Basta a razzismi e ipocrisie. Costruiamo una Nazione sarda accogliente, prospera, sicura

Attentati e incendi per le strade, ipocrisie e segreti in aula. Non ci piace. Non ci piace per nulla questo clima di xenofobia e irresponsabilità che si sta creando in Sardegna. La questione umanitaria dell’accoglienza è complessa e spaventa ma a nulla servirà mettere la testa sotto la sabbia o addirittura lasciare la Sardegna in mano al razzismo. Come ha detto in aula anche Gianfranco Congiu, intervenendo a seguito dell’approvazione dell’emendamento turismo-migranti, l’incapacità del Parlamento Sardo di discutere con maturità e apertamente di temi così delicati non fa onore alla nostra massima assemblea. Ancor meno nobilita la politica sarda il fatto che dall’indomani chi si è rifugiato nel voto segreto abbia cercato di buttare la responsabilità del suo voto nel mucchio, favorendo un pericoloso clima di ambiguità morale. La verità è che la sfida posta dall’accoglienza – a cui il nostro governo e i nostri amministratori stanno rispondendo con sensibilità ma senza poteri – è parte di una sfida ancor più grande: la sfida alla costruzione di uno Stato giusto, uno Stato sardo a misura dei più deboli, uno Stato sardo che affermi legalità e sicurezza per tutti, per la nostra gente, per le persone di qualunque colore o provenienza che con noi vogliono partecipare alla costruzione della Nazione sarda fondata sul senso di umanità e su regole certe e condivise. Per questo diciamo basta, una volta di più, a razzismo e ipocrisia. Il popolo sardo ha tutte le forze e le risorse per creare una Nazione giusta, accogliente, prospera e sicura. E soprattutto ha l’intelligenza per capire che il suo vero problema non sono dei poveri uomini e donne in fuga dalla disperazione ma la secolare presenza in Sardegna di poteri stranieri arroganti, predatori, sleali, disorganizzati, di cui lo Stato italiano è l’ultimo rappresentante.

Franciscu Sedda
Segretario Nazionale Partito dei Sardi

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