Educazione

Una nuova scuola sarda. Addio alla “Buona scuola” di Renzi

Serve una nuova cultura ed educazione dei Sardi che sappia restituire fiducia, che sappia ricostituire anche biologicamente la gioventù, che renda agevole la residenza nel centro montano, che tuteli l’infanzia, che rafforzi l’istruzione. Ecco perché bisogna partire da una nuova scuola, una nuova formazione professionale, una nuova università, una nuova e più avanzata istruzione tecnico-professionale, un nuovo sguardo sulla persona, sulla famiglia e sulle cose.
La Sardegna ha bisogno di un grossissimo investimento sulla scuola. Se noi non impariamo nuovamente “a sapere e a saper fare” non riusciamo a produrre ricchezza e non riusciamo a garantire la nostra libertà.

Noi che siamo antifascisti, noi che combattiamo i bulli di ogni età

Nella modernità viene ritenuto difficile dire che cosa si è. L’identità è in crisi, per cui non basta mai una sola parola per definirsi. Non credo che sia proprio così (ieri per i cristiani cattolici era la prima domenica di Quaresima, il tempo nel quale si deve dire a se stessi che cosa si è. Dorian Gray si è chiuso in una taverna a bere birra) ma mi adeguo per comodità, abbraccio Montale e dico ciò che noi del Partito dei Sardi non siamo e mai potremo essere.
Noi non siamo e mai potremo essere fascisti.