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Quando un indipendentista va via in punta di piedi

Per Renato Azara la scelta indipendentista era connaturata alla sua natura: un uomo indipendente, libero, senza paure, appassionato del mondo come lui non poteva che guardare alla Sardegna come essa merita, con la consapevolezza di chi sa riconoscere le cose di valore della storia. (…) E in silenzio, in punta di piedi, senza disturbare nessuno, se n’è andato.

Vaccini e politica: si può non essere servi del denaro. L’esempio di Cuba

Non si può non ammirare lo spirito e la pratica della medicina dello Stato di Cuba. Intanto si tratta di una sanità pubblica che funziona: 150 morti a fronte di 11 milioni di persone. Intanto si tratta di una sanità di Stato cui l’Italia dovrebbe guardare, almeno per imparare il senso del dovere. E non mi si dica che quello di Cuba è un regime. Lo so benissimo! So bene delle carceri di Castro. Ma conosco anche (…)

Libertà e autodeterminazione. Solidarietà ai leader catalani

La condanna dei 9 leader catalani è la plastica negazione del diritto all’autodeterminazione di un popolo. Abbiamo visto e constatato personalmente il carattere pacifico, non violento e meramente consultivo del referendum del 2017; abbiamo visto i promotori di quel referendum…

Sul vertice in Provincia: piano di rilancio di Nuoro o del Nuorese?

Apprendiamo dalla stampa di un improvviso “vertice” tenutosi ieri in Provincia a Nuoro e promosso dai consiglieri regionali Saiu (Lega), Mula (Psd’Az) e Talanas (F.I) “per avere notizie sullo stato dell’arte in merito al Piano di Rilancio del Nuorese”. Colpisce il fatto che non siano stati coinvolti né i rappresentanti degli Enti Locali, né i sindacati, né Confindustria, ossia quei soggetti istituzionali che compongono la Cabina di Regia e che sono i garanti della esecuzione del Piano e delle sue ricadute nei territori. Così come colpisce il fatto che…

Gli smemorati

Sembra che la “questione catalana” sia sparita improvvisamente dall’agenda politica regionale.
Nel bel mezzo di un processo iniziato lo scorso mese di febbraio contro il vice presidente del Parlamento catalano Oriol Junqueras e gli attivisti Jordi Sànchez e Jordi Cuixart, del quale parla il mondo intero, in Sardegna è calato improvvisamente il silenzio.

Sighidela goi…

I primi sei mesi sono cruciali per una giunta regionale.
È infatti dentro questo spazio temporale che si gettano le basi programmatiche di un lavoro che durerà cinque anni. È in questo spazio che si fanno le scelte più coraggiose, quelle destinate ad incidere maggiormente sulla pelle dei sardi…

Discontinuità viaria: chi ha paura del giudizio dei Sardi sulla storia?

Sostituire i nomi delle vie intitolate ai Savoia con personaggi locali è un insulto alla storia (così il professor Ortu oggi sulle colonne della Nuova) mentre “revocare la cittadinanza onoraria” a Mussolini e a Gandolfo è una meritoria operazione di bonifica storica (così la professoressa Mazzette sempre oggi sulle colonne della Nuova) che deve essere accolta “senza alcuna esitazione e giustificazione di sorta”?

Amministrative: solo confronti programmatici per gli interessi dei Sardi

Per il Partito dei Sardi le elezioni amministrative di giugno saranno il primo vero banco di prova, dopo le elezioni sarde di febbraio, che sfiderà la capacità dei partiti indipendentisti di ritrovarsi in un quadro unitario che guardi compatto al mondo del civismo, dell’impegno sociale, della tutela dei diritti, che sappia rifuggire da qualsiasi astensionismo per ambire ad una dimensione governativa e di guida delle comunità Sarde.
Ecco perché in queste settimane, peraltro dedicate alla preparazione del Congresso, abbiamo privilegiato…

Diritto alla mobilità: Ryanair spara a salve

Il 26 gennaio scorso, nel commentare la notizia del ricorso presentato da Ryanair al Presidente della Repubblica italiana contro la nostra continuità territoriale suggerivo:
«Mi aspetto che gli uffici legali della RAS non subiscano passivamente il ricorso di Ryanair ma utilizzino il meccanismo della “trasposizione del ricorso straordinario in sede giurisdizionale”. Lo spostamento del conflitto con la compagnia davanti al Tribunale Amministrativo fa aumentare (e di molto) i poteri e le prerogative difensive»…

Le mie dimissioni (Direttivo Nazionale del 2 marzo 2019)

Mi assumo totalmente la responsabilità politica e personale di un risultato elettorale insoddisfacente e per me inatteso, nonostante esso registri un incremento di voti in valore assoluto per il Partito, rispetto a cinque anni fa, di più del 40%.
Me ne assumo interamente la responsabilità politica perché sono il Segretario del partito e quella personale perché sono stato il candidato alla presidenza, sebbene indicato dalle Primarias.
Me ne assumo l’intera responsabilità perché vorrei evitare che per un frainteso senso di giustizia, che non ho mai capito ma che è diffuso e forse necessario, si cercassero altri colpevoli e fratricidamente si iniziasse una guerra del rinfaccio che, permettetemi, troverei inutile e feroce.
Capisco che serva una sorta di atto di giustizia, per mille ragioni, anche per restare coesi, ma vorrei che interamente e totalmente sceglieste me per questa scomoda necessità.

Risultato non soddisfacente. Me ne assumo interamente la responsabilità

Prendo atto del risultato elettorale tutt’altro che soddisfacente di cui mi assumo interamente la responsabilità. Il trend dello spoglio sembra comunque attestare il Partito su risultati significativi in valore assoluto che sarebbe un errore sprecare e non valorizzare. Il voto per schieramenti ha evidentemente schiacciato la valutazione della qualità delle proposte. Convocherò a breve gli organi di partito per i necessari adempimenti. Continuerò a lavorare come intellettuale per la costruzione di un grande partito indipendentista e per cambiare l’informazione e la formazione della gente sarda in modo da sottrarre ogni persona a qualsiasi manipolazione.

Non da soli, ma da Sardi

Una campagna elettorale intensa nel corso della quale abbiamo incontrato migliaia di persone che, giorno dopo giorno, si sono unite intorno a uno slogan semplice quanto efficace: “Non da soli, ma da Sardi”. Questo per dire che l’unico voto utile in queste elezioni è quello per la Sardegna, contro i partiti italiani che da sempre ci negano poteri e libertà, diritti e progresso. In 70 anni di autonomia abbiamo provato a cambiare la Sardegna per parti ma la Sardegna non si cambia a piccoli passi. Si deve prendere atto che senza i poteri necessari al nostro sviluppo non riusciamo a guardare al futuro della nostra isola. Non abbiamo poteri sulle servitù militari, sul fisco, sui trasporti. Non abbiamo i poteri che ci servono, non abbiamo i poteri che servono alla nostra vita. Quei poteri li hanno gli altri. Ecco, scegliere il Partito dei Sardi significa decidere di prendere quei poteri. Serve una rivoluzione intelligente.

Vivere la sessualità senza discriminazioni: dalla parte dei diritti e della libertà

In Italia non si è consapevoli di un concetto molto banale e molto profondo: OGNUNO È LIBERO DI VIVERE LA PROPRIA SESSUALITÀ COME MEGLIO CREDE E SENZA ALCUNA DISCRIMINAZIONE.
Questa ovvietà in Italia deve diventare una conquista culturale perché veniamo da processi educativi che, invece, l’hanno censurata.
Oggi, anche in Sardegna, sono in tanti a essere discriminati per il loro orientamento sessuale.
Il tema dei diritti non può essere un tema secondario della campagna elettorale, perché ha a che fare con la vita delle persone.
Il Partito dei Sardi è da sempre il partito dei diritti: il 24 febbraio scegliete chi difende la libertà e la dignità umana.

Latte: Salvini vuole un sardo colpevole

La nostra proposta per il latte:

1) il Governo italiano stanzi (su risorse europee, non sue) nel bando di marzo per gli indigenti 20 milioni di euro per il Pecorino Romano, in modo da liberare i magazzini delle cooperative e degli industriali dalle eccedenze e consentire il rifinanziamento da parte delle banche della campagna attuale (proposta copiata da tutti senza mai citare il nostro nome, ma questo è normale nell’informazione manipolata della Sardegna)…

Ci spostiamo: da Tramatza ad Abbasanta. Siamo molti e non vogliamo creare disagi e disordini

Siamo molti; molti di più dei 200 iniziali. Le autorità ci hanno invitato a considerare che Tramatza è un luogo con parcheggi e capienza non adeguati ad accogliere un numero elevato di persone e di auto. Dobbiamo spostarci: stesso giorno, sempre domenica 23, sempre alle 10, ma si va al Centro Servizi Losa, km 124 SS 131.
Stanno aderendo molti amministratori ‘non allineati’, persone che vorrebbero occuparsi delle elezioni sarde senza schemi politici di appartenenza tradizionali e in forma non subordinata agli organi e ai leader dei partiti italiani.

Verso Tramatza 23/9: Siamo in molti. Regole per chi vuole intervenire

Le adesioni all’assemblea del 23 sono tali da far pensare a un evento molto più numeroso di quanto ci si aspettava.
Serve applicare piccoli accorgimenti organizzativi.
Il primo dei quali è essere sintetici.
È dunque necessario
– pensare interventi che stiano tassativamente tra i 3 e i 5 minuti;
– chi volesse iscriversi a parlare scriva a info@ilpartitodeisardi.eu;
– gli amministratori locali hanno priorità sugli altri…

Uniti vinceremo e riusciremo a cambiare quello che non funziona!

di Augusto Cherchi
Se non si capisce un dato di fatto banale, diventa difficile anche spiegare l’evidenza.
Ci provo:

  • è evidente il caos organizzativo che regna in ATS (Azienda di Tutela della Salute);
  • è evidente il disegno sanitariocentrico di riorganizzazione dei servizi, con i due Hub del nord e del sud che attraggono personale e servizi e con la periferia che vede accrescere le sue difficoltà ad erogare servizi se non a conservarli;

Troppi fronti aperti. Noi andiamo verso la mobilitazione nazionale

In un mondo ordinato, accertata l’esistenza di un problema, si procede a risolverlo.
Nel nostro mondo, invece, accertata l’esistenza di un problema, si procede a raccontarlo diversamente da com’è, a farlo passare in secondo piano e piano piano a ignorarlo, che significa a incancrenirlo.
Noi non ci stiamo.
Riepiloghiamo.

Siamo tutti ebrei

Noi del Partito dei Sardi non abbiamo paura di dirlo: siamo tutti ebrei.
Conosciamo i documenti che nella storia hanno costruito l’odio antisemitico.
Conosciamo la stella appuntata sui vestiti e prevista già da documenti medievali.
Conosciamo il testo di Lutero contro gli ebrei.
Conosciamo l’odio seminato per secoli dalla Chiesa cattolica contro gli ebrei.
Conosciamo l’odio razzista del Fascismo…

La difficile stagione delle decisioni

Dopodomani il Direttivo nazionale del Partito dei Sardi dovrà cominciare a prendere una serie di decisioni che non riguarderanno solo le elezioni politiche italiane, ma più in generale il modo di tenere vivi gli ideali, difendere la Sardegna, guardare sempre allo sviluppo e alla giustizia.
Non sarà semplice.
Le elezioni sono state organizzate in modo…

Il nostro 2018

I nostri auguri per il 2018 sono i nostri impegni per la Sardegna.
Noi ci impegniamo a non sprecare il tempo del nostro impegno politico.
Noi ci impegniamo a ottenere sempre il possibile per raggiungere il giusto.
Noi ci impegniamo a unire i Sardi, a non usare mai né un linguaggio né una teoria che li divida.
Noi ci impegniamo a togliere dai cuori la paura dell’indipendenza della Sardegna.
Noi ci impegniamo a costruire e guidare la più ampia convergenza…

Lavoro: chi esulta, chi ragiona e chi prima non c’era

Ieri il Parlamento sardo ha approvato il Piano straordinario del lavoro di 126 milioni di euro. I titoli dei giornali e le dichiarazioni di diversi esponenti politici sono un po’ sopra le righe.
Le modalità attuative, che sono tutto, sono ancora da definire. La struttura di coordinamento è la Cabina di regia che non innova le procedure e i soggetti delle politiche attive, ma le coordina.
La diminuzione dei disoccupati in Sardegna non è dimostrabile che sia legata alle politiche attive messe in campo finora, piuttosto che alla ripresa economica del sistema Italia.
Resta un punto: la manovra è uscita dalla Giunta senza il Piano straordinario del lavoro. Chi ha chiesto e ottenuto il Piano straordinario del lavoro sono stati il Partito dei Sardi, Liberi e Uguali e la CGIL…

Perfetti sconosciuti

Ieri si è registrato uno scambio di dichiarazioni tra l’onorevole Cappelli e il Presidente della Giunta sul nuovo accordo sulle servitù militari.
Si è appreso da questo scontro che la Giunta intende presentare l’Accordo al Consiglio il 12 dicembre.
Come è stato ben chiarito nella riunione dei capigruppo convocata sul tema dal Presidente, il Partito dei Sardi non sa nulla di questo accordo, se non il sommario elenco delle opere che potrebbero essere oggetto di dismissione dal demanio militare, peraltro non fornito, ma solamente illustrato in quella sede.
Nella riunione dei Capigruppo, Gianfranco Congiu ha chiarito…

Catalogna. Mozione e richiesta di convocazione straordinaria e urgente del Parlamento sardo

I Capigruppo Gianfranco Congiu, Daniele Cocco e Pierfranco Zanchetta hanno depositato una mozione sui fatti della Catalogna con richiesta di convocazione straordinaria e urgente del Parlamento sardo.

Il Partito dei Sardi, MPD Art 1 e UPC chiedono che la Comunità internazionale si faccia parte attiva per ristabilire i dettami di un confronto politico democratico, con il ripudio di forme e rimedi coercitivi.

Richiamando l’iniziativa degli oltre 150 sindaci e amministratori locali della Sardegna che, nel manifesto congiunto del 30 ottobre, stigmatizzano il silenzio delle istituzioni europee e riconoscono il risultato politico delle consultazioni referendarie catalane, chiedono che il Parlamento sardo rinnovi la solidarietà al popolo catalano, insista sulle richieste di cessazione immediata degli arresti per tutti gli esponenti

Partito dei Sardi sulla rete ospedaliera: equità sui posti letto

Il Partito dei Sardi presenterà in Aula diversi emendamenti a tutela e garanzia di un sistema sanitario equo, ben distribuito ed efficiente, che esalti il settore pubblico senza trascurare il ruolo fondamentale degli operatori della sanità privata.

Puntiamo alla perfetta integrazione tra pubblico e privato, in un processo in cui il potenziamento dei servizi erogati dal privato non penalizzi in alcun modo la sanità pubblica, facendo prevalere il principio di “specificità” o di “non esclusività”, in modo che che il famigerato D.M. 70 non sia mai recepito acriticamente ma venga adeguato alle particolarità della nostra isola.
Nel dettaglio, gli emendamenti proposti perseguono questi obiettivi:

Rete Ospedaliera. Prosegue la battaglia del Partito dei Sardi.
Augusto Cherchi in prima linea.

Ecco l’emendamento votato ieri in aula (Augusto Cherchi primo firmatario) sugli ospedali di zona disagiata.
Rappresenta una tappa di una lunga battaglia con la quale finalmente si è riusciti a mettere in sicurezza gli ospedali di Bosa, Sorgono, La Maddalena, Isili e Muravera.

«Per il nostro territorio è una vittoria importante che sancisce una volta per tutte che il nostro ospedale deve sopravvivere con i servizi essenziali per tutta la popolazione» dichiara Augusto Cherchi «finisce l’era in cui si è vissuto con l’incubo della spada di Damocle sulla chiusura dell’ospedale, che da quando è nato vive con questa paura. Ora è stabilito che rappresenta una parte essenziale della nostra rete ospedaliera e che ha dignità di ospedale di base».

Il Partito dei Sardi: sulla sanità non facciamo la spesa al mercato del populismo

Augusto Cherchi, Consigliere del Partito dei Sardi e Membro della Commissione sanità, interviene per fare il punto sul dibattito sulla riforma della rete ospedaliera e ribadire la posizione del partito su alcuni dei punti più significativi: «Sulla questione Alghero – Ozieri riteniamo sia giusto un primo livello che completa la sanità del Sassarese, in evidente fase di ristrutturazione, che non presenta il livello di Hub che invece ha Cagliari.
Su Lanusei sono stati conservati i servizi che sono da primo livello anche se non ne avrebbe le prerogative e i requisiti minimi: non facciamo battaglie sulle etichette ma sui servizi.
Sugli ospedali di zona disagiata la nostra battaglia per il riconoscimento della tutela garantita dei servizi sta dando i suoi frutti e l’emendamento di revisione presentato da noi ma firmato e sostenuto anche della maggioranza di commissione arriva in aula forte di una buona condivisione.
Riteniamo soddisfacente anche il risultato ottenuto per Ghilarza, che mantiene la sua operatività nel territorio, e per Tempio, con la garanzia della conservazione di servizi importanti come l’ortopedia e il punto nascita.