Informazione

La Rai dei comizietti e l’ignoranza diffusa. La legge elettorale truffa

Come fa informazione in campagna elettorale la televisione di Stato?
Rinunciando all’informazione.
Vedere un telegiornale in questi giorni è disarmante per una persona normalmente attenta e civile.
Si è costretti a sentire i comizietti preconfezionati. I giornalisti fanno una piccola introduzione inutile poi cedono il microfono a un rappresentante di partito, il quale ha studiato una dichiarazione da trenta secondi netti, buttata a memoria e recitata di fronte ai microfoni televisivi.
Tutto qui.
Questa è l’informazione dello Stato italiano.

Ci interessa sapere e saper fare

Oggi il ministro italiano Calenda viene intervistato dalla Nuova Sardegna e fa l’elogio dell’industria 4.0, cioè dell’industria pulita, ecosostenibile, con rilevante e stabile impatto occupazionale, alta produttività e buoni margini. Ovviamente dice anche che tutto questo non solo è possibile in Sardegna ma che è anche già in corso, giacché sarebbe in funzione a Porto Torres e a Portovesme.
Chi ha verificato che la ripresa della produzione dell’alluminio nel Sulcis è ecosostenibile? Ancora nessuno.
La chimica verde è realmente e integralmente partita? È realmente sostenibile?

Il bavaglio in sanità

Ogni volta che si prova a organizzare un convegno sulla grave crisi dei servizi che si registra nel sistema sanitario sardo, oppure sullo spostamento di fatto del debito delle Asl sui fornitori (le fatture ormai vengono pagate oltre i sei mesi e già vi è chi, per esempio a Cagliari, ha fatto scrivere dai propri legali all’Azienda), si registra un grande imbarazzo da parte dei dipendenti delle Asl sarde a partecipare come relatori, che siano o no figure apicali. Motivo? Temono sanzioni o addirittura il licenziamento da parte dei Direttori generali delle Asl.
Il problema è reale e non riguarda solo le Asl, riguarda tutti i dipendenti pubblici e i dipendenti regionali, ma chissà perché nelle Asl è vissuto in modo più drammatico, forse perché più alto è il livello di tensione e di dissenso.

Il ministro immemore Pinotti. Noi sappiamo, noi ricordiamo

Nell’offensiva mediatica del Ministero della Difesa e, mi spiace dirlo, della Giunta sarda, volta a far sembrare giusto un accordo che invece è ingiusto, subordinato e imbarazzante per i sardi e per la storia, quale quello negoziato segretamente da Pigliaru e alla firma lunedì prossimo, interviene oggi il ministro della Difesa Pinotti, con un’intervista alla Nuova Sardegna.
Breve premessa: l’informazione in Sardegna ormai non va più alle fonti, ma racconta le opinioni dei protagonisti

Sulle ultime della signora Borletti Buitoni

L’arroganza della Repubblica italiana nei confronti delle istituzioni sarde si vede dai dettagli: alle richieste di chiarimento di un Presidente e di un’Assessore sardo risponde un sottogretario, che pretende peraltro di avere l’ultima parola.
L’ultima della signora Borletti Buitoni è che l’impugnativa è stata necessaria perché “l’impianto normativo [è] tale da
privare il Mibact del potere di valutare”. Insomma, come ho già detto, è tutta una questione di potere: chi ha il potere di decidere in Sardegna, i sardi o l’Italia? Questo è il dilemma.

SICCITÀ E BUONE PRATICHE. La voce degli agricoltori

Il nostro intervento di qualche giorno fa sull’ottimizzazione dell’uso delle risorse idriche ha suscitato molte reazioni.
Dopo la testimonianza di Fausto Fulghesu, oggi ricevo e pubblico volentieri un contributo al dibattito che arriva da alcune imprenditrici agricole della Nurra.

Gianfranco Congiu
Capogruppo del Partito dei Sardi nel Parlamento Sardo

COMUNICATO
L’autonomismo è morto.
No al neoregionalismo ad autonomie differenziate per la Sardegna

Cagliari, 28 aprile 2017
COMUNICATO STAMPA
«L’autonomismo è morto. No al neoregionalismo ad autonomie differenziate per la Sardegna»

«Non tutte le forze politiche del Consiglio regionale sono d’accordo con l’idea di neoregionalismo ad autonomie differenziate, per questo chiedo con quale mandato il presidente Ganau abbia sottoscritto ieri un documento di linee guida sulle prospettiva di riforma del regionalismo. Linee guide che nessuno in Consiglio conosce, e che ci avrebbe fatto piacere vedere prima dell’approvazione da parte del Coordinamento dei presidenti delle Assemblee delle Regioni a Statuto speciale; vedere e possibilmente discutere in aula, nel rispetto delle prerogative istituzionali del Consiglio». Così si è espresso questa mattina il presidente del Gruppo consiliare Partito dei Sardi, Gianfranco Congiu, intervenendo nel corso del seminario sull’autonomia che si è svolto nell’aula del Parlamento della Sardegna, a Cagliari.

L’incoscienza autonomista. Perché è sbagliato dedicare Sa Die a Giorgio Asproni

di Franciscu Sedda

«Io voglio vivere e morire italiano».
Così si esprimeva Giorgio Asproni nel 1852 in una lettera indirizzata da Napoli al suo amico, il canonico Giovanni Spano. Del resto fin dagli esordi del suo impegno politico e del suo ingresso nel Parlamento Subalpino nel 1848 i suoi intenti erano chiari, anzi, adamantini:

Mio principio massimo e primordiale è l’Unità dell’Italia a qualunque prezzo. Indi il convocamento sollecito della Costituente per stabilire un Regno vasto sopra basi le più democratiche, e restituire all’antica dignità la regina del Mondo (8 luglio 1848).

Che cosa significasse fare l’Unità dell’Italia “a qualunque prezzo” ce lo fa capire – più ancora che la sua partecipazione alla spedizione dei mille al seguito di Garibaldi – il fatto che davanti alla possibilità di un’unità monarchica e centralistica lui, massone che si professava repubblicano e federalista, era prontissimo a mettere da parte i suoi ideali e ad attaccare chi pure stimava, come il federalista Giuseppe Ferrari

L’indipendenza e il calderone: rimarcare i nostri valori contro il tentativo di confondere le idee

di Enrico Cocco
Con la conclusione del primo turno delle elezioni francesi, tra sospiri di sollievo e moniti di varia natura e preoccupazione, è necessario fare il punto sul linguaggio utilizzato dai mezzi di comunicazione rispetto alla lettura dei fatti e dei movimenti politici che da Brexit, presidenziali USA e recenti consultazioni d’oltralpe hanno caratterizzato il dibattito pubblico.
Sintetizzando tra l’ampio spettro di letture possibili, sulla carta stampata ed in televisione l’analisi più ricorrente vedeva grosso modo due fette politiche ed elettorali combattersi rispetto a un tema principale: gli uni si richiamavano a un processo già in atto, giocoforza da registrare, ovvero quello di una maggiore integrazione sovranazionale (pensiamo all’Unione Europea o ai trattati di libero scambio come il TTIP); gli altri invece puntavano ad una rinnovata forza dell’autorità statale, volta ad interrompere i supposti incontrollabili flussi internazionali di capitali ed esseri umani.

#iosono141

In occasione del ventiseiesimo anniversario della strage del Moby Prince, l’Associazione 10 Aprile-Familiari Vittime Moby Prince ha organizzato a Cagliari una giornata per ricordare le 140 vittime.

Grazie all’interessamento del Comune di Cagliari, venerdì 7 aprile alle ore 10 è prevista una cerimonia per l’intitolazione dello spazio antistante la Capitaneria di Porto di Cagliari, che si chiamerà Piazza Vittime del Moby Prince.

Roberto Tramaloni rappresenta Cagliari alla manifestazione europeista

«L’Europa non cade dal cielo». Così diceva Altiero Spinelli, uno dei padri fondatori dell’Europa.
L’Unione politica dell’Europa è infatti nelle mani di ciascun cittadino europeo. Così come la costituzione della Repubblica di Sardegna è nelle mani di ciascun Sardo che vuole entrare come Stato negli Stati Uniti d’Europa con pari dignità rispetto agli altri popoli europei. Sventolano le bandiere di tante Nazioni: è bello vedere Scozzesi e Sardi in prima fila.
Roberto Tramaloni, Partito dei Sardi