteri sulle servitù militari, sul fisco, sui trasporti. Non abbiamo i poteri che ci servono, non abbiamo i poteri che servono alla nostra vita. Quei poteri li hanno gli altri. Ecco, scegliere il Partito dei Sardi significa decidere di prendere quei poteri. Serve una rivoluzione intelligente.

Vivere la sessualità senza discriminazioni: dalla parte dei diritti e della libertà

In Italia non si è consapevoli di un concetto molto banale e molto profondo: OGNUNO È LIBERO DI VIVERE LA PROPRIA SESSUALITÀ COME MEGLIO CREDE E SENZA ALCUNA DISCRIMINAZIONE.
Questa ovvietà in Italia deve diventare una conquista culturale perché veniamo da processi educativi che, invece, l’hanno censurata.
Oggi, anche in Sardegna, sono in tanti a essere discriminati per il loro orientamento sessuale.
Il tema dei diritti non può essere un tema secondario della campagna elettorale, perché ha a che fare con la vita delle persone.
Il Partito dei Sardi è da sempre il partito dei diritti: il 24 febbraio scegliete chi difende la libertà e la dignità umana.

Latte: Salvini vuole un sardo colpevole

La nostra proposta per il latte:

1) il Governo italiano stanzi (su risorse europee, non sue) nel bando di marzo per gli indigenti 20 milioni di euro per il Pecorino Romano, in modo da liberare i magazzini delle cooperative e degli industriali dalle eccedenze e consentire il rifinanziamento da parte delle banche della campagna attuale (proposta copiata da tutti senza mai citare il nostro nome, ma questo è normale nell’informazione manipolata della Sardegna)…

Accantoniamo lo Stato italiano: costruiamo lo Stato sardo

Ridacchiavano, quando noi del Partito dei Sardi sollevavamo striscioni dentro il Parlamento Sardo per ricordare che il governo italiano tratteneva illegalmente gli accantonamenti e con arroganza impugnava la legge sull’Agenzia Sarda delle Entrate.
Storcevano la bocca, quando noi del Partito dei Sardi per denunciar …

Oggi più che mai investiamo sull’ASE per governare le nostre entrate

Persino lo Stato dà torto allo Stato sugli accantonamenti dei soldi sardi per pagare il debito pubblico italiano.
Però tutto ciò non finirà finché non avremo totale controllo sulle nostre entrate, fino a quando i soldi dei sardi non saranno nelle casse della Sardegna.
Per questo in questi anni io, Paolo Maninchedda e tutto il Partito dei Sardi ci siamo battuti per mantenere fede alla nostra principale fatta in campagna elettorale e nonostante mille avversità siamo riusciti a varare l’AgenziaSardaEntrate che ha iniziato a funzionare da questo 1 gennaio.

Ci spostiamo: da Tramatza ad Abbasanta. Siamo molti e non vogliamo creare disagi e disordini

Siamo molti; molti di più dei 200 iniziali. Le autorità ci hanno invitato a considerare che Tramatza è un luogo con parcheggi e capienza non adeguati ad accogliere un numero elevato di persone e di auto. Dobbiamo spostarci: stesso giorno, sempre domenica 23, sempre alle 10, ma si va al Centro Servizi Losa, km 124 SS 131.
Stanno aderendo molti amministratori ‘non allineati’, persone che vorrebbero occuparsi delle elezioni sarde senza schemi politici di appartenenza tradizionali e in forma non subordinata agli organi e ai leader dei partiti italiani.

Verso Tramatza 23/9: Siamo in molti. Regole per chi vuole intervenire

Le adesioni all’assemblea del 23 sono tali da far pensare a un evento molto più numeroso di quanto ci si aspettava.
Serve applicare piccoli accorgimenti organizzativi.
Il primo dei quali è essere sintetici.
È dunque necessario
– pensare interventi che stiano tassativamente tra i 3 e i 5 minuti;
– chi volesse iscriversi a parlare scriva a info@ilpartitodeisardi.eu;
– gli amministratori locali hanno priorità sugli altri…

Sappilo Salvini, qui vincono i sardi balenti

La storia di Cala Gonone ci ricorda che ci sono sardi imbecilli e razzisti, che vogliono fare gli italiani salviniani e per questo dicono «Niente birra da quello lì che è nero», e ci sono sardi balenti, come Dionigio e Mamadou, che sanno qual è il valore e la ricchezza della diversità e sono i migliori testimoni della Sardegna futura. La bella notizia, l’unica vera notizia, è che da noi vincono Dionigio e Mamadou.

Uniti vinceremo e riusciremo a cambiare quello che non funziona!

di Augusto Cherchi
Se non si capisce un dato di fatto banale, diventa difficile anche spiegare l’evidenza.
Ci provo:

  • è evidente il caos organizzativo che regna in ATS (Azienda di Tutela della Salute);
  • è evidente il disegno sanitariocentrico di riorganizzazione dei servizi, con i due Hub del nord e del sud che attraggono personale e servizi e con la periferia che vede accrescere le sue difficoltà ad erogare servizi se non a conservarli;

È possibile salvarsi dal degrado italiano?

La drammatica situazione che vive oggi l’Italia e che giocoforza tocca anche i sardi ha una causa fondamentale: il disprezzo crescente che negli ultimi anni ha investito, dentro e fuori il palazzo, la cultura e l’istruzione. Vale a dire il fastidio o la distrazione verso lo spirito critico, la curiosità, l’approfondimento formativo, l’apertura verso ciò che non si conosce, il dialogo costruttivo, la creatività individuale e collettiva. Dentro tutto ciò ricade anche l’attacco agli “intellettuali” e all’“università” ma non bisogna confondersi perché la cultura è patrimonio collettivo e ridurla al lavoro degli intellettuali o al possesso dei titoli di studio è una concezione vecchia, fuorviante, perdente. La cultura è tutto ciò che lega positivamente le persone, che le lega attraverso la cooperazione e non attraverso l’odio. Per questo la cultura…

Troppi fronti aperti. Noi andiamo verso la mobilitazione nazionale

In un mondo ordinato, accertata l’esistenza di un problema, si procede a risolverlo.
Nel nostro mondo, invece, accertata l’esistenza di un problema, si procede a raccontarlo diversamente da com’è, a farlo passare in secondo piano e piano piano a ignorarlo, che significa a incancrenirlo.
Noi non ci stiamo.
Riepiloghiamo.

“E dringhidi!”. Ovvero, Renato Soru e il ripetersi (quasi identico) della storia

Qualche giorno fa meditavo fra me e me sull’uscita di Renato Soru che sottolineando la disgregazione di Progetto Autodeterminazione diceva, in sostanza, che questo favoriva il recupero dei RossoMori da parte del “suo” PD.
Meditando meditando ho pensato: “E dringhidi…”. Vale a dire: “Ecco Soru che mentre se la prende con noi del Partito dei Sardi ancora una volta corre dietro a chi gli ha dato e gli darà il due di picche….”.
E infatti l’indomani i RossoMori lo hanno brutalmente “murato” dicendo che non erano interessati al corteggiamento del PD soriano.
Qualche giorno prima, con perfetto tempismo, Soru aveva sostenuto la linea dell’apertura del PD ai 5Stelle – quelli che da anni gli danno del PDiota – naufragata poche ore dopo.
Ancor prima aveva corteggiato il PSd’Az..

Altro che contratto all’italiana. Il cambiamento facciamolo alla sarda

Ma se alla fine, dopo aver fomentato odio e diprezzo reciproco, in Italia tutti possono allearsi con tutti, come dimostra la vicenda del “contratto” che i 5Stelle stanno provando a stringere con Lega e PD, non è più serio e onesto fare come abbiamo fatto noi del Partito dei Sardi dicendo fin da subito «siamo diversi ma se c’è una convergenza sugli interessi nazionali dei sardi possiamo allearci (esclusi fascisti e razzisti) per portare avanti un programma di governo innovativo»?

Non si può chiedere di liberare i corpi e di imprigionare le idee. In risposta alla mozione presentata dall’on. Tedde e Forza Italia

Liberare i corpi ma imprigionare le idee. È questo che viene fuori dall’interessante mozione presentata oggi da Marco Tedde a nome di Forza Italia in merito alla Catalogna.
Da un lato Forza Italia spinge – positivamente – perché il nostro Governo e il Presidente Pigliaru chiedano all’Europa di mediare fra Spagna e Catalogna, di riaffermare l’inviolabilità dei diritti civili dei politici catalani arrestati e con essi il diritto all’autodeterminazione della Catalogna.

Siamo tutti ebrei

Noi del Partito dei Sardi non abbiamo paura di dirlo: siamo tutti ebrei.
Conosciamo i documenti che nella storia hanno costruito l’odio antisemitico.
Conosciamo la stella appuntata sui vestiti e prevista già da documenti medievali.
Conosciamo il testo di Lutero contro gli ebrei.
Conosciamo l’odio seminato per secoli dalla Chiesa cattolica contro gli ebrei.
Conosciamo l’odio razzista del Fascismo…

Attenzione alla mistificazione. Indipendenza e insularità sono cose serie

Non bastava l’idea sbandierata ai quattro venti che con il riconoscimento dell’insularità nella Costituzione italica i sardi stessero finalmente reclamando e affermando la propria italianità (con tanto di rimbrotto agli indipendentisti, poco allettati dall’idea di vivere nei “Caraibi d’Italia”, da parte di Beppe Severgnini). Non bastava. Ora, mentre scorrono immagini di tricolori in tripudio – ovviamente mescolati ai quattro mori, che vanno bene per tutte le stagioni – sento dire al telegiornale che l’iniziativa è il preludio all'”indipendenza economica” della Sardegna.
Attenzione! Attenzione! Attenzione!

La difficile stagione delle decisioni

Dopodomani il Direttivo nazionale del Partito dei Sardi dovrà cominciare a prendere una serie di decisioni che non riguarderanno solo le elezioni politiche italiane, ma più in generale il modo di tenere vivi gli ideali, difendere la Sardegna, guardare sempre allo sviluppo e alla giustizia.
Non sarà semplice.
Le elezioni sono state organizzate in modo…