Cultura

Lingua sarda o statue di Mont’e Prama: una nazione si costruisce sommando

di Franciscu Sedda
Una nazione si costruisce sommando le sue diversità, non sottraendole o mettendole in conflitto.
La coscienza popolare ha fatto suo il termine “Giganti” per le statue di Mont’e Prama. Gli intellettuali preferiscono “Eroi” per adeguarsi a terminologie e ipotesi scientifiche. Che si fa? Ci si scontra, invece di sommare. Ci si divide quando ci si potrebbe unire e rafforzare: “I Giganti di Mont’e Prama, eroi di Sardegna”. O viceversa. “Gli eroi di Mont’e Prama, giganti di Sardegna”…

Basta a razzismi e ipocrisie. Costruiamo una Nazione sarda accogliente, prospera, sicura

Attentati e incendi per le strade, ipocrisie e segreti in aula. Non ci piace. Non ci piace per nulla questo clima di xenofobia e irresponsabilità che si sta creando in Sardegna. La questione umanitaria dell’accoglienza è complessa e spaventa ma a nulla servirà mettere la testa sotto la sabbia o addirittura lasciare la Sardegna in mano al razzismo. Come ha detto in aula anche Gianfranco Congiu, intervenendo a seguito dell’approvazione dell’emendamento turismo-migranti, l’incapacità del Parlamento Sardo di discutere con maturità e apertamente di temi così delicati non fa onore alla nostra massima assemblea.

Da Minciaredda a Fluorsid. La lotta per l’ambiente e l’indipendenza

di Franciscu Sedda
Nel 2003 come iRS portammo alla luce la “collina dei veleni” di Minciaredda, dove la SIR/Syndial aveva per anni seppellito porcherie di ogni tipo. Fu la coscienza indipendentista e l’amore per la nostra terra a darci la forza di fare un gesto pieno di rischi: difficile dimenticarsi il rumore degli elicotteri mandati dallo Stato che dalla notte prima ci pedinavano, l’odore acre del benzene che esalava mentre la ruspa squarciava l’abisso della nostra terra martoriata, gli sfoghi sulla pelle e le nausee dei giorni successivi, il rischio denuncia per invasione di proprietà privata e tanto altro. Fu un gesto che ebbe la forza di accendere i riflettori su di un fenomeno su cui tutti – istituzioni per prime – preferivano chiudere gli occhi.

A distanza di anni, dopo mille peripezie, inchieste, commissioni, sentenze di “disastro ambientale”, il percorso per bonificare quell’area è avviato con 250 milioni di investimento a carico di Eni. Chi inquina paga.

L’incoscienza autonomista. Perché è sbagliato dedicare Sa Die a Giorgio Asproni

di Franciscu Sedda

«Io voglio vivere e morire italiano».
Così si esprimeva Giorgio Asproni nel 1852 in una lettera indirizzata da Napoli al suo amico, il canonico Giovanni Spano. Del resto fin dagli esordi del suo impegno politico e del suo ingresso nel Parlamento Subalpino nel 1848 i suoi intenti erano chiari, anzi, adamantini:

Mio principio massimo e primordiale è l’Unità dell’Italia a qualunque prezzo. Indi il convocamento sollecito della Costituente per stabilire un Regno vasto sopra basi le più democratiche, e restituire all’antica dignità la regina del Mondo (8 luglio 1848).

Che cosa significasse fare l’Unità dell’Italia “a qualunque prezzo” ce lo fa capire – più ancora che la sua partecipazione alla spedizione dei mille al seguito di Garibaldi – il fatto che davanti alla possibilità di un’unità monarchica e centralistica lui, massone che si professava repubblicano e federalista, era prontissimo a mettere da parte i suoi ideali e ad attaccare chi pure stimava, come il federalista Giuseppe Ferrari

Chi è quel signore?

Babbu, chi è quel signore?”, “Sergio, uno di noi
(VERSIONE BREVE – consigliata a chi è affetto da mandronia acuta)
Franciscu Sedda


Babbu, chi è quel signore?!”, mi ha domandato Soliana sabato scorso mentre scendevamo insieme lungo via Manno.
Il suo dito puntato verso la statua di Carlo Felice non lasciava dubbi.
È un signore che non dovrebbe stare lì…”, ho sbottato quasi di colpo. E rendendomi conto che data la sua velocità di pensiero avrebbe potuto subito chiedermi perché allora stesse proprio lì, ho subito aggiunto: “… non dovrebbe starci perché è una persona che non voleva bene ai sardi”.

Perché vogliamo una discussione pubblica e di coalizione sul Piano di Dimensionamento Scolastico

di Franciscu Sedda
Il Partito dei Sardi ha oggi preso una posizione netta contro la presentazione in Giunta del Piano di Dimensionamento Scolastico. Si tratta di una posizione coerente e conseguente con quanto andiamo dicendo da ormai due anni. Ovvero che non si può fare un Piano di dimensionamento basato su delle linee guida dettate dal Ministero italiano che potranno andare bene per l’Italia ma che sicuramente non vanno bene per la Sardegna.
Abbiamo da tempo chiesto un confronto pubblico e di coalizione su una materia così delicata e decisiva per il futuro dei nostri figli, del nostro popolo e della nostra terra. Una materia che ci riguarda tutti.

L’intervento di Franciscu Sedda al VI Congresso FASI

Istimadas sorres, istimados fradis,sono molto emozionato e molto felice di portarvi questo saluto. Si tratta infatti di un saluto a nome del Partito dei Sardi – dunque un saluto a nome mio, in quanto Segretario Nazionale, ma anche a nome di Paolo Maninchedda, Presidente del Partito nonché Assessore ai Lavori Pubblici della Sardegna, dei nostri rappresentanti nel Parlamento Sardo, e con noi di tutte le attiviste e gli attivisti del Partito dei Sardi – ma è anche un saluto personale, da parte mia: un saluto da disterrau a disterraus.
A diciotto anni infatti sono partito per andare a studiare a Roma, lì ho fatto il dottorato

Sardegna, Mondo, 11 novembre 2016: ciò che dobbiamo essere, ciò che vogliamo fare

di Franciscu Sedda
Una società in cui mariti bruciano mogli, maestri maltrattano bambini, amici vessano disabili, assistenti umiliano anziani, è una società senza futuro. È una società che non può produrre futuro. Una società che al massimo può produrre scuse – la crisi, l’Europa, gli immigrati, la politica, gli altri, sempre qualcun altro – per non fare i conti con i propri limiti.

Fra i sardi, con i sardi, per i sardi. Cresciamo nel Parlamento sardo, crescono le sfide per la Sardegna

Da ieri il Partito dei Sardi ha un gruppo tutto suo all’interno del Parlamento sardo. Si tratta di un passaggio importante che aumenta la nostra libertà d’azione e con essa le responsabilità che ne conseguono.

Siamo pronti a farcene carico. Perché abbiamo preparato questo momento attraverso un lungo lavoro che oggi ci vede più forti nei numeri ma ancor prima in esperienza e capacità d’intervento. Sono dunque certo che Augusto Cherchi, Gianfranco Congiu, Roberto Desini, Pier Mario Manca sapranno rappresentare al meglio le istanze del Partito dei Sardi e della Nazione sarda. A loro va il nostro augurio di buon lavoro – e a Gianfranco Congiu, nuovo capogruppo, un ulteriore augurio per l’importante responsabilità – consapevoli che saremo più forti se ci sosterremo l’uno con l’altro, dentro e fuori il Parlamento sardo.

Grazia Deledda, il nostro primo premio Nobel

di Franciscu Sedda
Sorprende che alcuni giornalisti italiani si stupiscano della poca considerazione che in Italia viene riservata alla ricorrenza del Nobel a Grazia Deledda visto che è da novant’anni che quel Nobel viene tranquillamente rimosso. Per capirne le ragioni in realtà basterebbe leggersi le motivazioni del Nobel, che riconducono tutto alla capacità della Deledda di descrivere…

È tempo di aggiungere una lingua. Natzionale.

di Franciscu Sedda
Chiunque ami il sardo, ora più che mai, dovrebbe convincersi che bisogna fare tutti un passo oltre campanilismi e localismi. Posto che noi sardi non abbiamo intenzione di rinunciare alla pratica, allo studio e all’insegnamento di ogni singola variante della nostra lingua (e delle altre lingue di Sardegna come, per intenderci, il gallurese, il sassarese, l’algherese, il carlofortino…) è tempo di aggiungere una lingua, è tempo di fare un passo avanti collettivo verso una vera lingua nazionale dei sardi.

Una “Festa della Corsica” in Sardegna. E viceversa, una “Festa della Sardegna” in Corsica

di Franciscu Sedda
Una “Festa della Corsica” in Sardegna. E viceversa, una “Festa della Sardegna” in Corsica.

Sarebbe un bel modo per cementare di anno in anno la collaborazione fra le nostre due nazioni e celebrare la ritrovata unità d’intenti e d’azione fra i nostri due popoli, quell’unità che i nostri Governi e i nostri Parlamenti stanno consolidando attraverso eventi come l’istituzione nelle prossime ore ad Ajaccio del Consiglio Sardo-Corso.
Per questo ieri, durante un positivo incontro con il Presidente Ganau, insieme al Professor Marci, abbiamo lanciato l’idea di una reciproca festa, che aiuti le due comunità a rinsaldare legami e conoscersi più profondamente.

Sardegna&Corsica. L’arcipelago prende forma

di Franciscu Sedda
Il Governo Sardo e quello Corso si incontrano nuovamente, stavolta ad Ajaccio, per continuare il lavoro iniziato a Cagliari e rafforzare la cooperazione fra le nostre istituzioni. Allo stesso tempo noi del Partito dei Sardi e i fratelli e le sorelle di Femu a Corsica abbiamo organizzato una serie di incontri politici e culturali, anche attraverso l’Associazione Sardegna-Corsica, per portare avanti il nostro lavoro condiviso per l’autodeterminazione delle nostre Nazioni.

Sardegna e Corsica più forti in Europa

TGR Sardegna del 13 febbraio 2016.
Il servizio è dedicato al vertice Sardegna-Corsica, ai temi dell’indipendenza e della sovranità, ai rapporti politici fra Gilles Simeoni e il Partito dei Sardi. Con l’intervista a Paolo Maninchedda e Franciscu Sedda.

Is iskìdos contra a Iskìda

di Riccardo Mura

Eravamo tutti contenti, come Partito dei Sardi, di aver contribuito a sbloccare i finanziamenti per il cinema sardo, dopo cinque anni di “siccità”, e già ci tocca affrontare i malumori di chi ha visto escludere il proprio progetto. Sulla stampa e sul web monta la polemica sulla mancata ammissione di Iskìda della Terra di Nurak al finanziamento per lo sviluppo della sceneggiatura. Guardo le tabelle e scopro che la commissione ha assegnato al progetto un punteggio molto basso, in particolare nelle quote che riguardano il valore artistico e la “valorizzazione dell’identità regionale”. ll malumore mi contagia.

Presentazione del Manuale d’indipendenza. A Nuoro l’8 gennaio

Venerdì 8 Gennaio, alle ore 18.30, presso il Caffè Letterario Nobel ’26 in Piazza Mameli (ExMe) a Nuoro, l’Associazione Culturale A INNANTIS presenta il Manuale d’indipendenza nazionale. Dall’identificazione all’autodeterminazione di Franciscu Sedda.

Dialogherà con l’Autore il Professor Paolo Maninchedda.

L’evento è realizzato dall’Associazione Culturale A INNANTIS con la collaborazione della Libreria Mieleamaro libri & musica di Nuoro e del Caffè Letterario Nobel ’26.

No a proconsoli romani, sì a una scuola dei sardi

di Gianfranco Congiu
Consigliere regionale del Partito dei Sardi

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA – XV LEGISLATURA

Consiglio del 22 settembre 2015:

  1. L’art. 5 dello Statuto Speciale attribuisce alla Sardegna la facoltà di adattare alle sue particolari esigenze le disposizioni delle leggi della Repubblica in materia di istruzione e ordinamento degli studi;
  1. Trattasi di competenza legislativa concorrente secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 235/2010

Vicini ai nostri insegnanti precari, al lavoro per una scuola sarda

di Franciscu Sedda

Il Partito dei Sardi sostiene l’azione di tutti quegli insegnanti precari sardi che stanno lottando per poter continuare a fare il proprio lavoro in Sardegna.
Il riconoscimento del diritto di stabilizzazione atteso da anni e sancito dall’Europa è avvenuto infatti attraverso un cambio di regole in corsa da parte dello Stato italiano che ha inserito tutti i docenti, compresi quelli sardi, in un’unica “graduatoria nazionale”, viatico per un loro spostamento fuori dalla Sardegna.

La memoria del terzo paesaggio

di Sabrina Sabiu
L’incontro tematico sul turismo attivo, Rete per il Territorio, tenutosi a San Giovanni Suergiu lo scorso 8 ottobre, è stato un’importante occasione per parlare del patrimonio industriale, ferroviario, elettrico e di bonifica idraulica dismesso nel territorio del Sulcis.