Agricoltura

Riprendiamoci la terra

La nostra catena alimentare in Sardegna è fortemente danneggiata da modi di utilizzare la terra che non sono i nostri, da prezzi che non sono i nostri.
Non si può pagare un chilo di pomodori da campo, da sugo, 12 centesimi di euro. Dobbiamo pagarli per quello che valgono.
Allora perché dobbiamo riprenderci la terra, riprendere a coltivare sano e a mangiare sano.
Il patto educativo tra noi deve essere: “Tu produci bene, io compro”.

Il PD come il cane dell’ortolano: non fa e non lascia fare

di Gianfranco Congiu
La nascita dell’Organismo Pagatore è momento cruciale per l’intera agricoltura sarda al punto che l’obiettivo politico dato dal Presidente Pigliaru, dietro nostra richiesta, ne prevedeva l’attivazione a dicembre 2017.

Perché tanto lassismo? Se il PD ritiene di archiviare il caso, derubricandolo ad una intemperanza di una forza politica verso un assessore regionale, si sbaglia e non coglie nel segno. Ci preoccupa che di fronte alle severissime procedure scandite dal Regolamento Albo Operatori Economici per il pre-riconoscimento degli Organismi pagatori (MIPAAF 2018) l’assessorato dell’agricoltura sia terribilmente in ritardo.

Lettera aperta ai Deputati e Senatori sardi. La Sardegna rischia di perdere la diversità genetica delle proprie razze locali

di Gianfranco Congiu, Capogruppo del Partito dei Sardi

LE NORME ITALIANE ATTUATIVE DEL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO SULLA SELEZIONE GENETICA SONO UN ATTENTATO ALLA UNICITÀ DEL PATRIMONIO ZOOTECNICO DELLA SARDEGNA.
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Il nuovo Regolamento Europeo n. 1012/2016 costituisce un’occasione importante per la Sardegna e per il suo patrimonio zootecnico in quanto consente di creare Enti Selezionatori locali che siano direttamente responsabili dell’attuazione dei programmi genetici e della tutela, monitoraggio, miglioramento delle razze autoctone.
L’attuazione del Regolamento UE non sarà diretta e immediata se non dopo la promulgazione da parte degli Stati membri di apposite norme di attuazione.

I nostri agnelli e quelli altrui. Compriamo sardo

Ieri sui social diversi pastori hanno postato foto dell’arrivo in Sardegna di agnelli vivi non sardi.
Nei centri commerciali delle città e nelle macellerie dei paesi diviene più probabile a Pasqua e a Natale comprare carne non sarda. La ragione è presto detta: noi produciamo agnelli prevalentemente sotto Natale, meno a Pasqua. In Italia si macellano poco più di 400.000 agnelli nel periodo pasquale e se ne importano altrettanti, perché il fabbisogno, in costante diminuzione, è di circa 800.000 capi. Una parte di queste importazioni raggiunge anche la Sardegna.
Come possiamo difenderci? Come possiamo aiutare chi alleva e vende in Sardegna?
Il Consorzio per la Tutela dell’IGP Agnello di Sardegna cerca di ripetere, da tempo, che dobbiamo stare attenti all’etichetta.
L’educazione alimentare dei sardi è una questione nazionale…

Piano neve e fiere: che la Giunta eviti scelte schizofreniche

La Giunta sarda, su proposta dell’Assessora dell’Ambiente Donatella Spano, ha emanato le regole per la spesa dei fondi ai Comuni montani impegnati nel Piano Neve. Si tratta di 500 mila euro per far fronte alle microspese (carburante, manutenzioni, bolli assicurativi per i mezzi spazzaneve forniti dalla Protezione civile, catene e altro) che generalmente vengono anticipate dai Comuni. Un emendamento apposito alla finanziaria (proposto dal PDS) ha scritto la norma. L’esecutivo regionale oggi ha scritto le regole procedurali che ne consentono la spesa. Sono regole chiare, semplici, che permettono la spendita pressoché immediata di una provvista finanziaria utile e attesa.
L’esatto contrario rispetto alla delibera n. 8/39 del 20 febbraio scorso, Misure a favore delle fiere…

Pastori: noi non diciamo bugie

Ieri l’Assessore dell’Agricoltura ha rilasciato questa dichiarazione:
ANSA: «Non possiamo che essere soddisfatti per la dichiarazione di risoluzione del problema del refresh da parte di Governo e Unione europea, annunciata oggi dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina. Così come avevamo già comunicato qualche settimana fa, a differenza di chi diceva il contrario, le cose si sono risolte grazie al lavoro costante e a volte silenzioso dei nostri uffici. Questo risultato determinerà lo sblocco di numerose pratiche dei pastori sardi su Domanda unica e PSR dove erroneamente erano state segnalate delle anomalie». Così l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, che ha aggiunto: «Il riconoscimento del Pascolo locale tradizionale (PLT), elemento distintivo delle produzioni sarde di elevata qualità, è prerogativa indispensabile per le buone pratiche dell’allevamento dei nostri pastori, soprattutto di quelli che operano nelle zone più rurali della Sardegna: Nuorese e Ogliastra

Pastori senza soldi e senza risposte. Corte dei Conti sui banchi di scuola

Continuiamo a fornire una lettura divergente dei fatti che l’attualità politica produce, sperando in questo modo di concorrere a formare uomini politici nuovi e sempre più adatti alla funzione di cui la Sardegna ha più bisogno: il Governo.
Ieri La Nuova Sardegna ha promosso su Facebook un confronto in diretta tra l’Assessore e la Coldiretti sui temi dell’agricoltura. I dati utilizzati sono quelli pubblicati da noi. Nessuno li ha contestati. Ne consegue che il Partito dei Sardi sta svolgendo una funzione di conoscenza e di tutela degli interessi legittimi degli allevatori che nessuno sta svolgendo. Continueremo a farlo, ma le domande restano tutte lì, irrisolte: come si intende far recuperare al sistema delle imprese sarde i 22 milioni di euro direttamente sottratti dal refresh al sistema Sardegna? Cosa si intende fare per gli allevatori di vacche, scomparsi dal novero degli allevatori sardi?

Le ragioni dei pastori 2: tanto denaro promesso, poco denaro erogato

Continuo nel lavoro (che dovrebbero fare altri, ma che non fanno) di illustrare le motivazioni profonde che danno ragione allo sciopero elettorale dei pastori, sempre che vogliano continuare a farlo.
In campagna non ci sono soldi.
Perché?
Il Piano di Sviluppo Rurale stanzia per il 2014-2020 una cifra molto consistente: 1 miliardo 308 milioni e 406 mila euro.
La Sardegna risulta addirittura essere una delle Regioni più virtuose in Italia per la spesa delle risorse.

Le ragioni dei pastori: l’imbroglio del refresh

Ieri l’Assessorato all’agricoltura della Sardegna ha diffuso un comunicato in cui parla di refresh e in realtà si occupa d’altro. Per quanto sempre di agricoltura si tratti, bisogna costantemente tenere distinte le pere dalle mele, specie se la confusione genera danni ingenti per le imprese sarde.
Cominciamo col dire che a nostro avviso il Governo sardo non ha risolto proprio nulla sul refresh e che esiste e persiste un danno finanziario molto grave a carico dei pastori della Sardegna.
Ma per dimostrarlo occorre avere pazienza e intelligenza, perché è una di quelle situazioni nelle quali le parole purtroppo imbrogliano.

Il Gruppo del Partito dei Sardi sostiene la protesta delle campagne

La protesta dei pastori sardi, delle aziende agricole sarde, del mondo delle campagne sarde è legittima e sacrosanta. Intendiamo difenderla e sostenerla.
Per il Partito dei Sardi questa campagna elettorale sarà un’occasione di obiezione di coscienza rispetto al voto, un’occasione di NON VOTO ma, nel contempo, anche una grande occasione di rilancio di temi per noi cruciali, purtroppo imbrigliati dentro un contenitore elettorale che non ci appartiene.

Il filo rosso che lega i pastori che non vogliono votare e chi si vuole candidare

Sto preparando un’inchiesta sui mancati pagamenti in agricoltura e più in generale sui flussi di denaro verso i nostri imprenditori agricoli, ma oggi voglio evidenziare ciò che lega la protesta civile dei pastori intenzionati a non votare e la protesta di chi ingiustamente non è stato candidato.
Ciò che lega questi due atteggiamenti è non tanto la delusione, ma ciò che la genera: l’accettazione quotidiana di un potere esterno alla Sardegna per poi ribellarsi delusi alle decisioni e agli effetti delle decisioni di quel potere.
Noi del Partito dei Sardi abbiamo spesso polemizzato con le organizzazioni sindacali degli agricoltori e dei pastori sardi, proprio perché costantemente le organizzazioni

Agricoltura: avevamo ragione

Non molto tempo fa, denunciammo il grave danno inflitto alla Sardegna dall’agenzia governativa italiana Agea. Era il caso del celebre refresh, l’aggiornamento della banca dati ministeriale su cui poi si calcolano i contributi in agricoltura. In quell’occasione il bosco sardo, che non ha mai impedito il pascolo delle greggi, è stato censito come bosco alpino e la superficie interessata dall’ombra esclusa dal calcolo delle estensioni contributabili. Un danno enorme sia finanziario, cioè soldi in meno, che burocratico, moltissime pratiche in anomalia.
Nei giorni scorsi i giornali…

Sulla crisi dell’agricoltura ora occorre una soluzione certa e condivisa

«La strada scelta per mettere a disposizione i 45 milioni si dimostra impervia e tortuosa, al limite della praticabilità. Sconcerta leggere il richiamo al dovere civile del pagamento delle imposte quando la complessiva situazione di crisi dell’agricoltura è stata favorita anche dalla protratta indisponibilità, per le aziende agricole sarde, delle risorse e dei premi comunitari. Le calamità hanno fatto il resto. Per questa ragione proponevamo da giugno l’attivazione di voucher (per ripristinare le scorte di foraggio, fieno, mangimi, acqua) suggerendo poi, ad agosto e in piena crisi, di utilizzare la procedura connessa alla misura 5.2 del PSR dedicata, appunto, al ripristino dei fattori produttivi distrutti o danneggiati, mantenendosi quanto più possibile, all’interno di un quadro, per così dire, “risarcitorio” anche per abbattere il peso della imposizione fiscale.

A questo punto appare quanto mai urgente verificare e condividere tutti (Giunta, struttura tecnica, Commissione e associazioni) una procedura che non solo metta in sicurezza le risorse, ma soprattutto garantisca che le stesse arrivino all’agricoltura prima possibile».

Gianfranco Congiu, Augusto Cherchi, Roberto Desini, Paolo Dessì, Piermario Manca, Alessandro Unali

SICCITÀ E BUONE PRATICHE. La voce degli agricoltori

Il nostro intervento di qualche giorno fa sull’ottimizzazione dell’uso delle risorse idriche ha suscitato molte reazioni.
Dopo la testimonianza di Fausto Fulghesu, oggi ricevo e pubblico volentieri un contributo al dibattito che arriva da alcune imprenditrici agricole della Nurra.

Gianfranco Congiu
Capogruppo del Partito dei Sardi nel Parlamento Sardo

Il Partito dei Sardi apre il dibattito sugli stanziamenti a favore dei Consorzi di bonifica

Siccità:«Ottimizzare l’uso delle risorse idriche riducendo le dotazioni alle colture agroindustriali»
Gianfranco Congiu: «Sì ai rimborsi spese, ma è necessario attuare buone pratiche in agricoltura».

«In un momento di grave siccità che sta mettendo in ginocchio il mondo delle campagne, non si pensi che tutto si risolva con la dichiarazione di calamità naturale recentemente chiesta dall’esecutivo regionale, o con gli stanziamenti in bilancio a beneficio dei Consorzi di bonifica. La Giunta e il Consiglio regionale devono impegnarsi realmente per applicare misure che, in concreto, portino a un uso razionale delle risorse idriche». Gianfranco Congiu, presidente del Gruppo Partito dei Sardi nel Parlamento sardo, accende il dibattito politico su siccità, uso delle risorse idriche e aiuti economici al mondo delle campagne, e sollecita la massima istituzione della Sardegna a prendere delle decisioni in merito.

Slittano i bandi per i giovani agricoltori, interrogazione del Partito dei Sardi

Lo slittamento di sei mesi nell’apertura dei bandi regionali riservati a giovani agricoltori ha danneggiato decine di candidati che, a causa del rinvio, hanno superato i limiti di età e hanno visto sfumare la possibilità di accedere agli aiuti. Per ottenere chiarimenti e sollecitare l’adozione dei rimedi, il Gruppo consiliare del Partito dei Sardi ha presentato un’interrogazione in Consiglio, rivolgendosi al presidente Francesco Pigliaru, nella sua qualità di assessore ad interim all’Agricoltura e riforma agropastorale.

Subito una legge per la tutela della caccia e delle biodiversità della Sardegna

Sul tema della caccia monta in queste ore la ciclica polemica che si ripropone ogni anno. Noi del Partito dei Sardi riteniamo che sia urgente e non più rinviabile una nostra legge in materia.

Non ci interessano polemiche sterili. Ci interessa contrastare in modo serio, razionale e costruttivo l’applicazione alla Sardegna di scelte e modelli fatti da altri e per altri e poi applicate pedissequamente alla nostra realtà.

50 sfumature di PSR

di Piermario Manca
Volevo ringraziare tutti per aver condiviso e diffuso la mia ultima lettera all’Assessore all’Agricoltura, dove evidenzio alcuni “problemi” del comparto agricolo e le possibili soluzioni, “problemi” contingenti legati al pagamento degli aiuti all’agricoltura che a vario titolo ricevono le imprese del settore primario.