Nazione Sarda

Dove e come ritrovarci: i sei punti di Lorenzo Palermo

Vi è il generalizzato trasversale “sentimento nazionale sardo” alimentato dal moderno senso dell’identità, che giustamente chiede di esser seriamente e non strumentalmente rappresentato.
Lega tutto ciò un desiderio di nuova etica nella politica.

Ritengo che compito essenziale di chi si considera classe dirigente (non solo politica) della Sardegna sia, oggi, quello di contribuire a sviluppare e rinforzare l’area sardista, nazionalitaria e federalista: senza lo sviluppo di un forte movimento in questo senso non può esservi progresso e benessere per i Sardi.

Dove ritrovarsi? Parlano i Rossomori

Bisogna trovarsi sicuramente per poi insieme andare a ritrovare tutti quelli che nel bene e nel male si sono dispersi.
È necessario trovare il luogo fisico per guardarsi negli occhi. Con chi costruire questo luogo?
Sicuramente con tutti quelli che hanno a cuore LA NAZIONE SARDA. Il mondo indipendentista e della autodeterminazione (…)

Come e dove ritrovarsi?

E dunque il problema è: come costruire una cornice ampia, ma coerente, dove ci si possa organizzare in modo non opprimente?
Come rendere esplicita da subito la necessità di produrre una lista alle prossime elezioni regionali che porti in Consiglio persone libere e capaci, senza che questo appaia come una proiezione opportunistica che svuoti di significato il percorso anziché arricchirlo?

Primarias: Nazione, libertà e ricchezza

Bisognerebbe dire con chiarezza che si ha paura della libertà delle Primarias – Primarie nazionali della Sardegna.
Si ha paura proprio delle regole che le caratterizzano: apertura, universalità, segretezza e non ricostruibilità del voto, modernità.
Vota chiunque e nessuno può buttare schede nelle urne, nessuno è costretto a mettersi in fila nei seggi delle sedi di partito, lo spoglio e i verbali sono automatici. Votano i sardi all’estero iscritti all’Aire.
Votano i sardi in Italia.
Tutto chiaro, libero, indipendente e trasparente.