Catalogna

Non si può chiedere di liberare i corpi e di imprigionare le idee. In risposta alla mozione presentata dall’on. Tedde e Forza Italia

Liberare i corpi ma imprigionare le idee. È questo che viene fuori dall’interessante mozione presentata oggi da Marco Tedde a nome di Forza Italia in merito alla Catalogna.
Da un lato Forza Italia spinge – positivamente – perché il nostro Governo e il Presidente Pigliaru chiedano all’Europa di mediare fra Spagna e Catalogna, di riaffermare l’inviolabilità dei diritti civili dei politici catalani arrestati e con essi il diritto all’autodeterminazione della Catalogna.

Autoritarismo, bugie e sacchetti di plastica

Oggi il Tribunale Supremo spagnolo, che sa di franchismo già nel nome, decide se continuare a tenere in carcere Oriol Junqueras, leader di ERC, la sinistra repubblicana di Catalogna. Proprio ieri il pavido Consiglio d’Europa ha segnalato la Spagna come esempio di mancanza di separazione fra potere politico e giudiziario. La storia pare già scritta. E il rischio concreto è che brave persone, padri di famiglia, insegnanti, attivisti nonviolenti come Junqueras, Forn, Sanchez e Cuixart continuino a stare in prigione con la sola colpa di essere indipendentisti, vincenti, amati dal loro popolo. Di tutto questo, nella poverissima campagna elettorale italiana che inizia a suon di sacchetti biodegradabili e fake news, ovviamente non c’è traccia. Perché i diritti civili, e dunque il vero senso dell’Europa, sono cosa troppo seria e complicata

Catalogna e Sardegna: indipendenza, governo e libertà

In Catalogna hanno vinto gli indipendentisti.
Non ci si faccia fuorviare dalle letture date dai media italiani e spagnoli dolosamente orientati a diminuire questa vittoria. Da ieri sera dicono che sì hanno vinto Junqueras e Puigdemont, però aggiungono subito che il partito maggiore è l’unionista Ciudadanos. Ma che senso ha? Ciò che in Italia e nel mondo viene genericamente indicato col nome di ‘indipendentisti’ è sempre stata una coalizione, non un solo partito.
Soprattutto non c’è un giornale che dica la verità sul clima delle elezioni. Il capo di Esquerra republicana, Oriol Junqueras, è in galera per non avere commesso alcun reato.
Sono state elezioni di polizia, questa è la verità. Aleggiava il sospetto che l’idea dell’autodeterminazione catalana fosse un’idea illegale. Aleggiava il sospetto che dichiararsi per l’indipendenza potesse significare essere indagati e inquisiti.
Il desiderio di libertà, la compostezza e la disciplina politica, la sicurezza del perimetro ideologico

Catalogna. Mozione e richiesta di convocazione straordinaria e urgente del Parlamento sardo

I Capigruppo Gianfranco Congiu, Daniele Cocco e Pierfranco Zanchetta hanno depositato una mozione sui fatti della Catalogna con richiesta di convocazione straordinaria e urgente del Parlamento sardo.

Il Partito dei Sardi, MPD Art 1 e UPC chiedono che la Comunità internazionale si faccia parte attiva per ristabilire i dettami di un confronto politico democratico, con il ripudio di forme e rimedi coercitivi.

Richiamando l’iniziativa degli oltre 150 sindaci e amministratori locali della Sardegna che, nel manifesto congiunto del 30 ottobre, stigmatizzano il silenzio delle istituzioni europee e riconoscono il risultato politico delle consultazioni referendarie catalane, chiedono che il Parlamento sardo rinnovi la solidarietà al popolo catalano, insista sulle richieste di cessazione immediata degli arresti per tutti gli esponenti

Sardegna. Amministratori indipendentisti uniti a sostegno della Repubblica Catalana

Con la presente vi do comunicazione di un’iniziativa collettiva da parte degli amministratori indipendentisti della Sardegna volta al sostegno e al riconoscimento della Repubblica di Catalogna.
L’iniziativa ha già raccolto l’adesione di più di150 amministratori fra Sindaci, Vicesindaci, Assessori, Consiglieri e altri si stanno aggiungendo in queste ore.
Come spiegato nel documento allegato gli amministratori sottoscrittori del documento hanno preso parte chi a titolo personale chi come rappresentanti di partito. Questo ha consentito un’ampia partecipazione e un forte momento di condivisione fra forze politiche diverse.
Il Partito dei Sardi è felice di veder realizzato un momento di unità in nome della solidarietà internazionale e del diritto all’indipendenza. Siamo al contempo felici di aver dato il nostro contributo mobilitando la nostra rete di amministratori delle Comunità della Nazione sarda.

Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

PdS riconosce la Repubblica catalana e invita il Parlamento Sardo a pronunciarsi formalmente per il riconoscimento del nuovo Stato

Il Partito dei Sardi si unisce alla altre forze parlamentari che in Europa in queste ore stanno riconoscendo la Repubblica catalana. Al contempo il Partito dei Sardi invita il Parlamento Sardo a pronunciarsi formalmente per il riconoscimento del nuovo Stato, dando seguito al gesto generoso e coraggioso fatto dal nostro Governo e dalla nostra Assemblea in difesa della democrazia e della celebrazione del referendum d’autodeterminazione del 1 Ottobre.

PdS su Catalogna: no alle violenze, sì all’autodeterminazione

«Censura contro le azioni di violenza della Guardia Civil ordinate dal Governo Rajoy in occasione del referendum per l’indipendenza dello Stato catalano che si è svolto il primo ottobre scorso, e solidarietà al popolo catalano, auspicando che prosegua il suo percorso pacifico in cui sia garantito il diritto di esprimersi su qualunque riforma inclusa quella sull’autodeterminazione”.

È il contenuto dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale della Sardegna prima del varo alla riforma della rete ospedaliera. L’odg, recependo un’integrazione chiesta in Aula dal capogruppo del Partito dei Sardi Gianfranco Congiu, chiede anche «l’immediata scarcerazione e remissione in libertà di quanti sono stati sottoposti a misure di privazione della libertà per i fatti connessi agli eventi dell’1 ottobre».

PdS: «Catalogna subisce repressione. Le istituzioni sarde esprimano solidarietà e dicano sì a democrazia e autodeterminazione»

Il Partito dei Sardi chiama le istituzioni sarde alla solidarietà al Governo Catalano e dice no alla repressione della democrazia e dell’autodeterminazione.
Lo Stato spagnolo ha definitivamente passato il segno. Dopo aver perquisito stamperie, giornali, ministeri; dopo aver denunciato parlamentari e sindaci; oggi si è arrivati all’arresto di 15 funzionari della Generalitat, il Parlamento della Catalogna.

Il PdS e i suoi rappresentanti istituzionali sostengono il “Pacte Nacional pel Referendum” promosso dalla Catalogna

di Franciscu Sedda
Il Partito dei Sardi e i suoi rappresentanti all’interno del Governo e del Parlamento Sardo aderiscono alla chiamata fatta dalla società civile e dalle istituzioni catalane a sottoscrivere e sostenere il “Pacte Nacional pel Referendum” (Patu Nazionale pro su Referendum / Patto Nazionale per il Referendum) a difesa del diritto di autodeterminazione e dell’esercizio della democrazia in Catalogna.

Il futuro della Catalogna non può che dipendere dal popolo di Catalogna e dal suo diritto a scegliere democraticamente come dare concretezza al desiderio di libertà, autogoverno, giustizia, dignità che in forma sempre più partecipata ed evidente si è espresso in questi anni nelle piazze come nelle elezioni catalane.