Fiscalità

Cosa c’entra Giave con la lotta per una fiscalità giusta e sarda

La fiscalità in Sardegna è ingiusta e noi sardi dobbiamo manovrarne le leve per creare una partecipazione fiscale più leggera e ben distribuita, in cui non ci siano né tartassati né imboscati, che consenta invece di produrre più ricchezza ecosostenibile e diffusa. Questo il Partito dei Sardi ha sempre detto e fatto. Lo ha detto denunciando l’omogeneità del regime fiscale interno alla Repubblica italiana a fronte di investimenti infrastrutturali storicamente squilibrati fra Sardegna e Italia. Lo ha fatto portando avanti l’annoso iter di perimetrazione delle zone franche doganali della Sardegna. Lo ha fatto chiedendo nel Parlamento sardo la commissione per le ZES, le zone economiche speciali. Lo ha fatto soprattutto costruendo l’Agenzia Sarda delle Entrate, il passo più decisivo e concreto

Contesa sugli accantonamenti. Gianfranco Congiu: «Occorre un cambio di passo»

Dura presa di posizione di Gianfranco Congiu sul tema degli accantonamenti. Secondo il Capogruppo del Partito dei Sardi, la questione, soprattutto dopo la sentenza 154/2017 della Corte Costituzionale italiana, deve essere reinterpretata all’insegna di una strategia che non può più passare per generici appelli al buon senso e alla lealtà istituzionale.

Fiscalità, entrate, volontà

di Franciscu Sedda
Si terrà stasera a Sassari un importante dibattito sul tema del fisco organizzato dal Partito dei Sardi. Purtroppo ho dovuto declinare l’invito ad esserci a causa di altri impegni e la cosa mi dispiace molto: per la rilevanza dei temi su cui mi sono impegnato da anni ma anche perché so che sarà una serata bella e partecipata, visto il grande lavoro organizzativo fatto dalle attiviste e dagli attivisti di Sassari.
Se fossi andato, cosa avrei detto?
Avrei parlato dell’Agenzia Sarda delle Entrate che va inderogabilmente resa operativa entro il 1 gennaio 2018. Avrei parlato della vittoria sull’inversione dei flussi e della momentanea sconfitta sugli accantonamenti. Avrei parlato della mobilitazione da fare in vista del 24 ottobre per difendere la legge ASE e per affermare tutti insieme che la volontà dei sardi non può essere tagliata. Avrei parlato di Accise come questione politica e dell’Articolo 10 dello Statuto che è lì come una sfida alle nostre paure e un monito a sperimentare le nostre potenzialità.
E avrei proposto di iniziare a parlare di cosa significherà la partecipazione fiscale, di tutti e nelle forme giuste, nella futura Repubblica di Sardegna.

I sardi non possono attendere

di Franciscu Sedda
La Vertenza Entrate fra la Sardegna e l’Italia non si è mai chiusa perché si può chiudere solo con l’indipendenza della Sardegna.
Ribattere in modo vincente alle slealtà dello Stato italiano, oggi sempre più evidenti anche a chi si è a lungo fidato dell’Italia, significa smetterla di rivendicare attenzione e giustizia da governi amici o nemici ma governare da sardi mettendo in cima solo ed esclusivamente l’autodeterminazione e la felicità del nostro popolo.
L’immediata e piena operatività dell’Agenzia Sarda delle Entrate è il primo passaggio concreto per dare attuazione alla difesa dei nostri diritti e alla presa di responsabilità rispetto ai nostri interessi.

Agenzia Sarda delle Entrate e Alto Adige Riscossioni: il senso della misura e degli esempi di sovranità

di Franciscu Sedda
La Provincia di Bolzano ha stanziato quasi 8 milioni di euro per l’attività di riscossione dei tributi locali, dal 2017 al 2019, di Alto Adige Riscossioni (che mette insieme i 125 Comuni della provincia autonoma). Lo ripeto: 8 milioni di euro.
Quando si è fatta la legge per l’Agenzia Sarda delle Entrate – con funzioni, immediate e in prospettiva, molto più complesse per un territorio e una collettività più ampia – dall’opposizione dentro e fuori il Parlamento sardo si è gridato allo scandalo per uno stanziamento iniziale di 2 milioni e mezzo di euro. Lo ripeto: 2 milioni e mezzo di euro.
Ecco. Se la Sardegna non cresce è anche per questo.

ASE: dal nulla al tutto in quattro mosse

di Franciscu Sedda
Raffaele Paci lo dice a parole sue ma lo dice*. E solo chi non vuole intendere può far peggio di un sordo. Le sue parole dunque vanno ben lette e comprese.
E non mi riferisco al fatto che Paci abbia collegato esplicitamente l’approvazione dell’ASE a “gli interessi del popolo sardo” da difendere e affermare. Cosa importantissima, anche perché Paci è il Vicepresidente della RAS e dunque della Sardegna. No, non mi riferisco a questo perché già m’immagino che chi prima chiedeva più enfasi patriottica a questo Governo oggi invece certamente lo tacerebbe di retorica. Mi riferisco dunque a ciò che Paci dice in merito all’operatività dell’ASE. All’operatività che si collega all’approvazione dell’Agenzia Sarda delle Entrate.

ASE. I nostri soldi nelle nostre mani. Mettiamo le fondamenta dello Stato Sardo

di Franciscu Sedda

Il Partito dei Sardi saluta con grande soddisfazione l’approvazione della legge per l’Agenzia Sarda delle Entrate. Una legge che è mancata per settant’anni alla Sardegna. Una legge che è mancata nel momento dell’apertura della Vertenza Entrate nel 2006. Una legge che ancor più colpevolmente è mancata nella scorsa legislatura quando il centrodestra è riuscito ad ignorare la voce di 31.000 sardi e di decine e decine di amministrazioni che avevano firmato la proposta di legge popolare del Fiocco Verde.
Oggi i sardi hanno quella legge che così a lungo è mancata. Una legge importante, che mentre guarda lontano dà certezze per il presente.

Fra i sardi, con i sardi, per i sardi. Cresciamo nel Parlamento sardo, crescono le sfide per la Sardegna

Da ieri il Partito dei Sardi ha un gruppo tutto suo all’interno del Parlamento sardo. Si tratta di un passaggio importante che aumenta la nostra libertà d’azione e con essa le responsabilità che ne conseguono.

Siamo pronti a farcene carico. Perché abbiamo preparato questo momento attraverso un lungo lavoro che oggi ci vede più forti nei numeri ma ancor prima in esperienza e capacità d’intervento. Sono dunque certo che Augusto Cherchi, Gianfranco Congiu, Roberto Desini, Pier Mario Manca sapranno rappresentare al meglio le istanze del Partito dei Sardi e della Nazione sarda. A loro va il nostro augurio di buon lavoro – e a Gianfranco Congiu, nuovo capogruppo, un ulteriore augurio per l’importante responsabilità – consapevoli che saremo più forti se ci sosterremo l’uno con l’altro, dentro e fuori il Parlamento sardo.

Uccidiamo il mostro conservatore

di Franciscu Sedda
Come era prevedibile, dopo il decisivo passaggio dell’approvazione della legge per l’Agenzia Sarda delle Entrate in Commissione Bilancio, un conservatorismo trasversale ha preso forma. È il conservatorismo che attraversa istituzioni e organi d’informazione, sinistra centro e destra, e prova a bloccare la Sardegna ogni volta che si prova a fare qualcosa di realmente grande, ogni volta che ci si trova davanti ad un passo avanti realmente decisivo. Molto spesso questo conservatorismo non ha nulla di esplicitamente politico. È paura dell’ignoto. È disistima verso se stessi. È, come scrive anche Paolo Maninchedda nel suo intervento di stamattina, frutto di piccolo debolezze umane (l’ansia di visibilità, l’invidia, il riaffermare per orgoglio la propria piccola quota di autorità) che possono anche essere compatite ma non possono e non devono fermare il cambiamento.

Spicchiamo il volo. Tagliamo noi le tasse aeroportuali

di Franciscu Sedda
Tagliare noi le tasse aereoportuali
volute dallo Stato italiano che Ryanair indica come causa del ridimensionamento della sua presenza in Sardegna.
Le forme per farlo si trovano, ci sono. Serve la determinazione per fare un gesto di sovranità.
L’ho detto tempo fa quando sembrava che la pressione del nostro Governo sullo Stato, iniziata già da febbraio, avrebbe dato i suoi frutti, lo ribadisco oggi: mai mettersi nella condizione di dover dipendere dalle scelte altrui. Meglio fare uno sforzo d’inventiva politica e se serve anche un sacrificio economico pur di non diventare ostaggio della slealtà, della lentezza, della distrazione, degli interessi non prioritari o divergenti – ognuno scelga quello che preferisce – dello Stato italiano. Ma anche di Ryanair.
Trovare noi, come Sardegna, come Governo sardo, una formula per garantire una fiscalità meno penalizzante per chi vuole operare da e per la Sardegna è infatti un modo per attirare qualunque operatore aereo, oltre che per trattenere quelli in più o meno giustificata fuga.